Altri tesori che tornano in Italia grazie ai Carabinieri TPC, da Londra e da Berna reperti preromani, romani, fino al Medioevo e al 1700

Dalla Svizzera e dall’Inghilterra grazie all’ottimo lavoro dei Carabinieri TPC-Tutela Patrimonio Culturale. Da Berna diverse antiche monete, porzioni di pitture murali, manufatti in ceramica e oggetti in bronzo riconducibili alle civiltà villanoviana, etrusca, romana, medioevale, nel periodo compreso tra il VII secolo a.C. e il medioevo, oltre a un dipinto di scuola italiana del 1700. Da Londra invece, destinate al ritorno ad Amelia (Perugia), sono state recuperate diverse figurine in piombo di guerrieri armati di lancia e di scudo ornato da vari motivi decorativi, rappresentanti di una produzione artigianale preromana appartenente al territorio amerino. Queste ultime figure sono una classica testimonianza di manifestazioni rituali locali.

I Carabinieri TPC e gli antichissimi guerrieri di piombo

Partendo appunto dai guerrieri in piombo, il loro recupero è avvenuto grazie al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) in collaborazione con la Procura della Repubblica di Roma e il ministero della Cultura.
Questi oggetti fanno parte di un più ampio gruppo di 750 reperti archeologici, dal valore stimato in 12 milioni di euro, che erano finiti illecitamente in una società inglese riconducibile a un noto trafficante di beni culturali.

Grazie a un decreto del Capo di Dipartimento per la Tutela del patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, che assegna i reperti alla Soprintendenza ABAP dell’Umbria, e della successiva attività di inventariazione, restauro e studio, le figurine in piombo entreranno a far parte della collezione del Museo Civico Archeologico “Edilberto Rosa” di Amelia, sulla base di un progetto scientifico condiviso fra Comune e Soprintendenza.

La cerimonia di riconsegna e l’esposizione dei reperti è avvenuta al Museo il 20 giugno 2025. Presenti alcuni funzionari del ministero della Cultura e, in  particolare, la dottoressa Francesca Valentini in rappresentanza della  Direzione generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Soprintendente ad interim della Soprintendenza ABAP dell’Umbria, poi il dottor Giovanni Conzo, Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Roma,  a seguire il Colonnello Paolo Befera, Comandante del Reparto Operativo TPC e il Maggiore Fabio Alfieri, Comandante del Nucleo TPC di Perugia.

“L’evento rappresenta un momento fondamentale per la città di Amelia e il territorio amerino – dice Avio Proietti Scorsoni, sindaco di Amelia – la quale grazie ad una rinnovata sinergia tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e gli uffici comunali preposti, si riappropria di un tassello cruciale della propria storia e identità. Il recupero di questi reperti sottolinea l’impegno costante delle istituzioni nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, contrastando il traffico illecito di beni archeologici. Siamo orgogliosi a riguardo di ospitare da oltre 10 anni un corso internazionale proprio in materia di crimini contro l’arte. Da parte nostra risulta strategico valorizzare e promuovere, con l’indispensabile sostegno delle istituzioni il nostro Museo Archeologico, testimonianza tangibile della storia millenaria della Città”.

Le antiche monete e gli altri tesori d’arte in arrivo da Berna

Luogo della riconsegna, la sede dell’Ambasciata d’Italia a Berna il 19 giugno 2025.
Nella rappresentanza diplomatica l’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha accolto il Generale di Divisione Francesco Gargaro, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), durante la cerimonia per la restituzione allo Stato italiano di 48 beni culturali confiscati durante procedimenti penali elvetici o provenienti da spontanee consegne di cittadini svizzeri che erano in possesso degli antichi manufatti.
Questo risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione fra l’Ambasciata d’Italia a Berna, l’Esperto per la Sicurezza della Direzione Centrale della Polizia Criminale del ministero dell’Interno, l’Ufficio Federale di Cultura Elvetico e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Alla cerimonia di riconsegna erano presenti Carine Bachmann, Capo dell’Ufficio Federale di Cultura, Laura Antonelli Müdespacher, Capo Divisione Affari Internazionali della Fedpol, Manfred Strick, Vicecapo Interpol/Europol, oltre a funzionari del Dipartimento Federale degli Affari Esteri elvetico.

Il tesoro recuperato in Svizzera

Come accennato nell’attacco di questo articolo. preziosi lotti di monete antiche, porzioni di pitture murali, manufatti in ceramica e oggetti in bronzo, riconducibili alle civiltà villanoviana, etrusca, romana, medioevale, nel periodo compreso tra il VII secolo a.C. e il medioevo, oltre a un dipinto di scuola italiana del 1700.

Di particolare rilievo vi sono una fibula a navicella in bronzo del VII secolo a.C. di provenienza campana, una parte di affresco pompeiano riproducente le colombe che si abbeverano, un piattello etrusco del tipo genucilia e un anello in oro con sardonica incisa raffigurante Venere e Eros.
Tra le monete è compreso un denaro in argento di Ludovico il Pio (814 – 840) ritenuto un conio estremamente raro, oltre a 9 ducati veneziani in oro.

Le analisi tecniche effettuate dai funzionari specializzati del ministero della Cultura italiano sui reperti hanno appurato la loro origine da scavi clandestini condotti in zone archeologiche del territorio italiano. Questi manufatti sono destinati da sempre al traffico illecito di beni culturali per scopi meramente collezionistici, ma tutto questo ha una conseguenza inevitabile: l'irrecuperabile perdita dei dati scientifici essenziali per la loro contestualizzazione storica sul territorio di origine.

Lascia un commento