Sembra di non avere a che fare con medici, infermieri, volontari e collaboratori del settore sanitario. In tanti non vogliono farsi vaccinare contro l’infezione Covid-19 tramite preparato Pfizer-BioNTech (link). Dimostrazione di pura irresponsabilità e di non professionalità. Come si fa ad avere sotto la propria tutela anche medica centinaia di anziani all’interno delle RSA-Residenze sanitarie assistenziali e non tutelare gli stessi assistiti vaccinandosi?
In queste strutture i ricoverati, ospiti fragili a cominciare dal loro stato di salute, vivono oggi (e da mesi) in regime di vera clausura per proteggerli dalla pandemia da virus Sars-COV-2: non possono incontrare figli, nipoti, parenti se non via telematica. Gli unici ad arrivare da fuori sono proprio coloro che li curano, che portano avanti le loro terapie.

Tra le obiezioni di questi che non vogliono vaccinarsi, pur avendo la responsabilità della salute di detti anziani: non sono convinti di cosa ci sia dentro (!?!); quello che c’è scritto nel bugiardino della fiala di vaccino sulla possibilità di effetti collaterali a lungo termine e altre menate simili; il fatto che la sperimentazione sia durata troppo poco (e sciorinano i decenni che sono stati necessari per trovare i vaccini dal 1900 in poi… come se la tecnologia, la virologia e la biologia di oltre cento anni fa siano rimaste allo stesso livello, compresa la tecnologia per la ricerca).
Non si ragiona più con lucidità anche per il bombardamento di comunicazioni errate e del tutto false (pazzesco che operatori specializzati se ne facciano influenzare), sperando che anche in questo settore così delicato come è la Sanità non si cada nell’incapacità cerebrale di riflessione e di pensiero che ho qui già raccontato (link).
A quest’altro link le informazioni sul vaccino Pfizer anti Covid-19, BNT162b2-Comirnaty.
Ma questi personaggi sono medici e infermieri o fanno altro mestiere e si sono trovati per puro caso nelle strutture che ospitano anziani dovendone avere totale cura?

Non c’è farmaco che nel bugiardino contenuto nella scatola non descriva effetti collaterali a breve, medio e lungo termine, escludendo naturalmente i descritti casi di abuso dei preparati: chi opera nella Sanità lo sa bene.
Iniziamo dalla Tachipirina, il farmaco più venduto in Italia: stando a quanto scritto nel documento d’accompagnamento, ma ancora di più dalle rilevazioni pluriennali a livello globale, questo preparato è la causa più comune di insufficienza epatica fulminante in tutto il mondo (grave insufficienza epatocellulare). Senza contare che non deve essere usata da pazienti affetti da grave anemia emolitica (insieme di patologie del sangue con accorciamento della vita media dei globuli rossi circolanti e loro distruzione prematura).
Anche il Viagra, prodotto dalla stessa Pfizer, ha il suo bell’elenco di effetti collaterali… eppure è vendutissimo in tutto il mondo, moltissimo anche in Italia. Eppure, pur di avere prestazioni “all’altezza”, si passa sopra a controindicazioni su forti abbassamenti della pressione, soprattutto se si stanno assumendo nitrati per angina pectoris o se si hanno già problemi cardiaci o al fegato, se si è già subito un ictus, un attacco di cuore o una rara malattia agli occhi come la retinite pigmentosa (questa è solo una lista breve).
Sui farmaci in genere, negli Stati Uniti, dal 3 al 7% di tutte le ospedalizzazioni avvengono per reazioni indesiderate ai farmaci che si verificano nel 10-20% dei pazienti ricoverati e, di questi, circa il 10-20% è grave.
Eppure sul vaccino anti Covid-19 sta accadendo l’inverosimile con reazioni non preventivabili da parte di chi è calato per mestiere in questo mondo. Il vaccino Pfizer, come lo saranno a brevissimo anche quelli offerti da altre Case farmaceutiche, dà margini di sicurezza garantiti da FDA-Food and Drug Administration (link), EMA-European Medicines Agency (link), AIFA-Agenzia Italiana del Farmaco (link), enti internazionali che sono preposti proprio al nulla osta per l’utilizzo di preparati terapeutici, farmaci, vaccini e similari.
