Immaginate le foto più emblematiche e storiche del mondo, ne troverete e ricorderete tantissime di Robert Doisneau, grande fotografo che ha ritratto moti umani, momenti chiave della nostra storia attraverso la gente, i sentimenti, gli stati d’animo. Molte delle sue immagini arricchiscono la mostra a lui dedicata ed esposta al Museo del Genio di Roma dal 5 marzo al 19 luglio 2026, Lungotevere della Vittoria, 31.

Imagine the most emblematic and historic photographs in the world.You'll find and remember countless by Robert Doisneau, a great photographer who captured human movements, key moments in our history through people, feelings, and moods.
Many of his images enrich the exhibition dedicated to him, on display at the Museo del Genio in Rome from March 5 to July 19, 2026, at Lungotevere della Vittoria, 31.
Come sottolinea Arthemisia, organizzatrice della rassegna, la sua fotografia più celebre, Le Baiser de l’Hôtel de Ville (1950), è diventata un’icona universale dell’amore e della città di Parigi. La mostra, con oltre 140 scatti iconici, percorre tutta la sua carriera e trasporta i visitatori in un meraviglioso universo fatto di piccoli istanti di felicità, momenti semplici della vita che hanno dentro di sé l’eternità.


Lo stesso Museo del Genio è al centro di un rilancio anche come luogo di cultura, di bellezza, di storie di vita raccontate in modi differenti da grandi uomini dell’Arte. Uno scopo che ha visto Arthemisia in stretta collaborazione l’Esercito Italiano e Difesa Servizi, titolari di questo edificio che è l’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio.


L'idea e la realizzazione della mostra sono perfetti per celebrare anche i 200 anni dalla nascita della fotografia che prese vita due secoli fa nelle sue due forme adatte a raccontare l'uomo e il mondo nei suoi momenti più intimi e veri, ma anche documentare gli eventi, la bellezza del nostro pianeta, gli angoli e i popoli più lontani e sconosciuti della Terra, il mondo animale e la fauna evidenziandone gli aspetti più incredibili, crudi, poetici, colorati.
Duecento anni fotografici visto che nel 1826 fu Joseph Nicéphore Niépce a realizzare la prima fotografia della storia, o meglio una eliografia (tecnica inventata da Niépce): “Point de vue du Gras - Vista dalla finestra a Le Gras” realizzata con un'esposizione di ben 8 ore, fattore che diede un particolare effetto di doppia illuminazione solare ai palazzi fotografati.
Doisneau è uno dei fotografi più amati del Novecento per la sua capacità di far risuonare sentimenti e situazioni grazie alle immagini e agli istanti catturati dal suo occhio.
Nato nel 1912 a Gentilly, comune incastonato nel dipartimento della Valle della Marna-regione dell’Île-de-France, questo artista delle immagini è stato uno dei principali esponenti della cosiddetta fotografia umanista francese. Con il suo inconfondibile bianco e nero ha immortalato scene quotidiane, gesti spontanei e momenti fugaci, trasformandoli in immagini senza tempo.

Il progetto, realizzato in collaborazione con Bridgeconsultingpro, vede la partnership di Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e Poema e la sponsorizzazione di Generali Italia con il programma Generali Valore Cultura.
Fra gli scatti iconici presenti alla mostra, immagini iconiche come “Le Baiser de l’Hôtel de Ville” (1950), “Un chien à roulettes” (1977), “La concierge aux lunettes” (1945) e “L’information scolaire” (1956)






Immagini che vanno dagli esordi di Robert Doisneau nel corso degli anni Trenta fino alle opere più mature. Fotografie di strada, ritratti, giochi di bambini, piccoli istanti della vita di tutti i giorni e straordinari scorci parigini, un rosario che porta il visitatore lungo una sorta di preghiera che è inno alla vita seguendo un racconto visivo meraviglioso e coinvolgente.


