L’aquila e l’orso hanno tanta fame e vogliono papparsi l’Europa dividendola

Non è possibile usare così poco la mente cadendo preda degli slogan antieuropeisti che popolano sia i social che i titoli di alcuni giornali. Un’unione di intenti mai vista prima fra l’aquila e l’orso, hanno tanta fame. Le superpotenze USA-Russia pronte a papparsi un’Europa. Prima però devono frantumare l’UE. È ormai palese l’attacco su due fronti all’Unione Europea, portato avanti da est e da ovest usando con sfacciataggine una propaganda che parla di un’Unione inefficiente, disfunzionale che cade nell’inutile dispendioso. Un discorso che fa comodo alle due superpotenze.

Negli Stati Uniti questa situazione sta facendo arrabbiare anche molti Repubblicani che non avrebbero mai voluto questo abbraccio con la Russia e con Putin. Quegli stessi conservatori mai avrebbero voluto un avvicinamento a quell’ex Unione Sovietica che sembra sempre aver cambiato solo denominazione per proseguire con metodi tipicamente sovietici o di tale ispirazione, di peculiare dominio sulla società interna e sullo scacchiere del mondo.

Comunque, a certi cowboy Maga delle praterie statunitensi e a cosacchi cremliniani delle steppe russe farebbe tanto piacere scorrazzare liberamente e fare razzia fra le storiche nazioni non più connesse nell’Unione Europea.
Un’unione fattiva in prevalenza – purtroppo – come governo economico e di regole sulla produttività e non come vera entità politica. Spesso errori e ritardi di questa portata si pagano molto cari.

Un grande errore nello scacchiere ucraino fu capitolare nel 2014 all’attacco di Putin che si mangiò la Crimea strappandola all’Ucraina. La conseguenza l’abbiamo vista e la vediamo oggi nell’invasione russa di quella stessa nazione e abbasseremo di nuovo la testa alla firma dell’accordo di pace trumpiano (saltando i vertici UE che vivono questa vicenda da vicini al teatro di guerra) protocollo dettato dalla stessa Mosca (!) che ingloberà un’altra fetta del territorio ucraino. É puro disastro costituendo l’ennesimo pericoloso precedente internazionale.

Non essere riusciti a fare dell’UE una vera unione politica ha avuto una pessima conseguenza. Ha reso e rende molto appetibile il Vecchio Continente agli occhi bramosi di “saccheggiatori”. Oltretutto questi ultimi collaborano fra loro in convergenze di intenti ritenute impossibili fino a pochissimo tempo fa.
Ma si sa, quando due fiere (intese come animali selvatici – fĕra, propr. femm. dell’agg. fĕrus «selvatico, feroce»-Treccani) adocchiano una preda potrebbero arrivare a mettersi insieme per sbranare… hanno tanta fame e desiderio di dominio.

Difficilmente però due belve come l’americano e il russo arriveranno a spartirsi equamente un bottino: avete mai visto sciacalli, licaoni, coyote o avvoltoi mangiare insieme sul cadavere di un elefante, di un bufalo o di una zebra?

Nel quadro di queste grandi manovre fra potenti, sembra che Trump e Putin siano giunti a un accordo nascosto – neppure tanto.
Da una parte lo statunitense potrebbe aver strappato la possibilità di agire più che liberamente in Venezuela, mentre il russo avrebbe ottenuto la possibilità di colpire la popolazione ucraina mentre Washington ha presentato una proposta di pace vincolante oltre che apertamente fotocopiata/dettata dalla lista dei desideri di Mosca.
Poi c’è la questione Gaza dove Trump non vuole lo zampino del contendente euroasiatico. Infatti, su tale scenario mediorientale pare che Mosca non voglia interferire, di certo non lo fa per magia, ma per qualche trattativa legante.

Va quindi a farsi fottere il tradizionale legame fra Stati Uniti ed Europa occidentale, connessione che era fatta da un mondo costruito insieme partendo 80 anni fa, incardinato anche in tradizioni e ideologie simili, tutte contrapposte alle filosofie russe inizialmente comuniste e comunque massificanti anche dopo la caduta del Muro di Berlino.