Lo stesso virologo Andrea Crisanti studiando gli studi di Moderna e Pfizer, ha appena sottolineato che “L’Fda americano ha pubblicato tutti gli studi relativi ai vaccini prodotti da Moderna e Pfizer. I sieri inducono una risposta immunitaria protettiva. Io e mia moglie lo faremo“.
Veramente preoccupante la risposta degli operatori sanitari, i primi a doversi vaccinare per proteggere concretamente i pazienti e garantire continuità di funzionamento nelle strutture medico-assistenziali-ospedaliere.
E tra pochi giorni arriverà anche il vaccino della britannica AstraZeneca (link italiano), di imminente autorizzazione da parte delle autorità londinesi e capace di assicurare lo stesso livello di protezione dei prodotti di Pfizer/BioNTech, 95% e di Moderna, 94%. AstraZeneca (link inglese) ci ha lavorato con l’Università di Oxford e con un’azienda italiana, la Irbm di Pomezia, in provincia di Roma. Non ha bisogno di essere conservato a oltre – 70 gradi centigradi e costa circa 4 dollari a dose.
L’assurdo, paradossale comportamento di operatori sanitari che rifiutano i vaccini contro il Covid-19
Proprio nel Bresciano avviene l’incredibile, in quell’area dove, al vertice della prima ondata, la pandemia ha causato il maggior numero di morti, a cominciare dagli anziani e da quelli ospitati proprio nelle RSA. Claudio Sileo, direttore generale di Ats Brescia: “Solo il 20% degli operatori delle Rsa bresciane ha aderito alla campagna vaccinale. Troppo poco e non comprendo perché“.
Stefania Pace, presidente dell’ordine professioni infermieristiche di Brescia: “Come ordine faremo di tutto per convincere i colleghi a vaccinarsi“.
Paolo Boldini, vicepresidente dello stesso Ordine: “Il Covid ha devastato le case di riposo ed è incomprensibile che i colleghi non vogliano vaccinarsi. Se medici e infermieri delle Rsa faranno memoria della devastazione vissuta, sono convinto che cambieranno idea“.
In Piemonte? In una casa di riposo, su cinquanta operatori, solo due hanno detto di volersi vaccinare… Comunque le proporzioni nella regione vedono in genere tre operatori favorevoli contro sette tra no-vax e dubbiosi che rifiutano il vaccino.
E nel Lazio? In alcune strutture solo il 10 per cento del personale ha accettato di farsi vaccinare. Sempre più incredibile.
Sono impazziti? Sarebbe come dire che un giornalista si senta tale pur non essendo ben preparato in lingua italiana o che si basi su notizie mai verificate. Oppure, che un ingegnere trascuri calcoli statici nella progettazione strutturale di un edificio.
Nei tre casi, passaggio del contagio, dannosa e colpevole informazione, un palazzo che crolla e uccide, chi ne pagherebbe il primo prezzo?
C’è da sperare che il personale delle RSA-Residenze sanitarie assistenziali e non solo loro, rinsaviscano, altrimenti sarà la rovina per molte esistenze.
Intanto 13 medici che, ancora oggi, negano l’esistenza e la pericolosità del Covid, nonché no-Vax, sono finiti sotto inchiesta da parte dell’Ordine dei medici di Roma. Queste loro pseudo tesi e le loro esternazioni comparse in tv e sui social, la diffusione di false notizie, hanno contribuito a confondere e a depistare i pazienti. É stato così aperto un provvedimento disciplinare, procedura annunciata da Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma: “Non è una caccia alle streghe, ma ho l’obbligo deontologico, seppur non giuridico, di sanzionare chi dichiara il falso. Chi dà informazioni non corrette alla popolazione va punito. C’è un codice etico da seguire“.