Attraverso immagini poetiche e spesso ironiche, Doisneau ci invita a osservare il mondo con occhi curiosi e sensibili, trovando bellezza anche nei gesti più semplici. La mostra al Museo del Genio è un’occasione per riscoprire un maestro della fotografia: con il suo sguardo “laterale”, mai invadente, osserva Parigi e i suoi abitanti con discrezione, cogliendo attimi quotidiani senza forzarli. Non cerca l’effetto, ma la verità di un momento. Nelle sue immagini prende forma il mondo come avrebbe voluto che fosse: più umano, più gentile, più attento agli altri.
Dietro questa apparente leggerezza si cela una tensione più profonda. Doisneau raccontava di fotografare come in una “battaglia contro l’idea che siamo destinati a scomparire”.Ogni scatto diventa così un modo per fermare il tempo, per custodire ciò che è fragile e passa in fretta. La fotografia, per lui, è un gesto semplice, ma potente: trattenere la vita, anche solo per un istante.
Accanto alla vita quotidiana e agli sconosciuti protagonisti della strada, Doisneau ha saputo ritrarre anche alcuni grandi nomi del Novecento, restituendoli con lo stesso sguardo partecipe e umano. Davanti al suo obiettivo sono passati artisti, intellettuali e icone: da Pablo Picasso ad Alberto Giacometti, da Jean Cocteau a Fernand Léger e Georges Braque, fino a figure del cinema e della moda come Brigitte Bardot, Elsa Schiaparelli e Juliette Binoche.
Anche nei confronti di personalità così celebri, Doisneau non cerca mai la celebrazione retorica: li ritrae nel gesto quotidiano, cogliendone la dimensione più autentica. Ed è proprio questa capacità di trovare verità e poesia nei gesti più semplici che trova la sua espressione più alta nell’immagine destinata a diventare il simbolo stesso di Parigi.
(Arthemisia)
La mostra dedicata a Robert Doisneau segue proprio la filosofia del fotografo, restituisce una celebrazione viva, non statica e rigida, di quello che è stato il Novecento senza tralasciare l’aspetto emotivo con una piena trasfusione di attualità vissuta, sia emozionale che documentale.




L’iconico bacio di Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville
L’amore nella Parigi del dopoguerra, come raccontarlo?
Ed ecco che si manifesta la magia dell’istante, quella fra la vita vissuta e l’occhio che ne cattura la verità nella sua essenza.
È il 9 marzo 1950 durante un reportage commissionato dalla rivista americana Life sugli innamorati parigini. Robert Doisneau è vicino all’Hôtel de Ville.
La gente gli passa davanti continuamente, i tavolini dei caffè sono colmi di persone che conversano, sorseggiano tè, caffè, leggono il giornale e il grande fotografo mise in scena un gesto semplice e universale: il bacio di due giovani innamorati, due studenti di teatro, Françoise Bornet e Jacques Carteaud.
Non si trattò di uno scatto rubato, ma di una scena ricreata con naturalezza per restituire l’essenza di un momento autentico. La composizione è ordinata e armoniosa: i due protagonisti emergono in primo piano mentre la città, leggermente sfocata, continua a scorrere attorno a loro. Intimità e spazio pubblico si fondono in un equilibrio perfetto.
Pubblicata nel 1950 in piccolo formato all’interno del servizio di Life, la fotografia non divenne immediatamente un’icona. La sua consacrazione arrivò soprattutto dagli anni Settanta, quando la demolizione delle Halles segnò simbolicamente la fine di un’epoca e le immagini della Parigi del dopoguerra acquistarono un valore nuovo, quasi nostalgico. Le Baiser de l’Hôtel de Ville iniziò allora a essere riprodotto in poster, cartoline e libri, trasformandosi in una delle fotografie più riconoscibili del Novecento e nel simbolo stesso della “Parigi dell’amore”.
(Arthemisia)
Per questo scatto del Bacio arrivò un momento complesso negli anni Novanta. Riguardò un procedimento giudiziario sui diritti dei soggetti ritratti.
