Auto e aereo, il miglior modo di viaggiare

Stai per fare un viaggio attraverso il paese. Aereo, treno, autobus, auto o bici?

Indipendenza, osservare quel che ti circonda, maggior raggio d’azione nello stesso tempo. Viaggiare in auto e aereo è sempre stata la mia doppia soluzione preferita lasciando la bicicletta e/o lo scooter a esplorazioni strettamente locali, raggiungere spiagge o passi di montagna, paesaggi collinari.

Aereo per salti immediati verso destinazioni lontane lasciando così più tempo all’esplorazione, ma per mete italiane o all’interno di altre nazioni, il mezzo d’eccellenza per me sarà sempre l’auto.

Mi capita spesso di tornare in Sicilia da Roma e, se non devo agire velocemente, prendere l’automobile è la cosa migliore: guidi, mi guardo intorno, mi godo il paesaggio, i suoi colori e le sue forme anche percorrendo un’autostrada. Mi fermo quando voglio per un riposino, per mangiare qualcosa o bere per rinfrancarmi. Mi godo il viaggio in relax. Non mi affatica guidare, ho il controllo dei miei tempi e dei miei desideri.

Cosa c’è di meglio?

In treno mi annoio. Guardo pure dal finestrino, esploro sì con gli occhi, ma c’è il contorno degli altri passeggeri e spesso non lo gradisco. Mi sento assediato dalle loro voci, per prime quelle di coloro che devono parlare ad alto volume con i loro interlocutori via smartphone, alcuni addirittura in viva voce. Poi i suoni dei giochini… è solo disturbo che irrita ogni mio neurone. Mi trovo troppo vicino all’immagine di narici esplorate con le dita nel pieno di profonde “pulizie” nasali. Poi l’orrenda visione di gomme da masticare assaporate da ruminanti bipedi a bocca aperta con conseguente schioccare di labbra e lingua. C’è poi chi si toglie le scarpe per poggiare i piedi sui sedili di fronte. Una volta su un Frecciarossa verso Milano ho dovuto riprendere un viaggiatore seduto di fronte a me. Dovetti intimargli di infilare di nuovo le sue estremità inferiori nelle scarpe, dopo che aveva poggiato i suoi piedi sul sedile accanto al mio: la sola visione di quelle calze poco pulite (non più bianche, ma color avanella con parte inferiore sul grigio) accompagnate da una nota odorosa non appropriata, mi fece inc… incavolare di brutto. Lo facesse a casa sua, ma non davanti ai miei occhi e sotto al mio naso.

Santa macchina che invece – e per fortuna – mi salva da simili e irritanti confronti. Nel suo abitacolo solo io e i miei amici/parenti. È una scelta di salute mentale e fisica 😜

Finiti i tempi di quando ero bambino, con papà, mamma e mio fratello viaggiavamo di notte in treno da Roma a Catania in vagone letto con auto di famiglia al seguito infilata sulla bisarca agganciata al fondo del convoglio: papà prenotava due cabine comunicanti e noi quattro ci infilavamo nei nostri letti. Era un intimo mondo viaggiante su rotaie. C’era qualcosa di romanticamente magico. Anche quando verso le cinque del mattino io e mio fratello ci svegliavamo per spiare dallo scuro del finestrone le operazioni di imbarco del nostro convoglio dentro al traghetto che avrebbe attraversato lo Stretto di Messina verso la Sicilia. La grande bocca della nave ingoiava un vagone dopo l’altro aiutata dai ferrovieri che le sistemavano il treno nella pancia.

Sensazioni uniche, ma irripetibili, con pochi treni che ormai passano dalla sponda continentale a quella isolana e viceversa.

Oggi è meglio scegliere il “fai da te”, il viaggio in auto.

A metà viaggio esco dall’autostrada ed esploro il gusto di un ristorante vicino al percorso cercando di adocchiare quello frequentato da camionisti che nel loro perenne girovagare professionale hanno selezionato con attenzione le cucine più appaganti al palato.

In treno tutto questo non si può fare e devo piegarmi a pietanze già preparate o a panini e sandwich spesso (non sempre) gommosi dai sapori omologati. Niente avventura, niente scoperta, solo piattume.

Questa è la mia esperienza e il mio modo di vedere l’esplorazione, la scoperta di luoghi, senza pretesa di essere una verità rivelata.

Buon viaggio!

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