World Economic Forum, 72 folli minuti di Trump a Davos

A meno di colossali e dirompenti altre sue cappellate, questa sarà l’ultima volta che scriverò di Trump. Il presidente USA (purtroppo per gli statunitensi) nel suo discorso di 72 minuti a Davos in Svizzera, ne ha dette di tutti i colori, ha confuso la Groenlandia con l’Islanda (non era Biden il rincoglionito?), lo ha fatto più volte, quindi non è stata una gaffe geografica, ma confusione/ignoranza mentale. Su questa scia ha pure detto che il mercato è crollato per colpa dell’Islanda. La borsa statunitense di Wall Street avrebbe subito un grave colpo finanziario per colpa di una nazione da 380.000 abitanti?

Uno dei reportage integrali sui 72 minuti del discorso di Trump a Davos

L’inquilino della Casa Bianca ha poi detto che sta cercando di aiutare l’Europa e la Nato in questo momento di conflitti, a cominciare da quello dell’Ucraina… e che “tutti in realtà mi amano e in Islanda mi chiamano Daddy, papà, papino”.
Ecco, vorrei capire chi glielo ha riferito. Trump-Daddy per gli islandesi? O forse intendeva Groenlandia? Ma continuo a dubitare che in un’isola o nell’altra lo chiamino così.
(immagine d’apertura, Trump a Davos-Svizzera per il World Economic Forum – foto REUTERS/Denis Balibouse)

Per non parlare degli insulti lanciati dallo stesso Trump alla FED-Federal Reserve attaccandone il presidente del Consiglio dei Governatori, personaggio che ha preso in giro in piena diretta mondiale etichettandolo come stupido e “Jerome troppo-tardi Powell”.

Perché questo scempio fatto in casa sua ai danni di una figura chiave dell’economia statunitense?

Perché la FED attraverso Jerome Powell aveva osato sottolineare che l’inflazione USA era a quota +2,7%, sforando ampiamente le previsioni e i limiti economici fissati dallo stesso istituto, sforamento causato dagli stessi dazi che Trump ha fissato.
Powell è fortemente sgradito dall’amministrazione Trump perché da banchiere a guida della Banca Centrale USA è legato alla sua professione e al suo ruolo. Powell è equidistante, non allineato e così trasparente nella comunicazione sullo stato economico USA perché ne è responsabile rispetto al popolo americano.

Questa selezione di facezie fantasiose è fatta da alcuni estratti ben annegati in un’ora e 12 minuti circa di parole che esprimono pseudo dati, autocelebrazioni, elogio alla nuova super potenza militare USA, poi auto incensamenti, sbeffeggiamenti compreso un continuo attacco al precedente presidente Biden. Quest’ultimo deve essere la bestia nera psicologica di Trump per quante volte lo cita.
Bisogna avere molta pazienza per ascoltare quei 72 minuti di un mare magnum parlato che mette a dura prova tutti, a cominciare dai santi.

Nel suo discorso è ben presente l’invito a far denaro, quindi a lasciare perdere quella che lui definisce come la distruttiva “energia pulita” che stava compromettendo molte nazioni, Europa in primis:

Trump: Voi dovete fare denaro con l’energia, non dovete perdere denaro con l’energia. In Europa abbiamo visto l’idea, la fake news che i radicali stanno cercando di imporre a noi americani.

Adesso la Germania genera il 22 per cento in meno di energia rispetto a quello che faceva nel 2027.

Il Regno Unito produce un terzo in meno di energia totale rispetto a quello che faceva nel 1999: gran parte dell’energia arriva dal Mare del Nord, una delle più grandi riserve del mondo, però loro non la utilizzano, questo è il motivo per cui la loro energia adesso sta raggiungendo, purtroppo, i minimi storici con dei prezzi molto, molto alti. Secondo la visione ambientale non vogliono far trivellare le persone nel Mare del Nord e quindi non permettono di estrarre il 92 per cento dei proventi dal Mare del Nord”.

Discorso integrale di Trump a Davos

Trump deve stare attento perché a Davos, durante la cena per il World Economic Forum la Lagarde ha abbandonato il tavolo e gli investitori della finanza mondiale hanno mostrato ormai di non gradire più l’atteggiamento della Casa Bianca tanto da lanciare il “Sell America”.

Che ridere… se non fosse tragico. Possibile che gli americani non si accorgano in massa di quanto accade e delle conseguenze?

Certo che a Davos, rinomata località sciistica svizzera dotata di grande centro conferenze dove ha luogo l’annuale Forum economico mondiale, mai avrebbero potuto prevedere questa serie di assurdità, di sceneggiate.
I tempi cambiano, ma non in meglio.

Trump è stato come una una trottola impazzita.

