“Generazione gif animate” oltre le emoticon: le lettere spariscono e si comunica senza parole

Non so quanto ne siate diventati consapevoli nei vostri peregrinaggi virtuali, emigrando tra i vari social. È nata e si sta ormai diffondendo quella che chiamo “generazione gif animate”, oltre le emoticon. Le lettere spariscono come se le parole ci facessero ghosting. Viviamo tempi da wordbuster, di parole fantasma che eliminano definitivamente. Simile al mitico film Ghostbusters – Acchiappafantasmi (1984) dove i protagonisti sono sempre a caccia di spettri da imprigionare e da cancellare.

Italiani: “Un popolo di navigatori e di utilizzatori di gif animate”.

apposito riadattamento di nota frase

Twitter o X, seguendo la sua nuova denominazione, è lo spazio-campione delle parola scomparsa. Oggi non si può andare oltre ai 280 caratteri per ogni tweet, del resto questo social non è mai stato il trionfo delle parole (all’inizio il limite era a 140 caratteri). Adesso però basta pagare per ottenere il noto bollino blu (Twitter Blue) e si può scrivere molto a lungo, fino a ben 4.000 caratteri (!): il bollino quindi non definisce più utenti-enti certificati, ma quelli paganti che ottengono più sazio grazie a un abbonamento premium”.

In questa considerazione sulle parole fantasma non includo Instagram o Linkedin per due motivi opposti.
Il primo è nato per valorizzare le immagini e i video, le parole sono solo un contorno dei post e dei reel.
Nel secondo invece – social prevalentemente professionale -, la parola ha un suo forte peso (non è possibile predire gli sviluppi futuri di questo mezzo).

Altri social, come Facebook, sono ancora fatti di molte parole, ma queste sono spessissimo utilizzate male, in maniera scorretta. Leggo e leggiamo frasi zeppe di errori grammaticali-ortografici. E non mi riferisco a errori sfuggiti, non penso a correzioni idiote fatte da automatismi degli smartphone che sembrano volersi imporre sulla nostra volontà nello scrivere pensieri e messaggi.
No, intendo proprio errori per profonda non conoscenza della Lingua Italiana e del suo uso, anche nel volersi esprimere in pensieri elementari.
Su quest’ultimo punto non mi dilungo, ho già avuto modo di fare esempi che ricomprendono pure quel che viene scritto – con orrore mio e di altri – sulla carta stampata (Errori-orrori nella Lingua Italiana scritta e anche parlata).

Quindi, vado oltre ponendo l’accento proprio sulle parole che spariscono, il ghosting della parola. Si lo so, ho usato un anglicismo, cosa che di solito combatto. Allora riscrivo “parola fantasma”.

Da tempo osservo post su post tutti ricolmi di gif animate tematiche.
Ammesso che ci sia bisogno di dare una spiegazione su questo strumento, si tratta di un brevissimo video in formato gif animato. Può contenere-mostrare spezzoni di varia natura, compresi cartoni, frasi sovrimpresse o meno, persone, animali, oggetti.
In questi brevi spezzoni di fotogrammi vengono replicate situazioni comiche, emozionali di vario genere dall’allegro al disperato, poi disgusto, sorpresa, grande interesse, compreso quello palesemente sessuale.
Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le possibili espressioni, tanto che molti utenti di Twitter-X non usano più le parole o le usano per qualche sillaba o, al massimo, per un poker di parole e non di più. Magari accompagnate da qualche emoticon. Impressionante come molti utenti comunichino con altri quasi completamente in questo modo.

Sembra che la parola faccia schifo o che ormai faccia fare troppa fatica: meglio perdere tempo a cercare la giusta gif, piuttosto che formulare un pensiero e scriverlo?

Così, ecco che vengono lanciati post pieni di personaggi del Grande Fratello o di altre trasmissioni note per i litiganti e per i pettegoli, quelle che mostrano momenti di grande volgarità e di battibecchi.
Istanti che soddisfano la latente o palese voglia guardona, da voyeur, aspetto che contemporaneamente ci fa sentire differenti da questi attori del volgare. Poi, però, li imitiamo, anche spesso, li rendiamo protagonisti utilizzando gif animate con loro al centro. Protagonisti del nulla sugli altari.

