Accuse incrociate e misteri irrisolti, speculazioni mentali, battaglie legali, tutto scatenato dallo strano e misterioso inabissamento del così chiamato inaffondabile, si tratta del veliero Bayesian, megayacht del magnate britannico Mike Lynch. Tragedia avvenuta il 19 agosto 2024 nelle acque di Porticello (Santa Flavia), non lontano da Palermo. Il Bayesian, imbarcazione a vela di gran lusso -valore di 30 milioni- era ormeggiato con a bordo super ospiti. Tutti morirono durante la tempesta che quel giorno fece inabissare lo yacht.
A distanza di tre mesi la vicenda è raccontata nel libro “L’inaffondabile” firmato da Attilio D’Arielli e Giuseppe Tecce, edito da Graus Edizioni (link).


Tre i membri dell’equipaggio indagati dopo la vicenda, il capitano neozelandese James Cutfield, il responsabile della sala macchine Tim Parker Eaton e il marinaio britannico Matthew Griffith.

Le vittime tutti esponenti di altissimo spicco. Morì lo stesso Mike Lynch, 59 anni, personaggio noto per il suo lavoro con Dark Trace, società di sicurezza informatica collegata a nazioni occidentali e a Israele. Persero la vita sua figlia Hannah, diciottenne nonché bravissima studentessa di Lingua e letteratura inglese all’Università di Oxford, Jonathan Bloomer, presidente della Morgan Stanley e sua moglie, Chris Morvillo, noto avvocato statunitense e la sua consorte.
Bloomer e Morvillo erano legati a una causa legale con Hewlett Packard.
Dell’equipaggio l’unico a perdere la vita fu Recaldo Thomas, cuoco di bordo.
Tra le prime ipotesi di indagine come cause del disastro, l’instabilità strutturale del maxi albero da 75 metri che avrebbe destabilizzato l’assetto dello yacht e due porte stagne che furono lasciate aperte permettendo l’invasione d’acqua nello scafo.
“L’inaffondabile”, particolari sul libro
Pubblicato tre mesi dopo la tragedia, il volume “L’inaffondabile” si dipana come un techno-thriller di Tom Clancy o una spy story di John Le Carrè.
Il racconto è avvincente, le ipotesi sulle cause del naufragio – le indagini sono ancora in corso – fanno emergere intrecci tutti da verificare, sull’ingerenza dell’alta finanza, sui servizi segreti, sulla cyber security.
Un sogno premonitore annuncia la tragedia, è quello di Heaven. Il presagio nefasto è il prologo per la narrazione di una vicenda che, nel corso della lettura, si fa sempre più coinvolgente.
Dalle scintillanti giornate a bordo del veliero che nella narrazione diventa Sian, fino all’evento drammatico. Ci troviamo certamente al cospetto di una storia romanzata, eppure le domande emergono dalle pagine, sempre più attuali e inquietanti.
Uno skipper esperto, una nave ritenuta inaffondabile, tanti, troppi sospetti. La tempesta perfetta ha fatto affondare una nave ritenuta perfetta?
O c’è qualcosa in più, come sembra affiorare in superficie dalle tante ipotesi emerse in questi mesi?
Il romanzo, “L’inaffondabile”, ha come obiettivo quello di scavare in fondo alla questione, indagando sulle possibili cause dell’inabissamento.
“A che punto è la notte?”, ci si potrebbe chiedere, ma questo lo sapremo, forse, quando qualcuno illuminerà le ombre di quella notte.
“L’essenza di una tempesta non è solo nel suo improvviso, drammatico disvelarsi, c’è sempre un prima, uno specifico istante iniziale, una sorta di suo proprio personale Big Bang che, pur sfuggendo all’evidenza del momento, rappresenta in potenza già la tempesta stessa… e nasce, cresce, e muore, nello spazio e nel tempo e con le stesse regole che, da sempre, hanno governato il cosmo”.
Così scrivono gli autori e chissà se qualcuno avesse potuto dare ascolto al sogno di Heaven o lasciarsi guidare dalla paura di Pietro, l’anziano pescatore che aveva intravisto il pericolo.
Ma questa sarebbe semplicemente un’altra storia.