Questo caso illuminò, è proprio il caso di dirlo, il rapporto tra fotografia, notorietà pubblica e diritto all’immagine. E naturalmente contribuì a dare ulteriore risalto a Le Baiser de l’Hôtel de Ville incastonandola maggiormente nel mondo della vita rappresentata.
La mostra si inserisce inoltre nelle celebrazioni del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, sancito il 30 gennaio 1956 come simbolo di amicizia, cooperazione e valori comuni all’interno del contesto europeo. Un legame che, rinnovato e consolidato nel tempo, testimonia come le due città abbiano condiviso progetti culturali, scambi artistici e iniziative pubbliche, promuovendo il dialogo e la collaborazione tra le comunità. In questo scenario, l’esposizione di Doisneau diventa un’occasione privilegiata per rafforzare ancora una volta la connessione culturale tra le due capitali.
L’esposizione vede come mobility partnerFrecciarossa Treno Ufficiale e Atac e radio partnerDimensione Suono Soft.
Robert Doisneau – sulla mostra romana
Oltre 140 immagini selezionate da un archivio di circa 450.000 negativi, realizzati nel corso di oltre sessant’anni di attività, raccontano il percorso umano e artistico di Robert Doisneau, tra i più importanti esponenti della fotografia umanista del Novecento.
L’itinerario della mostra si sviluppa tra memoria personale, osservazione della realtà e attenzione profonda alla dimensione umana.
Il percorso prende avvio dalle origini della sua storia, attraverso materiali provenienti dall’album
di famiglia, che permettono di entrare in contatto diretto con la formazione del suo sguardo e con la sua esperienza più intima.
Poi il racconto cambia progressivamente aprendosi alla città di Parigi, luogo centrale nella
vita e nell’opera di Doisneau. Le strade, i quartieri, le periferie e gli spazi urbani diventano il teatro di una ricerca che attraversa il tempo e restituisce la complessità della vita quotidiana, colta nei suoi gesti più semplici e autentici.
Emergono così alcuni dei temi fondamentali della sua fotografia:
- l’infanzia, osservata come spazio di libertà e scoperta;
- la presenza delle persone, colte nella loro naturalezza;
- i molteplici contesti della vita sociale, dai momenti più intimi alle situazioni pubbliche.
Mentre queste fasi si svelano all’occhio del visitatore, si manifesta la ricchezza del linguaggio visivo di Robert Doisneau, capace di evolversi pur mantenendo una profonda coerenza espressiva.
Accanto alle immagini più note, la mostra presenta anche aspetti più personali e meno conosciuti della sua produzione, che testimoniano il legame tra esperienza privata e ricerca artistica, e permettono di cogliere la continuità e l’unità del suo sguardo.
Nel suo insieme, il percorso restituisce il ritratto di un autore che ha saputo osservare il mondo con
sensibilità, ironia e partecipazione, trasformando la vita quotidiana in un racconto universale e senza tempo.
Prima sezione – Album personnel
La sezione introduce il percorso umano e professionale di Robert Doisneau attraverso un racconto
biografico arricchito da immagini provenienti dall’album di famiglia. In apertura emergono le origini del suo sguardo, in un’introduzione che intreccia vita privata e formazione, lasciando affiorare la dimensione più personale della sua storia.
Le fotografie seguono il suo percorso dagli anni dell’infanzia fino a un ritratto realizzato nel 1985 nel suo studio di Montrouge, costruendo una linea narrativa che attraversa il tempo e restituisce, tappa dopo tappa, la figura dell’uomo oltre l’artista. Volti, luoghi e ricordi familiari diventano così la chiave per comprendere l’evoluzione del suo percorso e per entrare nella sua opera a partire da ciò che la sostiene: la memoria, l’esperienza vissuta e il legame profondo con le persone.
Questa sezione costituisce l’inizio dell’itinerario espositivo e offre un primo orientamento biografico, permettendo di entrare in contatto diretto con l’universo intimo da cui prende le mosse la fotografia “umanista” di Robert Doisneau.