Sorrido al pensiero di quando si considerava un pericolo espressivo l’uso delle emoticon.
Qui ormai si è andati molto oltre!

Non si sentiva proprio il bisogno di usare meno la parola.

Gli errori nel comporre pensieri scritti andrebbero combattuti facendo esercizio, studiando mettendosi almeno a leggere. Ottima soluzione se proprio non si desidera afferrare un vocabolario con una mano (oppure online) e una grammatica con l’altra.

Lo scrivo con chiarezza: non me ne frega nulla che qualcuno etichetti questo mio pensiero come antico e non adeguato alla comunicazione di oggi (motivazione inconsistente) o non confacente con le nuove generazioni, le native digitali-social. Molti che appartengono a queste generazioni non hanno alcuna idea di quel che stanno perdendo sia nella capacità di esprimersi, sia nella possibilità di farsi capire.

La Lingua è conoscenza, cultura, scienza, sentimento. È tutto.

Evitiamo di diventare persone senza parola.

Sarebbe un disastro (e spesso lo è già) al solo tentativo di esprimersi pure con la sola voce, strumento che non può essere aiutato con gif animate.

19 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

    Posso dire che odio questo tipo di comunicazione?

    Non mando gif animate alle persone anche se qualcuno pensa che “gifter” sia un soprannome correlato alle immaginette e, le emoji, per me servono solo se devo far capire a chi mi conosce poco, che sto scrivendo in modo ironico.

    Oppure per scavalcare eventuali moderazioni tipo: “mi stai prendendo per il 🍑” (il culo), l’emoji della pesca in certi twitter gay veniva usata per rappresentare il sedere invece la melanzana …fate vobis.

    Oppure per alcuni doppi sensi “lo so che ho la risata contagiosa 🦠☣️”

    Dopo, il fatto di avere il blog (e un’amicizia) con una persona non vedente che usa poco le faccine per ovvie ragioni, ha costretto anche me a evitarle il più possibile; anzi proprio con lei le usiamo come comunicazione rapida strategica: lei se ha bisogno di aiuto al volo per qualcosa, non mi scrive tutto il messaggio ma si usano le emoticon corrispondenti: tipo se mi arriva la mappa con la posizione geografica, il segnale di SOS e l’ombrello, vuol dire “gifter sono sotto la pioggia mi sto bagnando vienimi a prendere” allora mi metto in contatto al telefono per avere ulteriori dettagli (lei ha lo smartwatch al polso e se sta in difficoltà, tirare fuori il telefono sotto la pioggia è rischioso). E lo smartwatch usa le faccine al posto della scrittura. O la dettatura, in caso.

    Abbiamo la scrittura porco giuda, perché dobbiamo comportarci come gli analfabeti! Per me non solo significa fare la figura noi degli stupidi ma anche trattare gli altri, da stupidi! Se io ti chiedo “come va?” Rispondi “bene” o “male” a seconda dell’umore poi continuiamo la conversazione!

    Gifter

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    1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

      Vi siete inventati un bel sistema reciproco di comunicazione tu e la tua compagna di blog! Del resto, di necessità si fa virtù 😉
      In effetti molti stanno tornando a un sistema elementare di comunicazione, non riesco a capire. Rientra in una moda, farà figo, ma è così. E non mi si venga a dire che è necessità di Twitter/X per il poco spazio concesso alle parole: quale migliore bravura e maestria c’è nel condensare i pensieri in 280 battute? Neppure queste su sfruttano. Buttiamoci una gif animata.
      Ma dai!
      È un metodo che uso solo per dare il buon giorno e la buona notte a mio nipote di 6 anni.
      Ps: sì, sull’utilizzo alternativo di Emoji con frutta e verdura/ortaggi avevo notato da tempo 😄

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      1. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

        Sì però insomma! C’è la pesca e la melanzana, d’accordo, ma il finocchio e il fico? Uno mi deve spiegare il motivo per cui certa frutta e verdura non c’è; per non parlare della moka.

        Tant’è vero che un paio d’anni fa, in occasione della giornata delle emoji -17 luglio-, la ditta Bialetti fece una pubblicità raccontando di aver scritto al consorzio unicode per chiedere se la moka potesse venir inclusa nel set delle faccine.

