Artemis II nello spazio, di nuovo missione Luna, una freccia lanciata dalla dea Artemide

Cambiamento e passaggio nell’esistenza, nascita, morte, nozze, l’arrivo alla maggiore età, crescita individuale e sviluppo, la dea Artemide li rappresentava tutti questi stati, lei sorella di Apollo, legata alla natura selvaggia, lei divinità vergine nel momento in cui è prossima alla maturità. Artemis II, che a lei si richiama, è nella stessa fase, giovane, si avvia a velocità vertiginosa verso la crescita e la maturità nel cammino verso la Luna, percorso che dovrà essere ripetuto fino al momento del parto del 2028 facendo giungere i suoi figli sul suolo lunare.

Questi due giorni, primo e 2 aprile 2026 fino ai successivi otto, rappresentano il primo passo dell’uomo per tornare sul suolo della Luna. Sono passati 54 anni dall’ultimo lancio – il 19 dicembre 1972 – quello della missione Apollo 17, l’ultima delle storiche che videro i primi esseri umani sulla superficie polverosa del nostro satellite.

Connessione diretta e continua dalla navetta spaziale Orion della missione Artemis II

Il primo volo con equipaggio del programma Artemis è nello spazio dopo il lancio da Cape Canaveral in Florida e grazie alla spinta del razzo SLS (Space Launch System).
Gli astronauti svolgono adesso i vari compiti in programma, stanno facendo test necessari passando al comando manuale della capsula Orion in modo da verificarne l’effettiva manovrabilità e precisione, risolvono eventuali problemi tecnici, cambiano quota nello spazio prima della rotta finale verso la Luna.

Chi c’è a bordo?
Sono Reid Wiseman, comandante e ingegnere dei sistemi e computer (pilota collaudatore della Marina americana), Victor Glover, pilota della missione e ingegnere, ex pilota e collaudatore della Marina, Christina Koch, specialista di missione, ingegnere e fisico, Jeremy Roger Hansen, specialista di missione, fisico ed ex pilota di caccia della Royal Canadian Air Force.

La capsula spaziale arriverà a circa 7.400 chilometri d’altezza rispetto al suolo del lato nascosto della Luna, quando sarà a più di 410.000 chilometri dalla Terra.
Sarà poi alla velocità di circa 40.000 chilometri l’ora il rientro sul nostro pianeta quando la navetta Orion si immergerà di nuovo nell’atmosfera. La capsula e l’equipaggio saranno protetti da uno scudo termico capace di sopportare una temperatura di oltre 2.700 °C: intorno un breve ma potentissimo inferno prima di cadere e immergersi nelle acque dell’Oceano Pacifico. Sarà questa la fase più pericolosa della missione dall’entrata in orbita.

I quattro pannelli fotovoltaici del mezzo spaziale, prodotti in Italia da Leonardo, si sono aperti, fase fondamentale per dare energia senza fine al sistema.
Sotto test anche la struttura del modulo abitabile frutto dell’opera di Thales Alenia Space, joint venture tra Thales al 67% e Leonardo al 33%, compresi i sottosistemi critici come il controllo termico e il sistema di protezione dai micrometeoriti.

Nel giro orbitale intorno alla Terra l’equipaggio ha dovuto affrontare subito un primo problema, con la toilette della capsula, una spia di errore lampeggiava, i dati trasmessi alla sala di controllo e subito uno scambio di ragionamenti sulla soluzione: tutto risolto.
Adesso è il momento di innalzare il punto di perigeo (minima distanza dalla Terra) della navetta spaziale Orion.

Video live-in diretta continua durante tutta la missione Artemis II

Tutta la missione è decisiva per il ritorno a lungo termine sulla Luna, ma è anche un test per missioni più ardite con obiettivi più lontani, come quella verso Marte. Ma su quest’ultimo punto ce ne sarà modo di parlare nei tanti anni a venire.

Come sottolineato dalla NASA, Artemis II si basa sul successo della missione senza equipaggio Artemis I del 2022.

La rotta e le orbite attorno alla Terra e alla Luna sono state scelte e impostate per fare in modo che la capsula Orion giochi con la gravità terrestre e con quella lunare in modo tale che se pure ci fosse un guasto ai motori, la spinta data alla navetta e l’attrazione dei due corpi celesti riportino il veicolo spaziale verso la Terra stessa e al rientro verso casa.
In fase di test anche la capacità della Orion di gestire la protezione dalle radiazioni e di pressurizzazione stabile dell’abitacolo.

Da qui si comprende la tipologia di equipaggio scelto per la missione Artemis II, ingegneri, esperti nei sistemi, computer e storici collaudatori di veicoli.

Il momento del lancio di Artemis II dalla base di Cape Canaveral in Florida

Tecnologia NASA, è vero, ma c’è anche quella europea con l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, senza tralasciare quella italiana che provvederà all’ideazione, progettazione e realizzazione dei moduli abitativi sul suolo lunare.

In una delle prossime missioni ci sarà anche un astronauta italiano: se non sarà troppo in là con gli anni, potrebbero essere Luca Parmitano e/o Samantha Cristoforetti.

video con il lancio della missione Artemis II e spiegazioni ben precise sulle varie fasi del volo spaziale insieme a curiosità e a punti tecnici spiegati bene

Perché tornare sulla Luna?

Prima di tutto testare sistemi di sopravvivenza e permanenza su altri corpi celesti.

Perché fare queste verifiche e ricerche su sistemi residenziali?

Estrazioni minerarie per ottenere materie prime estremamente utili e preziose, comprese quelle più ricercate come ittrio, scandio e lantanidi (le terre rare), oppure l’elio-3, isotopo del più comune elio, sostanza che sembra perfetta per i futuri sistemi energetici a fusione nucleare. Ma questo avverrà in un futuro più lontano.
In tempi più brevi l’estrazione di acqua e ossigeno-idrogeno dalle polveri e dai minerali lunari (c’è anche un progetto italiano) per la sopravvivenza delle basi lunari, il loro sviluppo e per far vivere gli addetti che lì vivranno per periodi di lavoro. Questa permanenza lunare servirà per perfezionare queste tecniche di estrazione e per adoperare meglio i materiali lì ottenuti.

Per il futuristico trasferimento di acqua e risorse minerarie verso la terra bisognerà attendere sistemi di trasporto molto più efficienti degli attuali, che non incidano vertiginosamente nei costi finali dei materiali ottenuti negli scavi. Oggi è ancora del tutto anti economico.

Immagino già una Luna tutta bucherellata da trivellazioni minerarie e città-bordelli per gli umani, come nei migliori romanzi e film fantascientifici…

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