Seconda sezione – Paris
La sezione Paris è dedicata alla città che ha costituito il principale scenario del lavoro di Robert
Doisneau e il luogo con cui il fotografo ha intrattenuto per tutta la vita un rapporto profondo e continuo.
Piazze, edifici e soprattutto le periferie in cui Doisneau è cresciuto diventano il punto di osservazione privilegiato per raccontare i cambiamenti profondi vissuti dalla capitale francese, dal periodo della guerra fino agli anni Ottanta.
In questo racconto, la città non appare mai come un semplice sfondo, ma come uno spazio vissuto e
abitato, attraversato quotidianamente da uomini e donne colti nei loro gesti più semplici e autentici. Con uno sguardo attento e partecipe, Doisneau osserva la vita che si svolge lungo i boulevard, nei quartieri popolari e nelle zone periferiche, restituendo una visione intima e profondamente umana della città.
In questa sezione trova inoltre spazio la serie delle Petites boutiques, una documentazione sistematica dei piccoli negozi del quartiere realizzata negli anni Sessanta. Attraverso queste immagini, Doisneau conserva la memoria di un tessuto urbano fatto di relazioni, abitudini e presenze quotidiane, rivelando la dimensione più autentica e fragile della vita parigina.
Terza sezione – Mondanités
La sezione introduce il mondo della mondanità e degli eventi eleganti, che Doisneau osserva con uno sguardo capace di evidenziarne tanto il fascino quanto gli aspetti più effimeri. Ricevimenti, incontri e occasioni sociali diventano occasioni per indagare il comportamento umano in contesti diversi da quelli della vita quotidiana.
Pur trovandosi in ambienti segnati dall’eleganza e dalla rappresentazione sociale, Doisneau mantiene il proprio approccio discreto e attento, cogliendo momenti inattesi, gesti spontanei e dettagli rivelatori.
Anche in questi contesti, il suo interesse non è rivolto alla celebrazione dell’evento, ma alla presenza delle persone e alla verità dei loro atteggiamenti.
Le immagini rivelano così la dimensione umana nascosta dietro l’apparenza, confermando la coerenza del suo sguardo in ogni ambito della sua ricerca.
Quarta sezione – Les enfants
La sezione Les enfants raccoglie immagini dedicate all’infanzia, tema centrale nella sensibilità del
fotografo e nella sua visione del mondo. I bambini, spesso ritratti mentre giocano o si muovono
liberamente nello spazio urbano, appaiono lontani dalle regole e dalle convenzioni degli adulti,
protagonisti di momenti di spontaneità, indipendenza e scoperta.
Doisneau osserva la loro presenza con attenzione e rispetto, cogliendo gesti, sguardi e atteggiamenti che rivelano una relazione diretta e immediata con la realtà. Strade, cortili e marciapiedi diventano luoghi di libertà e immaginazione, spazi in cui la vita si manifesta nella sua forma più autentica.
Attraverso queste immagini, il fotografo restituisce non solo il mondo dell’infanzia, ma anche una
dimensione universale dell’esperienza umana, fatta di leggerezza, curiosità e meraviglia.
Quinta sezione – Couleurs
All’interno del suo lavoro, la fotografia a colori rappresenta un’importante evoluzione del linguaggio
visivo di Robert Doisneau, pur rimanendo coerente con la sua poetica e il suo modo di osservare la
realtà. In queste immagini, il colore contribuisce a restituire con maggiore intensità l’atmosfera della città e dei suoi spazi.
Le tonalità delle architetture diventano parte integrante del racconto visivo, arricchendo la
rappresentazione senza alterarne la naturalezza. Come nelle fotografie in bianco e nero, anche qui
Doisneau rimane fedele al suo interesse per la vita quotidiana.
Il colore non rappresenta una rottura, ma un’estensione del suo sguardo, che continua a esplorare la
realtà con la stessa sensibilità e attenzione.