D’altra parte Putin è un figlio sovietico formatosi in quell’ambito, metodi che ha fatto suoi migliorandoli fino a oggi, aggiornandoli, capaci di colpire come un bisturi affilato o come un maglio. Sull’efficienza non ci siamo per nulla, la Russia sembra ancora molto simile a come era ai tempi dell’URSS: la stessa invasione lampo contro l’Ucraina si è rapidamente infangata in un conflitto durato circa quattro anni. Della penetrante invasione diretta anche verso Kiev non è rimasto nulla, il vantaggio è rimasto arginato al Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia, Kherson.
Oggi uno dei punti strategici di scontro fra le forze militari ucraine e russe è a Huliaipole, punto creato nella seconda metà del 1700 proprio come barriera di difesa contro le mire russe divenendo poi la base della difesa ucraina per eccellenza nella regione di Zaporizhzhia.

Trump comunque ci manda affanc..o senza problemi rinnegando e tradendo tutto.

Del resto l’Unione Europea è troppo ricca, è un mercato più maturo, non più così subordinato agli USA come era decenni fa. L’Europa è oggi una forte concorrente per l’America del Nord. I dazi americani insegnano e spiegano.

La necessità trumpiana è di smantellare l’UE per quella che è oggi: eliminarla renderebbe le singole nazioni più aggredibili già dal solo punto di vista commerciale e imprenditoriale.

Qui mi ritorna alla mente una ficcante definizione: fascismo cleptocrate degli oligarchi. Descrizione scritta da Matteo Castellucci, giornalista che si occupa di Esteri su Linkiesta. L’espressione fece parte di un suo articolo redatto a circa sei mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina: Una storia europea | L’identità e la resistenza millenaria dell’Ucraina (Link).

Sono sicuro, invece, che questo mio articolo – e non solo questo – analizzato dalle autorità statunitensi quando mi dovessi decidere di tornare a visitare gli Usa, bloccherebbe ogni mia velleità turistica.
Sì perché secondo le deliranti nuove disposizioni di Washington, i turisti, anche italiani, che vorranno entrare in quel Paese a stelle e strisce dovranno prima mostrare cosa hanno scritto e fatto sui social negli ultimi cinque anni. Anche questo provvedimento rivela velleità punitive, manco l’America fosse un genitore che redarguisce figli indisciplinati e perduti.
Un insopportabile e ingiustificato paternalismo dominante espresso dall’attuale governo USA.

Tornando ai protagonisti di quanto sta accadendo e ai loro accoliti, in questo panorama ha preso nuovamente la parola pure Elon Musk, autore di attacchi social e mediatici contro l’Unione Europea, lui che è tornato a fare da alabardiere di Trump (non gli conveniva stare lontano dal presidente).
Lui, naturalmente, odia le regole europee che guidano anche le grandi entità digitali e del web.
Alle fiere-belve e ai loro animali da guardia le regole vanno troppo strette, ne sono allergici.
Musk indispettito come un bambino per la multa che l’UE ha comminato al suo social X (ex Twitter) per la non chiarezza sulle “spunte blu” che dovrebbero indicare account certificati.

Certificazione, quella “spunta blu” da porre accanto al proprio nome-pagina su X, che è ottenibile semplicemente pagando: ecco la forma principale di certificazione…

Per chiudere vado di citazione tratta dalla Stampa.

Pascal Bruckner, filosofo e scrittore francese, è stato sentito da Danilo Ceccarelli del quotidiano italiano. Bruckner non è stato per nulla soft nella definizione dei due leader, l’americano e il russo, il bruto e il gangster:

“Il tycoon ha metodi da mafioso. Siamo in un mondo che ricorda gli incubi di Orwell. Ha tradito l’Europa. Trump è un bruto e Putin un gangster, ma noi europei siamo paralizzati dalla nostra timidezza. Se non ci sarà una svolta, l’Europa verrà fatta a pezzi dai suoi predatori. La speranza del capo della Casa Bianca è che l’Unione Europea sparisca, lasciando le capitali del Vecchio Continente asservite alla volontà americano-russa. Di certo è in corso la distruzione di quello che è stato creato dopo il 1945. L’America non è più la nostra alleata. Trump adotta un linguaggio da mafioso, come se fosse il Padrino del mondo occidentale”.
(da La Stampa, Pascal Bruckner intervistato da Danilo Ceccarelli)

Poi aggiungerei un brevissimo accenno, una pillola da Ian Bremmer, analista americano: “Trump vuole balcanizzare l’Ue e trattare solo con gli amici”.

Di più non aggiungo per evitare l’arrivo sulla mia testa di un drone.
Potrebbe farmi male, che ne dite?

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