Nella memoria del mondo la strage dell’11 settembre a New York, tanto tragica quanto imprevedibile

Poche parole per ripresentare un ricordo da me vissuto in diretta per quella che si rivelò la strage dell’11 settembre a New York. Fui tra i primi in Italia cui esplosero letteralmente quelle immagini dallo schermo di un computer.

(l’immagine di copertina è nel pubblico dominio: opera del Governo Federale degli Stati Uniti, in particolare di un dipendente del National Institute of Standards and Technology, ai sensi del Titolo 17, Capitolo 1, Sezione 105 del Codice degli Stati Uniti)

In quell’istante non potevo averne idea, ma il mondo sarebbe mutato profondamente, a cominciare dalle abitudini più elementari, dai metodi di viaggio, dal cambiamento di attenzione a grandi progetti di sviluppo che dovettero segnare il passo lasciando spazio a strategie di ogni tipo sulla sicurezza.

Per farla breve, ci siamo impoveriti. Da quel momento si è molto ridotta la nostra capacità di guardare lontano, di immaginare il futuro. Ci colpì una miopia portata dalla paura e dalla necessità immediata.

Non si guardò più al domani, almeno non con gli stessi occhi.

Buona lettura…

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di PlusBrothers PlusBrothers ha detto:

    [GIFTER] – che ricordo tragico! Forse te l’avevo già raccontato ma all’epoca avevo un partner di origine americana e quell’evento fu l’inizio della fine anche per noi perché, dopo cinque anni in cui ha -e abbiamo- lottato contro la sua dipendenza da eroina, gli strascichi da 11 settembre ce l’hanno ributtato dentro.

    Quel giorno pareva esserci la solita quotidianità fino a quando le torri non si sono sgretolate come il burro sbattendoci in faccia che NESSUNO può definirsi mai “il più potente del mondo”.

    Quella è stata una tragedia che forse ci ha resi tutti più insicuri senz’altro ma ha scatenato l’odio verso gli stranieri e sai cosa fa più male? Pensare che Bush abbia tirato su una guerra (due guerre) e adesso in Afghanistan, casa di chi ha organizzato quella strage, ci sia lo stesso regime e più forte di prima. Dimostrazione che la libertà e democrazia non sono qualcosa da esportare con la forza ma vanno lottate, conquistate, VOLUTE.

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    1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

      La civiltà, la democrazia e la libertà si possono solo insegnare, si può solo educare a tutto questo. Imporle è quasi sempre fallimentare perché deve volerlo un popolo intero che abbia capito bene di cosa si tratta

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      1. Avatar di PlusBrothers PlusBrothers ha detto:

        E soprattutto i regimi se ne infischiano di cosa vuole “un popolo intero”. Ne bastano pochi ma se iniziano a chiuderti le porte con leggi restrittive e violenza tu puoi volere ma non ti muoverai di un millimetro.

        Adesso qual è il grosso problema dei regimi? Non agiscono più (o quasi più) con stragi eclatanti come quella di 23 anni fa. Non gli conviene! Usano denaro e media perché hanno capito che l’essere umano manipolato, è la peggior arma contro sé stesso.

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        1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

          E qui mi vengono in mente i due teatri di guerra che hanno punti di congiunzione nell’asse Russia-Iran con la partecipazione esterna di Cina e non solo. Ma questo è un discorso troppo complesso da affrontare qui

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          1. Avatar di PlusBrothers PlusBrothers ha detto:

            No guarda sarebbe un bordello! E io sono laureato in geopolitica da divano quindi sto un passo indietro.

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  2. Avatar di PlusBrothers PlusBrothers ha detto:

    Parlando di regimi, è un tragico anniversario anche per il Cile oggi.

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