Sulla navetta Orion di Artemis II gli astronauti NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme a Jeremy Hansen, astronauta della CSA-Agenzia Spaziale Canadese, sono diventati i primi uomini a lasciare l’orbita terrestre diretti verso la Luna dai tempi del programma Apollo nel 1972. La distanza è tale che la capsula è entrata nella prevalente sfera di influenza gravitazionale del nostro satellite.

Hanno segnato questo primato dopo che hanno acceso il motore principale della navicella spaziale Orion per cinque minuti e 50 completando con successo la manovra di iniezione translunare (TLI). Questa fase ha permesso di spingere la capsula fuori dall’orbita terrestre, su una traiettoria diretta verso la Luna.






Il motore principale di Orion ha una spinta fino a 6.700 libbre pari a 3.039 chili, sufficiente ad accelerare un'auto da 0 a 96,6 chilometri all’ora in circa 2,7 secondi.
Al momento dell'accensione, la massa di Orion era di 26.310 chili e durante l'accensione ha bruciato circa 453,6 chili di carburante.




All’inizio della giornata di giovedì la velocità di avvicinamento al satellite lunare era pari a 260.311,4 chilometri terrestri.
Tutto adesso è dedicato, oltre alle programmate correzioni di rotta (fino a ora sono state tutte annullate perché la navetta segue perfettamente la traiettoria), anche alla preparazione delle osservazioni e riprese scientifiche lunari che andranno avanti per sei ore.
In quei momenti il Sole, la Luna e la navicella Orion saranno allineati in modo tale che l’equipaggio possa osservare circa il 20% del lato nascosto del nostro grande satellite, l’emisfero non visibile dalla Terra, illuminato dal Sole.
Tra le formazioni visibili sul lato nascosto della Luna ve ne saranno diverse mai viste prima a occhio nudo, come il bacino Orientale completo, il cratere Pierazzo e il cratere Ohm.
Prepararsi alle ore di osservazioni significa adesso riporre le attrezzature, installare le telecamere e provare i movimenti in microgravità all’interno di uno spazio grande quanto due minivan, la grandezza effettiva utilizzabile dallequipaggio (molto più che nelle missioni Apollo).
I quattro astronauti configurano le fotocamere portatili con gli obiettivi da 80-400 millimetri e 14-24 millimetri da usare durante il sorvolo lunare di lunedì.
In più sta ottimamente funzionando il nuovo sistema ultra tecnologico di comunicazione ottiche via laser: l’apparato trasmette più dati rispetto ai tradizionali sistemi a radiofrequenza e al primo tentativo ha superato i 100 gigabyte di dati inviati durante la missione, comprese immagini ad alta risoluzione. Il terminale di questo sistema è montato fuori dalla capsula Orion.
In contemporanea sono necessarie anche simulazioni sanitarie, quindi una dimostrazione RCP-rianimazione cardiopolmonare e manovre di disostruzione delle vie aeree per valutare la bontà delle procedure mediche d’emergenza in micro gravità dentro la navicella spaziale. I quattro i membri dell’equipaggio dovranno comunque mantenersi in forma dovendo abitare in particolari condizioni ambientali, quindi regolari sessioni di allenamento utilizzando il dispositivo a volano di Orion per mantenere la forma cardiovascolare.
Nel carico della navetta ci sono pure cellule del midollo osseo derivate da campioni di sangue dell'equipaggio: aiuterà i ricercatori a studiare come il sistema immunitario umano reagisce allo spazio profondo. Il carico utile sta funzionando come previsto. L'attività dei biomarcatori immunitari fornirà ulteriori informazioni e l'equipaggio ha in programma di raccogliere campioni di saliva oggi.
Inoltre, l'Agenzia Spaziale Tedesca (DLR) ha fornito diversi sensori di radiazioni M-42 che sono installati dentro Orion. I sensori, insieme alle misurazioni delle radiazioni effettuate dalla NASA, stanno contribuendo a caratterizzare i livelli di radiazione in tutta la navicella spaziale.
Infine, l'equipaggio indossa dispositivi di actigrafia – piccoli sensori simili a orologi che raccolgono dati relativi alla salute – e risponde periodicamente a domande sulle personali condizioni. Queste misure standard, combinate con i dati di actigrafia (ARCHER), aiuteranno la NASA a migliorare l'efficienza dell'equipaggio nelle future missioni.
Il sorvolo della Luna è per lunedì 6 aprile dalle ore 14,45. I finestrini della cabina principale di Orion saranno rivolti verso il nostro satellite e l’equipaggio di Artemis II darà inizio alle osservazioni e riprese.
Verso le ore 19,02 Orion sarà a circa 6.500 chilometri di distanza dalla superficie lunare, il punto di massimo avvicinamento. Da questa distanza l’equipaggio potrà osservare l’intero disco lunare in un colpo solo, comprese le regioni vicine ai poli nord e sud.
Trovandosi dal lato opposto del satellite rispetto alla posizione della Terra, ci sarà un’interruzione delle comunicazioni con il centro di controllo: avverrà dalle 17,47 circa e durerà per circa 40 minuti.
Tutto verrà concluso da una spettacolare eclissi solare dallo spazio, quando Orione, la Luna e il Sole si allineeranno così che gli astronauti vedranno la nostra stella scomparire dietro la Luna stessa per circa un’ora. Sarà così visibile la corona solare