Sesta sezione – Cartes de voeux
Le Cartes de voeux, cartoline di auguri di Robert Doisneau, costituiscono un aspetto intimo e creativo della sua opera. Invece di semplici biglietti commerciali, Doisneau utilizza questi invii di fine anno come uno spazio di libertà espressiva, in cui mette in scena situazioni umoristiche, tenere o poetiche.
Spesso realizzate con la partecipazione dei suoi cari, dei suoi nipoti o utilizzando dettagli insoliti della vita parigina, queste immagini trasformano un gesto privato in un momento di creazione artistica. Attraverso composizioni semplici ma evocative, rivelano il lato più personale e spontaneo del suo lavoro.
Queste cartoline testimoniano il suo desiderio di mantenere vivo, anche nella dimensione privata, uno sguardo attento, sensibile e profondamente umano.
Settima sezione – Célébrités
Célébrités è una serie di ritratti dedicati a personaggi celebri della Parigi del suo tempo, artisti e
intellettuali con cui il fotografo intrattenne spesso rapporti di amicizia sincera. Davanti al suo obiettivo si trovano figure centrali della cultura del Novecento, tra cui Jacques Prévert, Alberto Giacometti, Georges Braque, Sabine Azéma, Blaise Cendrars, Colette, Simone de Beauvoir, Fernand Léger, Pablo Picasso e Jean Cocteau.
In questi ritratti, Doisneau si avvicina ai suoi soggetti con naturalezza e sensibilità, evitando ogni forma di celebrazione retorica. Le sue immagini restituiscono la presenza reale delle persone, cogliendole in momenti di concentrazione, riflessione o quotidianità.
Anche di fronte alla celebrità, il fotografo rimane fedele alla propria visione, attenta prima di tutto alla dimensione umana e alla verità dell’individuo.
Robert Doisneau, scheda tecnica della mostra
Robert Doisneau, exhibition technical sheet
Sede
Exhibition venue
Museo del Genio
Lungotevere della Vittoria, 31 – Roma
Date al pubblico
Exhibition opening dates
5 marzo – 19 luglio 2026
Orario d’apertura
Opening hours
Lunedì chiuso
Dal martedì al venerdì 10 – 17
Sabato e domenica 10 – 20
la biglietteria chiude un’ora prima
the ticket office closes one hour early
Con il patrocinio di
Ambasciata di Francia in Italia
Istituto Francese
Regione Lazio
Comune di Roma
Prodotta e organizzata da
Arthemisia
In collaborazione con
Atelier Robert Doisneau
Bridgeconsultingpro
In partnership con
Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale
Poema
Sponsor
Generali Valore Cultura
Mobility partner
Atac
Frecciarossa Treno Ufficiale
Radio Partner
Dimensione Suono Soft
Iniziativa culturale di
Ministero della Difesa
Esercito Italiano
Difesa Servizi
A cura di
Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero
Progetto di allestimento
BC Progetti di Alessandro Baldoni, Giuseppe Catania,
Francesca Romana Mazzoni
Biglietteria
GRT Roma
Aperture straordinarie
Domenica 5 aprile ore 10 – 20
Lunedì 6 aprile ore 10 – 20
Sabato 25 aprile ore 10 – 20
Venerdì 1° maggio ore 10 – 20
Martedì 2 giugno chiuso
Lunedì 29 giugno ore 10 – 20
la biglietteria chiude un’ora prima
the ticket office closes one hour early
BIGLIETTI
Mostre + Museo del Genio
Intero € 15,00
Audioguida inclusa nel costo del biglietto
La prenotazione, tramite il preacquisto del biglietto, è
fortemente consigliata.
È possibile acquistare i biglietti di ingresso anche in sede:
in questo caso l’ingresso alla mostra potrebbe comportare
delle attese per rispettare le capienze di sicurezza delle
sale.
Info su tutte le riduzioni biglietto a questo link
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Scuole e gruppi
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Sito web
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