Una situazione a macchia di leopardo, difficile da spiegare con poche parole quando ci si trova davanti a prodotti e servizi che possono costare poco o tanto di più a seconda delle città d’Italia. Non perché il raffronto è fatto con l’ovvio, piccoli centri contro metropoli, Sud contro Nord. Non solo questo, anzi, altrimenti sarebbe troppo evidente. Strane leggi del mercato dominano. Per le stesse cose e servizi possono esserci grandi differenze, tanto che esistono casi limite nell’indagine Codacons: i generi alimentari più cari sono a Bolzano, Aosta è in genere la città più costosa d’Italia, Napoli la più economica.
Perché a Pescara la pasta costa quasi il doppio che a Palermo, mentre Bari è la più conveniente per il caffè tostato?
Perché a una donna la messa in piega costa di più a Bologna, mentre per il taglio spenderà di più a Trieste?
Perché la toilette per cani costa un occhio della testa a Venezia?
Ma è bene andare per gradi.
Per la voce generale “costo della vita”, nel 2024 è Aosta a esigere la più alta pressione economica grazie a prezzi superiori rispetto agli altri rilevati nel nostro Paese.
Questa città, considerando l’intero paniere di beni e servizi, presenta i costi complessivi più elevati con un totale di quasi 573 euro per gli acquisti presi in esame.



Per spiegare al meglio con cifre davanti agli occhi, sul capoluogo di regione della Valle d’Aosta:
- per una otturazione fatta da un dentista si spendono circa 176 euro, quasi il +52% della media nazionale pari a 117 euro;
- 17,7 euro per il servizio di lavaggio auto, quindi oltre il +36% circa in più del costo medio nelle città in esame di 13 euro;
- 38,5 euro per la voce “toilette cani”, pari a +16,5% circa della media nazionale che è attorno ai 33 euro.
Al secondo posto per la spesa prevista sull’intero paniere di beni e servizi c’è Milano con un costo complessivo di circa 565,3 euro, seguita a brevissima distanza da Bolzano a quota 564,6 euro.
Di contro, nella parte bassa della classifica, quindi fra le città più economiche, c’è appunto Napoli.
Il capoluogo partenopeo per gli stessi beni e servizi fa spendere ai suoi cittadini 363 euro.
Tanto per capirsi, per lo stesso paniere ad Aosta il costo è di quasi il 58% in più rispetto a quello di Napoli.
Appena più costosa di Napoli è Palermo che, per le stesse cose, richiede 392,7 euro.
Il Codacons ha messo a confronto i prezzi di beni e servizi nelle principali città italiane, per capire come cambi la spesa dei cittadini a seconda del luogo di residenza.
Nel dettaglio l’associazione ha esaminato i dati forniti dall’apposito osservatorio prezzi del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) nelle principali province italiane, analizzando sia i listini dei generi di largo consumo alimentari, dall’ortofrutta alla carne, passando per latticini, pesce e prodotti in scatola, sia le tariffe dei servizi, dai pubblici esercizi ai dentisti, dai biglietti del cinema ai parrucchieri, elaborando la classifica del costo della vita in Italia.


Comunque notevoli differenze si manifestano a seconda di singoli prodotti e servizi che vengono analizzati.
La spesa alimentare è molto conveniente farla a Catanzaro, mentre è Bolzano a far spendere di più per cibo e bevande.
Per l’acquisto di 28 prodotti di largo consumo, dall’ortofrutta ai latticini, passando per carne, pasta, pane, bevande e prodotti in scatola, la spesa più alta si registra a Bolzano, con uno scontrino da oltre 208 euro.
Poi ci sono Trieste (206 euro) e Milano (203,6 euro).
La media nazionale, per le stesse voci, di circa 187 euro.
Il carrello più economico per gli stessi prodotti è quello di Catanzaro, dove per l’acquisto dei medesimi prodotti si spendono 156,5 euro.
Le sorprese non finiscono qui.


Esempi:
- prezzo medio più alto per una confezione di pasta è a Pescara (2,45 euro al kg), mentre il più basso a Palermo (1,38 euro/kg);
- la carne bovina costa di più a Bologna (in media 23,79 euro/kg) e meno a Catanzaro (circa 16 euro/kg);
- il tonno in scatola più costoso è a Bari (17,3 euro/kg) che però vanta il caffè tostato più conveniente (9,3 euro al kg).
Ci vorrebbe uno studio attento del mercato, anche calato a singole produzioni? Altrimenti come spiegare queste differenze?

Poi ci sono i costi per singoli servizi.
Andare dal parrucchiere e farsi fare una messa in piega: il più costoso è a Bologna con una media pari a 22,2 euro.
Il taglio dei capelli per una donna è più salato a Trieste che vanta il listino più alto, pari a 29,7 euro.
Prezzo notevolmente più basso, meno della metà, per sistemare l’acconciatura a Napoli (11,9 euro la messa in piega, 12,8 euro il taglio).
Molto costosa la toilette per cani a Venezia dove il conto supera in media i 42 euro (30% circa in più della media nazionale).
Invece, se vogliamo risparmiare per il lavaggio dell’auto dobbiamo andare a Firenze dove ti si chiedono 7,93 euro contro una media nazionale di 13 euro.
Tutti a Catanzaro per l’equilibratura gomme e convergenza: non più di 38 euro.
per lo stesso servizio a Milano il conto sale a 88 euro.
Nella capitale lombarda i panini al bar sono i più costosi d’Italia, servono 5,39 euro a panino contro una media nazionale di 3,6 euro. Stranamente si spende meno (non in assoluto) nella costosa Aosta (3,82 euro a panino) rispetto a Milano.
E il biglietto del cinema? Costa 7,32 euro a Trieste e ben 10,68 a Bolzano!.. ma i film non sono gli stessi?
Un apprezzamento del biglietto di oltre il +45%. Una differenza di oltre 3 euro. Una percentuale ben alta in più sul biglietto meno dispendioso.
Non è possibile che derivi dal fatto che a Bolzano ci sono 3 cinema multisala e altre 4 nel circondario, in totale 7… anche perché Trieste può contare su 9 sale. Non può discendere solo da un fattore di maggiore concorrenza tra cinema nel capoluogo della regione Friuli Venezia Giulia e di minore concorrenza a Bolzano.
