Vaccini anti Covid: no allo spreco, ma no ai “furbetti”, parenti, amici, coniugi, ex coniugi. Il caso Toscana (non l’unico). Indignazione e considerazioni sparse

Ne avevo già scritto in un precedente articolo (link), quando il presidente del Consiglio Mario Draghi ribadì dall’hub vaccinale di Fiumicino di rispettare tutti il proprio turno. Eppure i casi di “furbetti” sono venuti fuori ovunque o quasi, non ultima la Toscana, a cominciare dal Mandela Forum di Firenze… ma l’inchiesta di magistratura e Forze dell’Ordine prosegue, non solo in quel punto e non solo in quella città.

Articolo del Corriere della Sera (link) sulla questione. Ma ci sono altre testate.

“Mentre completeremo la vaccinazione di queste categorie – disse il premier – procederemo rispettando un ordine dato dall’età e dalle condizioni di salute. A tutti, chiedo di aspettare il proprio turno, come ha fatto in maniera esemplare il Presidente della Repubblica. È un modo di mostrarci una comunità solidale, proteggendo chi più ha da temere per gli effetti della pandemia”.

Non c’è modo di venire fuori dal terribile metodo all’italiana, l’arrangiarsi e favorire in maniera fraudolenta chi ci è vicino e, a oggi non ha diritto al vaccino, favorire in maniera deplorevole le persone che si vogliono tirare sotto la propria influenza (che, a oggi, non hanno diritto al vaccino). Tutti a farsi vaccinare prima di chi deve esserlo per età, professione, patologie.

Intanto, la fornitura dei vaccini va a periodico singhiozzo, in alcuni momenti si vocifera di rimandare gli appuntamenti, ma i furbetti si fanno e si sono fatti vaccinare.

Stiamo facendo una figura di cacca, passatemi questa “licenza poetica” (posso classificarla così?).

Oltretutto, chi inocula vaccini a propri “favoriti” – che non potrebbero riceverlo -, rischiano e fanno rischiare un’incriminazione per truffa.

NON mi si venga a dire che tutto questo è stato fatto per non sprecare dosi di vaccino già in siringa, dosi che non si possono ricongelare, quindi destinate a essere buttate.

FALSO!

Di operatori sanitari, delle Forze dell’Ordine, di anziani ultraottantenni, ultrasettantenni, di appartenenti alle fasce d’età oggi con diritto al vaccino anti Covid, ce ne sono ovunque, a carrettate, a vagonate. Chiamatemi un infermiere, un medico, un poliziotto, un carabiniere, una persona che per età-professione si è potuta prenotare per il vaccino, un ultra ottantenne, chiamatemi chiunque abbia diritto e ditemi chi si rifiuterebbe dicendo, per esempio, “così all’improvviso no, ho da fare“.

La verità è che si vuole favorire qualcuno in maniera fraudolenta. Meglio non allertare-chiamare coloro che devono vaccinarsi secondo le regole.

Che schifo.

L’unica risposta – quella da persone corrette e giuste – che si dovrebbe dare a chi dovesse proporre un’offerta di “scappatoia” o di “scorciatoia” illecita al vaccino, sarebbe quella di rifiutare lasciando il passo a chi deve essere vaccinato come è stato stabilito a livello nazionale, negare di farsi vaccinare lasciando quelle dosi ai più deboli e alle categorie prefissate.

Questi favoritismi verso “protetti” di cui leggo, sono deteriori e pessimi giochi di potere che non non sono quasi per nulla politici (magari!), ma psicologici e di convenienza in ambiti familiari, amicali, di conoscenze, in modo da rendere debitori gli inoculati, farli sentire riconoscenti.

Riconoscenti di un atto che potrebbe metterli in guai serissimi.

Ogni dose fa parte di una boccetta e di una partita numerata. Ogni vaccinato DEVE figurare tra gli altri vaccinati per essere inserito nell’apposito database, anche in vista di un possibile passaporto vaccinale ma, soprattutto, per evitare che venga di nuovo vaccinato (meglio dire: che lo sia un’altra persona sotto mentite spoglie).

Ci vuol poco a “mescolare le carte”. Mia madre, che in prima battuta non fu vaccinata dal medico che le toccò, perché lei dichiarò di avere avuto – decenni fa – due reazioni allergiche a un complesso di vitamina B e al Bentelan (sostituito dal Deltacortene che non le dà alcun fastidio)… per le due giornate successive figurò nel sistema informatico Salute Lazio come se avesse avuto la sua prima dose di Pfizer! Poi sono riuscito a risolvere tutto anche se ho dovuto dare battaglia.

Adesso, dopo la prenotazione che ho finalmente potuto rifare, mia madre è vaccinata (in prima dose), come le spetta da ultra ottantenne. Riceverà presto la seconda dose.

Però, in un sistema così confuso già di suo, troppi furbetti hanno ampio spazio di manovra.

Perché fare simili porcherie sopravanzando chi ha diritto?

Perché non rispettare il proprio turno come stiamo facendo in stragrande maggioranza?

Perché non mettersi in fila il giorno dell’appuntamento regolarmente preso perché ne si ha finalmente diritto per proprio turno?

Perché io stesso dovrei attendere tra maggio e giugno, con l’incognita se ricevere il vaccino monodose Johnson& Johnson o il doppia dose AstraZeneca? Con la possibilità, nel secondo caso, di dover fare il richiamo dopo 72 giorni, quindi a settembre?

Una sola è la risposta a tutti questi “perché”: noi che aspettiamo, che “non superiamo la fila”, che non intendiamo fare un torto a nessuno, siamo persone oneste e trasparenti. Gli altri sono solo materiale biologico a perdere anche se in forma umana, sono menti senza coraggio né cuore.

I furbetti indotti o volenti, passivi o convinti, mi hanno sempre fatto schifo. Poveri e deboli esseri umani.

Buona Pasqua vaccinale!

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Bergontieleonora eleonorabergonti ha detto:

    È proprio vero quando viene chiamata l’Italia dei furbetti. Davanti a fatti del genere non si sa più se arrabbiarsi o restare ogni volta senza parole. Buona Pasqua e Buona Pasquetta, in questa Italia totalmente “zona rossa” anche a te.

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    1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

      Sono molto indignato. Me ne hanno raccontate tante. Comunque è Pasqua, per adesso pensiamo alla festa in modo di godercela in questo regime rosso 😀😁
      Auguri!

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      1. Avatar di Bergontieleonora eleonorabergonti ha detto:

        Grazie, 🤗. Giusto: per un giorno non pensiamo alle notizie che ci fanno arrabbiare e godiamoci questo giorno di festa, sperando che sia l’ultimo da festeggiare blindati in casa.

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