Ovse-Ceves: Italia e vini spumanti, per fine anno risalgono le vendite solo nella Grande Distribuzione e online dopo il crollo generale dei mesi scorsi

Il canale online e quello della GDO-Grande Distribuzione stanno facendo registrare una vendita crescente di vini e degli spumanti, ma negli undici mesi precedenti il settore ha subito un crollo medio in valore del 18% e dei volumi di vini acquistati intorno al -20%. A ribadire la situazione il sondaggio Ovse-Ceves rilanciato dall’agronomo, economista, enologo e giornalista, Giampietro Comolli che è fondatore dell’Osservatorio. Una nota caratteristica a latere del sondaggio: per il 70% degli intervistati, regalare e bere spumante fungerebbe anche da mezzo scaccia-guai, da strumento esorcizzante contro il male portato da questo 2020 (foto d’apertura ©AngeloCampus)

Andando subito al sodo, a quanto equivale questa risalita nel volume e nel valore delle vendite di fine anno? Secondo l’Osservatorio Economico Vini, calcolando una stima che tenga conto dei trend nei giorni di metà dicembre, si riscontra un +9% in valore negli acquisti in GDO e un +8% in volumi per le bollicine, un +3% rispetto ai mesi precedenti per i vini tranquilli.

“Tenuta, se non aumento, sia degli acquisti che delle spedizioni in enoteca e per pacchi regali – sottolinea l’OVSE – Meno pacchi misti, più confezioni (+14%) di sole bollicine: proporre la briosità come scaccia problemi, un po’ euforia per andare oltre.  Questa la motivazione dichiarata dal 70%  degli intervistati. Meno convivialità in presenza, ma più condivisione, più partecipazione a distanza, ma anche più frugalità. Le bollicine italiane reggono ancora il confronto. Molto meno bene le bollicine francesi”.

Tutto questo dopo un 2020 che è stato deprimente e buio per il settore, anche nel periodo ottobre-novembre, con dati su spedizioni e distribuzione in Italia tra i più bassi di sempre.

La previsione di un semi lockdown , si è avverata: con le chiusure, seppur mirate, il settore horeca resta il più colpito, subito dopo il turismo e l’arrivo di stranieri in Italia, anche per le feste di fine anno, in grandi città d’arte e nelle stazioni sciistiche dove, da sempre, gli spumanti e lo stappo delle bottiglie hanno segnato tutte le feste, cene, incontri, aperitivi da Sant’Ambrogio (8 dicembre) all’Epifania (6 gennaio).

Trenta giorni, sottolinea Ovse, in cui le imprese italiane realizzano, in tempi normali, un terzo del fatturato annuo nazionale.

C’è da aggiungere che la grande depressione subita da altri grandi brand europei, non sembra stia colpendo in maniera altrettanto grave il consumo di bollicine italiane.

“Certo è che nessuno parte volendo rinunciare, ma regole da rispettate sempre” questo, in sintesi, il risultato della indagine delle ultime ore di Ovse-Ceves, con qualche differenza fra giovanissimi, anziani e meno anziani.

I canali online/e-commerce e della GDO sono fortemente in crescita, più che negli scorsi mesi 2020. C’è stato anche un bel recupero in estate, ma non ha controbilanciato la perdita nelle vendite dei vini spumanti in precedenti periodi: a Pasqua, per esempio, si è toccato il picco negativo del 55% in meno su spedizioni/vendite nell’arco di un solo mese.

“Fra brindisi virtuali, bottiglie a casa, acquisti in gastronomie e enoteche, regali, il boom dell’e-commerce e il trend della GDO fanno ben sperare anche per il dato complessivo annuale – continua il resoconto della ricerca Ovse – Nel 2019 si toccò il record di 75/76 milioni di bottiglie nazionali stappate solo per le Feste di fine anno. Quest’anno, sulla base degli ordini anche anticipati di settembre e fatture emesse, spedizioni, acquisti, consegne, regali – un po’ a sorpresa – emerge un dato non catastrofico: si stimano 66-67 milioni di bottiglie (-11/-12%) pronte per essere stappate. Mancano tutte le bottiglie della ristorazione, dei bar notturni, delle discoteche”.

Quindi le bottiglie sulla tavola delle feste, almeno quelle in casa, nelle conviviali tra pochi e con tutte le giuste precauzioni, non dovrebbero mancare, purché convenienti, sottolinea Ovse-Ceves.

A tenere banco nella vendita è la GDO-Grande Distribuzione, grazie alle promozioni last minute che, se molto interessanti, potrebbero migliorare ulteriormente i dati previsti.

La tendenza e la previsione mettono in luce un altro aspetto: vendite che risalgono, ma meno attenzione verso le etichette a più altro valore e brand.

Il sondaggio compiuto a cavallo delle feste dell’Immacolata (1.842 referenti) svela che gli italiani nel dicembre 2020 mettono al primo posto tutto quello che risulta essere “conveniente”, in una specie di gara fra il non rinunciare, ma spendendo meno in ogni caso. A fare pressione su questo aspetto sono coloro che agiscono e agiranno per obbligo, ma anche chi ha a che fare con le proprie ridotte possibilità economiche.

La ricerca-sondaggio evidenzia come l’aumento delle vendite di vino tranquillo, di spumante online e le quote di etichette di bollicine in confezioni regalo, frenano – in parte – il danno e colmano parzialmente il divario con i consumi fuori casa.

Aumentati anche gli ordini-consegne per regali presi direttamente nelle cantine che hanno attivato e comunicato il servizio con sconti interessanti (anche -25%). Appare in tutta la sua evidenza, sottolinea la ricerca, come i consumi fuori casa acquistano più importanza lontano dalle canoniche festività, influenzando maggiormente il report globale dell’anno 2020 e non quello stagionale.

“Solo negli ultimi 30 giorni dell’anno, registriamo un danno alla produzione di vini spumanti di 60 milioni di euro e un danno al consumo di oltre 150 milioni di euro – rimarcano da Ovse-Ceves – Un dislivello così alto fra produzione e consumo che deve far riflettere. Da qui il dato della perdita di circa 5 miliardi di euro di mancata spesa degli italiani e dei turisti che non ci sono e che vengono in Italia (2 su 3 sono adulti) soprattutto per l’enogastronomia. Un asset nazionale, quello eno-alimentare-gastronomico, che forse non è stato ancora collocato nella giusta dimensione e valore per il Paese Italia. Un danno reale che va ben oltre i ristori promessi e non ancora arrivati”.

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