Un giorno, quando il corpo umano fu appena creato, i diversi organi che lo facevano funzionare sentirono l’impellente necessità di dare vita a una loro gerarchia. Tutti al voto sentendosi già capi. Così tennero un’assemblea plenaria, volevano definire chi doveva comandare. Decisero di indire elezioni compresa una caotica campagna elettorale. Tutti dovevano essere chiamati alle urne dopo la presentazione delle candidature.
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Il cuore si fece subito avanti: “Io devo essere il capo perchè, senza di me, il sangue non andrebbe in giro per il corpo portando nutrimento e ossigeno. Senza di me inedia, fame e morte!”.
Al che il cervello presentò la sua candidatura: “Il capo devo essere io perchè comando tutti gli altri organi, controllo tutti i sistemi del corpo, ragiono, permetto all’uomo di controllare e guidare la sua esistenza. Senza di me sarebbe l’anarchia assoluta, la rovina e la morte”.
Le gambe ribatterono: “Spetta a noi essere capi perchè reggiamo il corpo e lo facciamo muovere. Senza di noi non potrebbe camminare, cercare, esplorare, viaggiare!”.
Le mani non restarono indietro: “I capi dobbiamo essere noi, altrimenti il corpo non potrebbe afferrare nulla, quindi niente cibo da portare alla bocca per sostentarsi, meno ancora lavorare e guadagnare!”.
A quel punto volle imporsi pure lo stomaco: “Devo essere io a comandare perché proprio io, dopo attenta selezione e con la collaborazione dell’intestino, trasformo il cibo, anche quello più coriaceo e complesso, unendolo all’acqua mettendo così i nutrimenti a disposizione di tutti!”.
No, gli occhi non ci stavano a vedere tutti questi assurdi pretendenti senza che venisse riconosciuto il loro ruolo guida: “Il capo non siete voi, ma siamo noi due, altrimenti il corpo non saprebbe dove andare e come scegliere dal mondo quel che gli è necessario!”.
Per ultimo si fece avanti anche l’ano, più volgarmente e per gli amici, buco di culo: “Dovete riconoscere me come capo, vedo gli scarti belli raggruppati e do il via libera per buttarli via come rifiuti! Mica facile, è un lavoro sporco, però fondamentale”.
Alla sparata dell’ano tutti si misero a ridere, lo insultarono e lo derisero perché ritenevano la sua candidatura tanto assurda e ridicola. Quella cosa lì sotto come loro capo?
Al che l’ano si offese assai. Proclamò uno sciopero smettendo di lavorare, “fate i difficili e mi ridicolizzate? Allora non faccio più lo stronzo”.
Di li a poco, il corpo si ammalò, aveva la febbre, il cervello era attanagliato da un gran mal di testa, il cuore perdeva colpi distribuendo un sangue sporco, lo stomaco aveva gran dolori e contorsioni, le gambe e le mani persero forza, tremavano, gli occhi lacrimavano e la vista era appannata.
Il corpo stava per morire.
Così gli altri organi presero una decisione unanime, elessero proprio l’ano-buco di culo come loro Capo chiedendo al Creatore di suggellare questa loro scelta.

– Fuori da questo racconto pongo ai lettori una riflessione.
Non trovate questa novella calzante ai tempi odierni, a quanto accade da anni lungo questo XXI secolo?
Non bastano le singole capacità, ma vince chi sa fare lo stronzo.
Nei fatti c’è anche un’altra verità. Ancora non abbiamo trovato il nostro vero culo, la parte di noi che dovrebbe sovrintendere alla salute/pulizia del nostro organismo sociale, quel che, nel frattempo, si sta ammalando sempre di più. Tutti gli organismi, soprattutto di testa, quelli politici, si stanno scontrando senza costrutto ammantando votazioni e proclami come soluzioni salvifiche.
Invece… a noi serve ben altro. Il mondo ha bisogno di un culo e di un ano per liberarci di tanta spazzatura accumulata.
Concordate?
(video a tema qui in basso)