        Allora noi quando ancora usavamo solo Facebook per il mondo positivo -brutti tempi- scrivemmo un post tipo “noi virus 🦠 abbiamo le emoji e la moka no! Moke di tutto il mondo unitevi contro gli umani” insomma non ricordo, è passato troppo tempo.

        E sì, ci siamo creati un sistema di comunicazione rapido soprattutto per gli orari di lavoro in cui se lei ha bisogno di una mano più “approfondita” tipo videochiamata, se sono a disposizione le mando un pollice alzato altrimenti un pollice verso; ma è solo questione di praticità dovuta alla velocità in cui l’orologio elettronico ci permette di avere sotto occhio-mano-orecchio le informazioni rapide.

        Se anche sono da un cliente e ricevo sull’orologio una notifica tipo “gifter 118” (modo per dire “aiuto urgente”) io posso inviarle un pollice verso il basso per dirle “non posso aiutarti ora” e semmai quando mi libero poi le scrivo più esteso “ero in [situazione complicata] non potevo risponderti, scusami. Hai bisogno ancora?” E lei risponde sì grazie, no grazie, e si va oltre.

        Per non parlare poi di quando le invio 🚫🔞♾️ che vuol dire “sto con mio marito fino a ora da destinarsi non ci sono per nessuno”. Là, proprio, non si transige.

        Vedi, le emoticon sono e devono essere un ausilio che velocizza o rinforza la comunicazione NON la sostituzione della scrittura ma, se non è la brevità dei messaggi più a richiederlo, è la velocità con cui molti acconsentono di fare i conti per cui la comunicazione non è più “voglio dirti qualcosa” ma “voglio farmi vedere” come l’animale che piscia più velocemente e nel punto più alto per far capire a chi passa, che c’è stato prima lui.

        Non parliamo poi di chi usa emoji e gif sul lavoro per comunicazione a livello professionale! Li squalifico subito! Tipo una signora che una volta mi mandò i cuoricini rossi per ringraziarmi del mio lavoro. Con faticosa diplomazia le feci capire che i cuori erano fuori luogo e lei disse “tu potresti essere mio figlio sono abituata a parlare così con lui”. Lasciai perdere se no mi veniva da dire “se tuo figlio ha più di 40 anni e parla con le faccine, tanto sviluppato non è”
        ma ho lasciato perdere limitandomi a un arrivederci. Senza contare quel “tu” che non avevo assolutamente autorizzato.

        Sono aperto a confidenza e ironia senz’altro ma sul lavoro sono pignolo e intransigente. Non voglio storture e confidenze inappropriate né battute a meno che non si sviluppi un rapporto più stretto ma quello dev’essere bilaterale.

        Gifter

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        1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

          Concordo su tutto, a cominciare dalla praticità di messaggi immediati flash fino all’assurdità della sostituzione della parola sia sul lavoro che nelle relazioni tra persone. Sembra quasi dettato da pigrizia mentale, dal voler costruire un linguaggio “sacerdotale” da iniziati, perdendo però la conoscenza della Lingua che, invece, è necessaria proprio iniziando dal mondo del lavoro. Argomento complesso e lungo.
          Caffè sì ☕️ caffettiera no, neppure la napoletana, il tè sì 🍵 e sì pure alla teiera 🫖. Questa è discriminazione anglosassone 😜

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          1. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

            Ce ne sarebbero, di emoji da mettere! Sulla categoria “cibi e bevande” mancano un sacco di cose però se devi stare a includere tutti i simboli dei cibi nel mondo, diventi matto e il sistema operativo diventa una carrellata di emoticon.

            Sarò anche all’antica pure io ma vedere bambini e adolescenti in fase di sviluppo che usano solo quelle faccine e neanche parlano a voce, è terribile. O se parlano lo fanno con le note vocali lunghe minuti e che nessuno ascolta.

            Anche quelle, le note vocali: con la collega blogger le uso come strumento di aiuto se mi ha chiesto di descriverle un oggetto su cui ha letto in Internet ma presente in un luogo che lei non può raggiungere e io sì.

