Canis lupus familiaris, oggi si celebra la Giornata Mondiale del Cane e ripropongo il Cirneco dell’Etna insieme a cuginetti pelosi

Sabato 26 agosto Giornata Mondiale del Cane, il compagno, amico fedele dell’uomo che con dizione scientifica lo ha pure catalogato come Canis lupus familiaris. Sì perché è parte delle famiglie, ci è vicino da migliaia di anni, dall’Età della Pietra, tutto teso col suo amore di branco a darci il più profondo affetto e a difenderci. Dopo questo preambolo ho inserito il richiamo a un mio passato articolo sul Cirneco dell’Etna e su altri canidi da me conosciuti-desiderati.

In questa impressionante parata di secoli ci ha accompagnato durante la caccia già quando avevamo armi e lance con punte in selce scheggiata e affilata, ma ce lo siamo portati anche in guerra, pure in tempi recenti, come durante la Prima Guerra Mondiale. Ma lui è anche cane poliziotto, perfetto soccorritore durante valanghe e terremoti.

Questi compiti che il cane si dà autonomamente in difesa della sua famiglia allargata all’elemento umano, riesce a portarli avanti correlandosi con il suo carattere, quello che noi umani abbiamo anche manipolato creando razze tramite incroci ben diretti, operazione che ha dato vita a linee genetiche splendide.
Spesso però questo processo caratterizzato dalla consanguineità, crea linee che si portano appresso malattie e tare fisiche cui sono soggetti questi cani.

Gioia immensa quando se ne può adottare uno in un canile. È favoloso dare una vita di famiglia a un cane che sta momentaneamente in una gabbia, per quanto sia ben tenuto.
Unica pecca? All’adozione ti fanno firmare un foglio-contratto che ti obbliga a castrare-sterilizzare il cane che stai adottando. Se non lo si fa, il rischio è che te lo portino via. Una cosa che non ammetto e che condanno.

Comunque, anche se l’ho già raccontato nel pezzo che riporto più in basso, vi ripresento Barnaba, l’ultimo conosciuto nella mia vita, il cane-uomo-soldato, perfetto compagno, sempre bisognoso di coccole, anche lui adottato da fraterni amici. Io sono il suo zio-fratello-giocattolo-ecc. Adesso Barnaba si avvia a compiere il terzo anno.

Sempre appiccicato addosso, emozionato durante le passeggiate. Per strada ha dei nemici precisi: le buste di plastica, soprattutto se scure, peggio se nere, ancora peggio se il vento le fa strusciare-animare; anche gli ombrelli rotti lo inquietano, quelli che alcuni hanno buttato per strada, però Barnaba, maturando, li osserva con minore diffidenza.

Ciao Barnaba! E un ciao ai circa nove milioni di cani che popolano l’Italia arricchendo le famiglie, numero ufficiale che potrebbe lievitare andando oltre i numeri ufficiali.

Buona lettura grazie al mio passato articolo.

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