Zorro era Siciliano! Da bambino guardavo la vecchia serie tv senza sapere che il mascherato nero, Don Diego de la Vega, fosse un conterraneo…

Forse ci arrivo tardi rispetto a tanti altri, ma non sapevo, né potevo immaginare, che Zorro, eroe di un telefilm trasmesso in Italia dal 1966, fosse siciliano! Il giustiziere – un simil Robin Hood – che colpiva nella California del 1820 era originario della Trinacria! Il Nobile Don Diego de la Vega… era siculo!

Mi spiego meglio, altrimenti mi prendete per pazzo.

Questa de La spada di Zorro era una serie che vedevo da bambino già in replica Rai (l’unica emittente televisiva nazionale che c’era all’epoca). In quella fine degli anni 60 non ne perdevo una puntata: ambientazione nell’anno 1820; l’eroe nero bendato cavalcava un magnifico destriero altrettanto nero come la notte e faceva giustizia eliminando o mitigando le angherie delle truppe messicano-spagnole a Los Angeles.

L’attore Guy Williams, nato il 14 gennaio 1924, era il protagonista del telefilm ricoprendo la parte di Don Diego de la Vega e, quindi, dell’alter ego mascherato Zorro.

In realtà Williams si chiamava Armando Joseph Catalano.

Williams/Catalano era siciliano, figlio di Attilio Catalano e di Clara Arcara, tutti di Messina emigrati negli Stati Uniti.

Divenne celebre proprio grazie al ruolo in questo telefilm di successo prodotto dalla Disney, girato negli USA in 78 episodi da 25 minuti ciascuno (inizialmente in bianco e nero) dal 1957 al 1959, più quattro puntate speciali da un’ora (1960-1961).

Il padre di Armando, Attilio Catalano, aveva ricevuto dei terreni nel New Jersey da suo padre, quindi nonno di Armando, un imprenditore siciliano, noto produttore di legname da costruzione.

Alla fine il padre Attilio fece il broker assicurativo a New York. Guy/Armando avrebbe dovuto seguirne le orme.

Invece, il giovane scelse la sua strada lavorativa, ben diversa da quella che gli prospettava il genitore: intendeva fare il modello professionista e l’attore.

Proseguì in questo senso abbandonando l’università. La sua carriera fu caratterizzata da due tappe: quella strettamente iniziale piuttosto deludente; dopo una pausa con ritorno a New York, Williams/Catalano tornò a Hollywood ed ebbe successo. La fortuna lo portò all’interpretazione di Zorro.

Sigla iniziale e finale di Zorro in versione originale

La saga di Zorro: ambientazione, periodo storico, personaggi

La serie è ispirata al romanzo The Curse of Capistrano (La maledizione di Capistrano) di Johnston McCulley. Siamo all’inizio del XIX secolo, il giovane e nobile Don Diego de la Vega viene mandato a studiare a Madrid per avviare e ultimare la preparazione universitaria. Però nel 1820 Don Diego interrompe il corso universitario e torna a casa, a Los Angeles.

Bisogna considerare che originariamente “California” era, nel Nord America, il nome della parte nordoccidentale dell’Impero spagnolo. L’atto di indipendenza del Messico dalla Spagna fu firmato il 27 settembre 1821.

La storia di Zorro (Volpe in Messicano) si inserisce quindi in un periodo storico critico del Messico e della regione californiana che in quel periodo ne faceva parte. Solo nel 1850 quello che era già lo Stato della California come Repubblica indipendente e che aveva visto le forte contrapposizioni tra diverse etnie per la corsa all’oro, entrò a far parte degli Stati Uniti d’America.

Don Diego/Zorro torna quindi da Madrid. La città di Los Angeles all’epoca era ben poca cosa, una piccola cittadina al centro di contrapposizioni, corruzione e molti, troppi interessi, oltre che essere parte del Vicereame della Nuova Spagna.