            Anche se lo scorso periodo natalizio, questo c’ha fatto perdere al gioco Whamageddon a entrambi!

            “Gifter mi puoi descrivere lo zaino coi pannelli solari se vai in negozio e lo vedi?”

            Pronti! Sì, come no. Peccato che mentre mandavo la nota vocale guardando lo zaino e spiegando i dettagli, dall’altoparlante del negozio proprio sopra di me, è partita “last christmas”!

            Il gioco whamageddon consiste nel superare dall’1 al 24 dicembre senza ascoltare mai “last christmas” e pur avendo interrotto il messaggio cercando di coprirlo con “maledizione noooooo!” le note iniziali sono state riconosciute da entrambi.

            O in alternativa usiamo le note vocali per sfogare l’incazzatura per qualche motivo e là anche se durano 10 minuti sono fatte apposta.

            Gifter

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            1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

              😄😄 avevo letto di Whamageddon, ma fino a ora non avevo conosciuto nemmeno una persona, neppure virtualmente, che vi avesse partecipato 🎄

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              1. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

                Noi giochiamo da quando ci siamo conosciuti cioè dal 2019.

                Avevamo anche partecipato a dei gruppi ma sempre il solito discorso: la gara a chi la fa più lontano.

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            2. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

              Comunque con le note vocali (che siano però ragionevoli come durata) sono costruzione di frasi e vanno bene.
              Però continuano a non essere parole scritte e lì casca l’asino! 🫏

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              1. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

                Per fortuna l’Internet ci dà in mano tanti di quegli strumenti da usare a seconda dei contesti! Il problema è la pigrizia che induce a usarne solo uno e allora ti perdi il bello

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                1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

                  Ci sono anche i vocabolari e sinonimi/contrari, a cominciare da Treccani… e la pigrizia dovrebbe passare via 😄

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  2. Avatar di Elettra Governale Elettra Governale ha detto:

    Non posso che darle ragione e trovare conforto in queste sue parole. Forse molti penseranno che il suo pensiero sia antico ma veramente non sanno cosa perdono. Non solo nell’uso delle parole, che presuppone una conoscenza delle stesse, ormai quasi persa ma nella capacità di comunicazione. Io sono vecchia, l’uso di questa parola non mi offende, contrariamente a quello che possono pensare alcuni che me la gettano in faccia come un insulto. Pochi giorni orsono andando in bicicletta sulla pista ciclabile, sono stata apostrofata da due giovani sfreccianti in macchina con” fatti da parte vecchia,” poiché per sorpassare hanno dovuto invadere la pista, con mio notevole disappunto manifestato con parole evidentemente a loro sconosciute. Esistono però i semafori e una volta raggiunti ho avuto la mia vittoria, solo con le parole e le scuse. Sono vecchia, orgogliosamente vecchia, fantasticamente vecchia e consapevole della forza delle parole se conosciute, apprese e amate.

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    1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

      Proprio questo, fieri del proprio essere, fieri di conoscere e di saper usare bene anche la Lingua.
      La parola è potere.
      Chi non la conosce fa confusione, figuracce e spara insulti a raffica. I social sono pieni di esempi e non solo i social

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  3. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

    Ti sono fischiate le orecchie? WordPress ha messo nei daily prompt qualcosa relativo alla scrittura e noi ci siamo buttati dentro.

    Volevamo anche mettere il link a questo articolo ma siccome era notte tarda, alla fine abbiamo convenuto che no – se mai arrivano notifiche sul telefono o sulla mail a notte inoltrata a una persona conosciuta così in blog, non ci pare il caso.

    Fra noi due autori ogni tanto accade anche per “sfogatoio” sul modello di “Elettrona cosa fai on line a quest’ora?” “Forse quello che fai tu, Gifter. Nottataccia”

    E a quel ponto si sta anche ore a scriverci (senza emoji però, in quel caso non servono)

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    1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

      Eccomi! Mi sono tenuto nelle bozze quel pezzo per intervenire con calma. Domani o dopodomani ci lavorerò in maniera definitiva.
      Tranquilli sulle notifiche 😁
      Per lavoro ne ricevo anche di notte.
      Intuisco che avete pubblicato, quindi finita la cena andrò a curiosare il vostro 😜

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      1. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

        Pensa che adesso sono orfano: Elettrona da dispositivo mobile non può bloggare più perché l’aggiornamento WordPress/JetPack ha creato dei bei problemi con la tastiera.

