Un grande successo per “Tesori dei Faraoni”, mostra romana sul mondo dell’Egitto multi millenario, reperti mai visti prima fuori dalla Terra del Nilo in visione nei saloni alle Scuderie del Quirinale a Roma. L’esposizione è stata prorogata fino al 14 giugno 2026.
Qui inserisco una ricca selezione di immagini da me scattate. La galleria foto più ampia è a chiusura dell’articolo.
Alcuni numeri di questo successo in mostra che ha superato ogni previsione:
- in 90 giorni sono stati emessi 250.000 biglietti, registrati oltre 200.000 ingressi effettivi;
- 200.000 visite guidate – moltissimi da fuori Roma – utenti che sono stati portati alla scoperta di splendidi reperti e della vita in quella mitica civiltà;
- 300 laboratori didattici hanno fatto vivere l’Egitto di oltre 3.000 anni fa sia a studenti che a famiglie.
Per farvi un’idea sull’articolazione che gli organizzatori hanno dato a “Tesori dei Faraoni”, sulla suddivisione nei differenti periodi della lunga storia faraonica e suoi aspetti sociali, richiamo la vostra attenzione a questo mio precedente articolo (link).
Per i biglietti online, Tesori dei Faraoni-Vivaticket (link).









La sensazione è di totale coinvolgimento, l’illuminazione e il gioco fra ombre e coni di luce creano un’atmosfera quasi intima fra visitatore e reperti.
Oggetti eleganti, raffinati, preziosi, pratici, curiosi, devozionali, mistici.
Ritrattistiche essenziali e ispirate, sinuose ed espressive, maschere e coperture di mummie per garantire la vita eterna, per raccontarla e per rappresentarne il significato d’eternità. Sono tutte realtà tipiche delle varie sfaccettature che caratterizzano l’arte faraonica nel susseguirsi dei millenni e dei relativi cambiamenti.
Pezzi che raccontano molti aspetti della vita quotidiana lungo il Nilo, quando l’Egitto era la Terra dei Faraoni.

La mostra è curata da uno dei massimi egittologi, il dottor Tarek El Awady, ex direttore del Museo Egizio del Cairo.
Tutto questo ricco tesoro di oggetti è descritto in un catalogo preparato dal dottor Zahi Hawass.
Le sale delle Scuderie sono popolate da ben 130 reperti, molti mai visti fuori dall’Egitto, quindi mai in Italia.
Finita questa esposizione torneranno nei musei egiziani. Motivo in più per non perdere l’occasione di ammirarli e studiarli finché resteranno nel cuore di Roma.
Basta pensare alla presenza di una delle Triadi di Micerino (il faraone della più piccola delle tre Grandi Piramidi di Giza – scultura in scisto, IV dinastia, Antico Regno), con quei corpi che emergono dalla pietra, fissati nel loro movimento in avanti come di liberazione da quel blocco grigio.
Oppure lo splendido sarcofago di Tuya (Nuovo Regno, XVIII dinastia, Regno di Amenofi III) o la sedia della principessa Sitamon (legno dorato, Nuovo Regno, XVIII dinastia, Regno di Amenofi III), oppure lo scrigno canopico di Yuya (in legno, oro, stucco, resina e pigmenti naturali), il letto in legno di Yuya e Tuya, il poggiatesta di Pepi (in calcite-alabastro egiziano, VI dinastia, Antico Regno), la formella con la rappresentazione di Akhenaton e della sua famiglia in adorazione del dio Aton (pietra calcarea dipinta, XVIII dinastia, Nuovo Regno), la maschera funeraria in oro di Amenemope (XXI dinastia, Terzo Periodo Intermedio) o il suo pendente pettorale (oro, lapislazzuli, feldspato e vetro), il bracciale di Psusennes I (oro, lapislazzuli e vetro, XXI dinastia, Terzo Periodo Intermedio), la collana di Osorkon II (oro, lapislazzuli, XXII dinastia, Terzo Periodo Intermedio), la copertura in oro e argento della mummia di Psusennes I dalla sua tomba a Tanis.
Questa breve lista rappresenta un piccolo assaggio sull’identità dei 130 pezzi in esposizione.











































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