Il suo atteggiamento sta rapidamente peggiorando, sono sempre più numerose le sue uscite, gli insulti, i fatti storici od odierni del tutto inventati e “adattati”, fuori dalla realtà.

Incalcolabile il danno causato agli Stati Uniti da questo show planetario.

Proseguendo, Trump ha minacciato la Danimarca che è un alleato della Nato, sulla cessione della Groenlandia “Potete dire di sì, e lo apprezzeremo. Potete dire di no e ce lo ricorderemo”.
E ha etichettato come ingrati tutti gli alleati della Nato sottolineando che gli USA hanno sempre finanziato totalmente l’Alleanza Atlantica, “… virtualmente il 100 per cento…” (ndR: virtualmente?). Nella realtà la quota statunitense dei danari dati alla Nato per finanziarla è solo al 16%, ma Trump non ne tiene conto: la sua fantasiosa realtà è differente.

Groenlandia: il verbo trumpiano l’ha definita come un mero pezzo di ghiaccio..:Quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio in cambio della pace mondiale”.
Quindi l’isola più grande del mondo non sarebbe desiderata per l’immenso patrimonio di risorse minerarie/energetiche?

Poi Trump si è pure reinventato la storia sottolineando che alla fine della Seconda Guerra Mondiale gli Stati Uniti hanno restituito la Groenlandia alla Danimarca, “Siamo stati molto stupidi a farlo, ma lo abbiamo fatto”.

Peccato però che gli USA non abbiano mai avuto la Groenlandia, ci avevano impiantato basi per prevenire passaggio e attacchi nazisti che potessero passare dal Canada.
Gli USA non hanno mai posseduto la Groenlandia quindi non potevano restituire una cosa mai avuta, anzi, nel 1916 riconobbero la sovranità danese su quell’isola che, è vero, tentarono di comprare nel 1946 offrendo a Copenaghen 100 milioni di dollari, un’offerta rifiutata e rispedita al mittente dal Regno di Danimarca.

Múte Inequnaaluk Bourup Egede, viceprimo ministro groenlandese: “Indipendentemente dalla pressione esercitata da altri, il nostro paese non sarà ceduto né sarà oggetto di contrattazioni sul nostro futuro. È inaccettabile cercare di cedere il nostro paese ad altri. È il nostro paese, siamo noi a plasmarne il futuro. Questo è il paese che abbiamo ereditato dai nostri antenati ed è questo paese che dobbiamo trasmettere ai nostri discendenti”.

Altre risate poi, visto che Trump era in Svizzera e a casa loro, a Davos, prendendo spunto dalla riconoscenza che tutti i paesi al mondo devono eternamente agli Stati Uniti, riferendosi alla Seconda Guerra Mondiale, rivolto proprio agli svizzeri, “Senza gli Stati Uniti, oggi parlereste tutti tedesco”.

Peccato che in Svizzera il Tedesco è una delle lingue ufficiali ed è la più parlata.

Poi le ultime follie a chiusura dell’incontro internazionale di Davos.

Trump alla fine esulta, “Accesso totale alla Groenlandia, per sempre e gratis. Si stanno ancora negoziando i dettagli, ma di fatto è accesso totale. Non c’è scadenza”.
La Groenlandia rimane fieramente Danese, si amplia l’uso delle forze alleate, tutte insieme, per i sistemi di sorveglianza e sicurezza nella zona artica. Un meccanismo che stanno disegnando. Nessuna esclusiva e nessun cambiamento nell’appartenenza nazionale-territoriale della Groenlandia.

Poi l’inquilino della Casa Bianca è passato ancora a nuove minacce contro l’Europa: in un’intervista a Fox, “Avvieremo una grande ritorsione se l’Europa vende asset statunitensi come i titoli di stato. Noi abbiamo tutte le carte in mano”.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di andreavania57 andreavania57 ha detto:

    Ormai il suo stesso entourage ritiene che stia andando fuori di testa. La cosa davvero grave è che una gran quantità di governanti (i nostri in testa) non fanno che blandirlo e slinguazzarlo dappertutto, anziché dirgli chiaramente in faccia “hai rotto tutto il rompibile, metti pure tutti i dazi che vuoi, noi faremo altrettanto e vediamo chi ce l’ha più duro”. È come un bambino di 5 anni cui abbiano messo in mano un fucile carico, se appena non gli sorridi ti spara… Mondo triste e difficile quello che stiamo vivendo, caro Giuseppe, e penso conn preoccupazione a cosa vivranno i nostri nipotini.

    Piace a 1 persona

    1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

      Infatti, stavo pensando alle nostre future vecchiaie e ai nipoti, il mio Riccardo in primis

      "Mi piace"

Scrivi una risposta a andreavania57 Cancella risposta