I personaggi oltre a Zorro/Williams

  • Don Alejandro de la Vega (interpretato dall’attore George J. Lewis), padre di Don Diego: vuole mettere fine al malgoverno e ai soprusi del comandante delle truppe spagnole;
  • il capitano Enrique Sanchez Monastario (impersonato da Britt Lomond, attore e produttore televisivo statunitense), proprio lui al comando della guarnigione, personaggio corrotto e detestabile, pronto a ogni illecito e a brutalizzare ogni strato della popolazione, senza distinzione;
  • Licenciado Piña, avvocato corrotto che foraggiato dal capitano Monastario ne copre gli intrallazzi;
  • il bonario, corpulento, sbadato, impacciato e gran beone sergente Demetrio López-García (interpretato da Henry Calvin), vicecomandante del minuscolo quartel (fortezza) di Los Angeles che acquartiera solo 25 soldati;
  • Bernardo (interpretato da Gene Sheldon), il servitore muto e confidente di Don Diego/Zorro;
  • il caporale Reyes (impersonificato da Don Diamond);
  • Anna Maria Verdugo (impersonata da Jolene Brand), la prima donna posta nel film per avere una storia romantica e ravvicinata con Don Diego/Zorro, un passo che venne fatto a inizio della seconda serie (il bacio con Zorro si vide solo al terzo episodio e la scena fu filmata sotto diverse angolazioni per ben due ore, prima di scegliere la migliore tra la necessità del racconto e lo star attenti che non fosse troppo spinta… per un bacio);
  • altri attori apparvero in qualche puntata interpretando ruoli provvisori, come Lee Van Cleef, Annette Joan Funicello e Tony Russo.

Nel racconto Zorro colpisce preferendo la notte, ma molte “emergenze” e azioni necessarie lo portano ad agire anche al mattino. Il segno che con un agile movimento di spada lascia sui vestiti di malfattori, criminali, militari corrotti e malvagi, è la sua iniziale: una bella e grossa “Z“.

Nel suo nascondiglio tenuto in ordine e sempre pronto da Bernardo il servitore muto (apparentemente pasticcione nella dimora di famiglia, ma molto furbo e attivo), una sorta di caverna raggiungibile anche da un passaggio segreto della Villa Vega, Don Diego si prepara, mette la benda nera sugli occhi, si veste di nero, indossa un enorme mantello nero, prepara Tornado, un magnifico destriero nero e parte via al galoppo.

In Italia la serie venne trasmessa per la prima volta dalla Rai, in bianco e nero, nel 1966, col titolo “La spada di Zorro“. Le puntate facevano parte del contenitore pomeridiano delle ore 17, Il Club di Topolino, dedicato ai ragazzi.

Ogni volta che iniziava la sigla, la mia fantasia si accendeva con lo stesso bagliore del lampo a forma di zeta che lampeggiavaprima della comparsa dell’eroe a cavallo.

Confesso che preferivo (e tutt’ora preferisco) la sigla originale eseguita dal gruppo Mellomen rispetto a quella tradotta in Italiano.

Sigla iniziale e finale di Zorro in versione italiana

Zorro televisivo ebbe così tanto successo che ne vennero fuori soldatini, fumetti, maschere di carnevale per bambini e per adulti, pellicole super8 per i proiettori casalinghi, dischi per dispositivi in stereoscopia (che possiedo ancora), figurine da collezionare in album.

Di tutto e di più.

Cosa successe nel tempo al siciliano purosangue Guy Williams/Armando Joseph Catalano?

Dal 1947 al 1973 partecipò a diciotto film e dal 1951 al 1968 a 16 serie televisive. Apparve in altri momenti della televisione, anche nella conosciuta serie western Bonanza.

Guy Williams in una foto pubblicitaria per la serie “Lost in Space” che lo vide come protagonista

Dopo Zorro interpretò John Robinson nella serie fantascientifica Lost in Space che raccontava le peripezie della famiglia Robinson durante una missione spaziale finita male, quindi alla ricerca della rotta per tentare di tornare sulla Terra.

Tra la serie Zorro e quella di Lost in Space ha recitato in due film che gli hanno dato poco risalto: “Il principe e il povero” nel 1962 e “Captain Sinbad” nel 1963.

Si trasferì in Argentina che amava per i suoi ritmi più umani, meno convulsi rispetto ad Hollywood.

Dopo la sua presenza nei telefilm Lost in Space (1965-1968) non partecipò più ad alcun programma o serie televisiva.

Scene dalla serie fantascientifica “Lost in Space” con Guy Williams come protagonista. Notare che il motivo della sigla iniziale è rimasto sempre lo stesso, anche nell’ultima e recente rivisitazione della serie che è stata trasmessa su Netflix. In alcuni frammenti del vecchio telefilm si nota la partecipazione di un robot già visto (oltre a quello in dotazione alla famiglia di esploratori spaziali): si tratta di Robby che comparve per la prima volta nel celebre film “Il pianeta proibito” (1956)

Morì a Buenos Aires il 6 maggio 1989. Aveva 65 anni. La polizia era stata allertata perché i vicini non lo vedevano da giorni.

Come scrisse John H. Lee in suo articolo sul Los Angeles Times pubblicato l’8 maggio 1989, il corpo dell’attore fu trovato nel suo appartamento nell’esclusivo quartiere residenziale di La Recoleta a Buenos Aires: era morto da circa una settimana. A ucciderlo un attacco di cuore.

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