        Quindi al ridosso del nostro blog-anniversario (26 agosto) ci troviamo con problemi meccanici LOL

        conosco bene il meccanismo delle bozze pure noi ne abbiamo parecchie e questo caldo ci fa passare la voglia di scrivere.

        Gifter

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        1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

          Lasciamo stare JetPack che trovo disfunzionale. E mi trattengo nella mia valutazione.
          Spesso si congela, si chiude, si riavvia, è molto, molto meno fluido rispetto alla versione precedente. Deve darmi i numeri sulle letture del blog e sto lì come un cretino ad attendere. Poi, se scrivo un pezzo sull’iPhone e dopo ci rimetto le mani da pc pubblicandolo, è un casino: JetPack non lo vede nella sezione “pubblicati”. E non sia mai che in quello stesso articolo io voglia aggiungerci una cosetta, anche solo una virgola, tornando su iPhone e poi aggiornarlo, perché il pezzo sparisce dalla homepage del blog!
          Panico!
          Devo ripescarlo sudando. Correzioni sparite. Rifai gli aggiustamenti.
          E comunque oggi tre pezzi non compaiono su JetPack nell’iPhone tra i pubblicati.
          Poi altri problemi: non vede (neppure da pc) la testata giornalistica “di Roma” che ho portato su WordPress in account Aruba. Ne vede solo la versione non ancora impaginata del form che ho scelto per dare l’aspetto grafico al sito.
          Mi fa incavolare. Ma dovrò risolvere.
          E la sparita possibilità automatica di condividere la pubblicazione su Twitter? 😡😡😡
          Mi tocca andarci manualmente, scrivere il tweet, corredato dal link al pezzo… e spesso non legge l’immagine d’apertura sostituita da un riquadro vuoto!
          Odio…

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  4. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

    JetPack: noi non abbiamo avuto mai i problemi che segnali ma ne abbiamo di peggio! Lunedì 21 hanno aggiornato JetPack eravamo io ed Elettrona seduti sulla panchina in stazione aspettando il suo treno; siccome mancava tempo, mi ha detto “quasi approfitto per continuare la storia dei documenti segreti sulla famiglia del profiler”.

    Non l’avesse mai fatto! La tastiera visivamente le compare ma quando prova a scrivere non le funziona più taglia, copia, incolla, e neanche la scrittura veloce – cerca su YouTube “input Braille screen”.

    Le tiro fuori la tastiera Bluetooth dal pozzo di san Patr… cioè… dal suo zaino, e niente. Fai invio su un paragrafo per avere un nuovo blocco, il programma le evidenzia un blocco anche dieci posti più indietro facendole perdere il segno. Disattivato l’editor blocchi, le ho suggerito di passare in modalità codice, niente. Stessa cosa.

    Proviamo a copiare un file di testo in MarkDown, poco male, abbiamo l’app Drafts.

    Niente! Non funzionandole i comandi di copia-taglia-incolla non si può muovere più.

    Risultato, aperto un ticket! E pensare che abbiamo anche un piano a pagamento (JetPack social annuale)

    Io non ho, decisamente, parole. Rischiamo di fare il compleanno senza articolo da scrivere.

    Gifter

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    1. Avatar di Giuseppe Grifeo Giuseppe Grifeo ha detto:

      Pura assurdità. Ma che combinano?
      Non li comprendo

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      1. Avatar di PlusBrothers Il Mondo Positivo ha detto:

        Hanno rifatto l’editor e probabilmente qualcosa è caduto ma non sono specializzato in programmazione quindi non ti so dire!

        Non vogliamo però far aspettare i follower più di tanto, a fargli scoprire gli scheletri nell’armadio di un sacco di persone a Bugliano.

        Sarà uno shock per il profiler venire a sapere chi è sua madre biologica, jetpack permettendo.

        Ribattezzato per l’occasione JetDumpster (bidone della spazzatura). Bidone, in italiano sinonimo di pacco

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