Raddoppiati gli ettari green in tre anni: la transizione green del vigneto va avanti molto velocemente; registrato il +12% del Progetto RRR (Riduci, Risparmia, Rispetta) e il +14% Biosostenibile per un quarto della produzione Doc della Valpolicella. Sul cambiamento climatico e l’aggiornamento nella gestione delle vigne e della lavorazione del vino, la Valpolicella annual conference per il 26 e il 27 febbraio.
Come sottolineato dal Consorzio Vini Valpolicella (link), solo nell’ultimo anno la superficie certificata “RRR-Riduci, Risparmia, Rispetta” – progetto di sostenibilità ambientale, economica e sociale dal vigneto alla cantina – ha registrato un aumento del 12% rispetto al 2019: ad oggi gli ettari coinvolti ammontano a 1.210 su tutto il territorio.
La certificazione RRR ha l’effetto di spingere il vigneto della prima Dop di vini rossi del Veneto anche verso il biologico.
A oggi 430 ettari sono certificati (+14% sul 2019 e raddoppiati rispetto al 2018) e altri 436 sono in fase di conversione bio.
“Le politiche messe in campo dal Consorzio negli ultimi anni hanno avuto il merito di favorire la svolta green della denominazione che oggi osserva non solo l’incremento degli ettari vitati sostenibili ma anche delle aziende certificate RRR passate da 82 nel 2018 alle 142 di oggi, segnando un +73%. La sostenibilità ambientale non è solo un valore del Consorzio, che ha anche modificato i disciplinari di produzione inserendo prodotti fitosanitari a basso o nullo impatto ambientale secondo le rilevazioni scientifiche moderne, ma anche un driver strategico sui mercati internazionali, dove continua a crescere la domanda di vini sostenibili e bio. Il percorso tracciato ci consentirà di potenziare il posizionamento dei vini della Valpolicella e di sostenere al contempo le aziende nelle sfide legate al cambiamento climatico”.
Commento di Christian Marchesini, presidente del Consorzio Vini Valpolicella
Il cambiamento climatico e l’aggiornamento nella gestione delle vigne e della lavorazione del vino

Come rimarcato dal Consorzio, le conseguenze del cambiamento climatico sui vini di metodo e su quelli di territorio saranno il fil rouge delle tre sessioni di digital tasting nella prima giornata della Valpolicella annual conference (26 e 27 febbraio – link ad articolo descrittivo), l’evento live ideato proprio dal Consorzio Vini Valpolicella a cui hanno già aderito operatori e stampa da 26 paesi target: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Emirati Arabi, Estonia, Germania, Giappone, Grecia, Hong Kong, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Singapore, Spagna, Svezia, Ucraina, UK, Francia, USA, Svizzera e Ungheria.
Breve sguardo sul territorio vitivinicolo della Valpolicella
Quasi 8.400 gli ettari vitati in 19 comuni della Doc veronese Valpolicella e nella provincia leader in Italia per export di vino, sono 2.273 i produttori di uve e 272 le aziende imbottigliatrici. Nel 2019 sono state prodotte circa 64 milioni di bottiglie, il giro d’affari medio complessivo è di circa 600 milioni di euro annui. Di questi ultimi si stima che 350 milioni siano solo per l’Amarone.

