I giugno, Reggimento Corazzieri, solenne Cambio della Guardia alle ore 15,30 in piazza del Quirinale, Festa Nazionale della Repubblica, 80° anniversario

Oggi Lunedì 1° giugno 2026, alle ore 15,30 in Piazza del Quirinale, per l’80° anniversario della Repubblica si svolgerà, il cambio della Guardia in forma solenne con lo schieramento e la rassegna del Reggimento Corazzieri e della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo.

La Fanfara eseguirà i seguenti brani:

  • Autore Ignoto: La Bandiera dei tre Colori;
  • C. A. Bosi: Addio, mia bella, addio;
  • M. Conzatti: Primi Allori;
  • V. Borgia: Fanfara Solenne;
  • F. Tassinari/A. Moretti: Evoluzioni Equestri;
  • F. Tassinari/P. Sena/L. Berardo/A. Bagnolo: Inno della 1^ Brigata;
  • G.Mameli: Canto degli Italiani;
  • V.Borgia: On Horseback;
  • M. Conzatti: Diana.
Brevissima storia e sostanza dei corazzieri italiani
(per una visione storica ampia sui corazzieri, ecco il link all'articolo più giusto)
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Il Reggimento Corazzieri, è una forza a cavallo che dall'avvento della Repubblica Italiana è guardia d'onore del Presidente, inizialmente denominato Carabinieri guardie del presidente della Repubblica.
Prima ancora, durante il Regno d'Italia, presidiavano la sicurezza del Re come Carabinieri guardie del re.
Si tratta di un reggimento specializzato dell'Arma dei Carabinieri.
Le uniformi sono rimaste praticamente identiche fra Regno e Repubblica, ma sono mutati due elementi fondamentali: i fregi, dove è stata sostituita l'aquila sabauda con un trofeo raffigurante una corazza sormontata da cimiero su sfondo di bandiere incrociate; sulla corazza, nella stella a cinque punte, una testa di leone ha sostituito la cifra reale.
Semplificando, i corazzieri vengono scelti fra i carabinieri distintisi per buona condotta, valore e per la loro statura che non può essere inferiore a 1,90 metri. Vengono sottoposti a un addestramento speciale.

Come riportato dal Quirinale, l'origine più lontana in assoluto dei corazzieri risale al XIV secolo, alle prime tracce di un corpo di Arcieri e Scudieri addetto alla sicurezza della residenza e degli esponenti della Casa Savoia [...] ma fu soltanto sotto il ducato di Emanuele Filiberto Testa di Ferro (1553-1580) che si costituì una "Guardia d'Onore del Principe", una cinquantina di uomini comandati da un capitano che conobbero il battesimo del fuoco nella vittoriosa battaglia di San Quintino, il 10 agosto 1557.
Il reparto contava, intorno al 1630, almeno quattrocento uomini divisi in quattro compagnie, fra le quali una "Compagnia Corazze di Sua Altezza" che iniziò a portare sul petto delle corazze il monogramma dell'autorità statuale.
Dopo il ciclone militare e politico dei napoleonici in Italia, Vittorio Emanuele I, esule per più di un decennio, poté riprendere possesso dei suoi territori soltanto il 20 maggio 1814, ristabilendo gli antichi istituti: anche le Guardie del Corpo furono ripristinate, nel medesimo organico settecentesco.
Il 13 luglio di quell'anno venne creato il Corpo dei Carabinieri Reali, ai quali le regie patenti istitutive attribuivano anche occasionali compiti di "accompagnamento alle Persone Reali".

Negli anni cresceva l'importanza dei Carabinieri. Furono questi ultimi, infatti, a formare uno squadrone d'onore a cavallo che accompagnò, nel 1842, le nozze dell'erede al trono Vittorio Emanuele con Maria Adelaide.

La prima guerra d'indipendenza vide, per l'ultima volta, la presenza delle Guardie del Corpo, affiancate nella protezione del sovrano dai Carabinieri, protagonisti a Pastrengo, il 30 aprile 1848, della valorosa carica che scrisse la prima eroica pagina corale della storia della Benemerita.

La soppressione formale di ciò che rimaneva delle antiche Guardie del Corpo risale al 1867, ma già da vent'anni una sola compagnia superstite continuava a svolgere attività di sicurezza, limitata, però, al Palazzo Reale di Torino.
Compiti e prerogative vennero assorbiti dai Carabinieri, divenuti Arma il 24 gennaio 1861.

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