Preparare in pace il passaggio ad altro piano d’esistenza: la burocrazia ostacola e uccide

Esperienza recentissima, la perdita di zia Adelaide, mia complice di vita, compagna di viaggio, confidente e tanto, tanto altro. Sorella più giovane di mia madre. Al grande dolore per questa morte ho dovuto aggiungere una fiera lotta di sopportazione e di opposizione/osservanza contro la burocrazia più assurda. Il passaggio ad altro piano d’esistenza di una persona e la cura delle sue spoglie terrene è storia tutt’altro che semplice. È irta di difficoltà enormi. Assurdità che possono benissimo arrivare a NON far rispettare tutte le ultime volontà di chi abbiamo perduto.
(foto d’apertura: me stesso con le sorelle Geraci, la zia Adelaide, mamma e la zia Antonietta)

Il mio racconto è tutto basato su questa personale esperienza che mi ha portato a più conclusioni. Richiamandone solo una: da morti siamo cose tassate anche a peso e per dimensioni.

Zia Adelaide desiderava solo una cosa sul suo passaggio: essere cremata e le sue ceneri disperse nel mare di Aci Castello, in provincia di Catania. Una cittadina lungo la scogliera lavica, luogo dove lei ha passato gran parte della sua vita a contatto con quelle acque, quei profumi e quei colori.

Un mare tra il color smeraldo e il cobalto con tutte le sfumature possibili in mezzo. E lì infinite nuotate, esplorazioni della costa, insospettabili piccole grotte raggiungibili solo a nuoto come facemmo più volte.

Quello stesso mare che mi ha visto fare le prime immersioni e tuffi dalla nera scogliera etnea grazie allo zio Nuccio, primo marito di zia Adelaide. Esercizi e approcci che riguardarono anche mio fratello Salvatore e due miei cugini, Maria e Alfonso.

Tornando all’oggi, dal 9 febbraio scorso la zia non c’è più. Non me lo aspettavo e non ce lo aspettavamo.

Devastazione. Mi sono precipitato a Catania.

Lei ha lasciato le sue ultime volontà, rinnovate in tempi piuttosto recenti e che ricalcavano quelle già scritte da diversi anni.

Voleva che il suo corpo fosse cremato e, come aveva detto più volte, desiderava che le ceneri fossero disperse in mare.

Primo ostacolo.

L’addetto al Comune di Aci Castello mi ha puntato un dito verso la faccia e con fare perentorio mi ha detto: “Lei è responsabile penalmente e civilmente di quelle ceneri!“.

Nulla quaestio, va bene, per carità. Giustissimo.

Per la cremazione ci siamo – mi dice lo stesso impiegato comunale – ma per la dispersione delle ceneri non ci siamo: si può fare, è vero, ma sua zia non lo ha lasciato scritto, quindi non si possono disperdere! Stando la situazione è assolutamente vietato“.
E lì a ripetere la mia responsabilità penale per precise norme sanitarie.

La cosa mi ha rattristato e mi rattrista assai.

Quanti sono a conoscenza che se desiderano la dispersione delle loro ceneri in mare o sulla terra, devono lasciare questa volontà scritta?
Se non lasciate disposizione scritta, il destino dei poveri resti dovrà essere differente dal vostro volere.

Le alternative quindi sono il seppellimento in una tomba di famiglia, in un loculo o in altro spazio predisposto.
Oppure gli eredi se le porteranno a casa.

Poi un altro dettame burocratico: occorre predisporre e registrare il percorso – punto per punto – cui è destinato il corpo del proprio caro defunto.
Dalla casa alla chiesa per i funerali, poi il trasporto al punto della cremazione. A seguire il viaggio verso il cimitero o verso la casa scelta come luogo di custodia.
Ogni tappa deve essere corredata di data, indirizzo di riferimento, orario, la strada/tragitto da percorrere.
È tutto come se fosse segnato su Google Maps, ma non si può sforare dal percorso e dai tempi predisposti.

Non avevo idea di tutto questo. E voi?

Quindi, nel chiuso di quell’ufficio, tipicamente corrispondente alla tipologia amministrativa cittadina italica, dovevo decidere se le ceneri della zia dovevano essere inumate nella tomba di famiglia, oppure se l’urna che le conteneva era da portare a Roma dove risiedo. In quest’ultimo caso l’indirizzo di arrivo era da comunicare al Comune di Aci Castello prima dei funerali… praticamente subito.
Le disposizioni impongono poi al Comune siciliano di partenza di trasmettere al Comune di arrivo (nel mio caso Roma) che le ceneri sarebbero arrivate al mio indirizzo capitolino e che lì dovevano essere custodite.

Attenzione alla sua responsabilità civile e penale. In caso di controllo devono trovare le ceneri della zia a casa sua, altrimenti sono guai“. Questo l’ulteriore avvertimento dell’addetto comunale.

Ribadisco, è tutto corretto secondo la norma, verissimo.
Ma in quel momento, con zia Adelaide che si era spenta 24 ore prima, voi non potete avete idea delle sensazioni contrastanti e dilaganti che mi affollavano il cervello.
Decidere è stato difficilissimo per la confusione mentale, tanto che in quei momenti ho immaginato di fare questa scelta come in preda a uno stato allucinato. Mi sentivo come distante, soprelevato. Per nulla facile da descrivere.

Così, con mio fratello che era atterrato due ore prima a Catania e mia cugina Marina, abbiamo scelto per l’inumazione nella tomba di famiglia, nella parte storica del cimitero di Catania.

Non sto a raccontare cosa è stato dover rintracciare l’originaria concessione della tomba. Non avevo idea chi fosse il titolare se non che vi fu sepolto per primo mio nonno Salvatore Geraci.
Da qui la ricerca per risalire alla concessione, previa telefonata chiarificatrice a mia madre. Il primo titolare era mia nonna Margherita Attisani Geraci.
Tutto è stato rapido nella ricerca agli uffici cimiteriali grazie all’elegante, squisita e premurosa Amalia D’Emanuele.
Senza la sua professionalità, umanità e senza la sua organizzazione, per me e per i parenti sarebbe stato il collasso.

Devo quindi ringraziare fortemente Amalia D’Emanuele – trasporti e onoranze funebri che ha sede principale nella centralissima via Transito, 51 a Catania: nell’organizzazione sono stati tutti vicinissimi, efficientissimi, sempre pronti al supporto e, ribadisco, attenti all’aspetto più puramente umano. Sono stati degli ottimi e indispensabili Caronte nel mare caotico e incredibile che porta all’ultima dimora terrena.

Efficientissimo ed estremamente discreto anche il centro Misterbianco Cremazioni scelto e allertato da Amalia D’Emanuele. Si tratta di un impianto modello, tecnologicamente avanzato, pronto a garantire la cura e la privacy dei parenti del defunto.

Naturalmente, per avere il via libera per la sepoltura nella tomba di famiglia occorre pagare una tassa al cimitero.
Questa tassa è variabile in base alla posizione della tomba: se è nei grandi viali si paga di più; se in quelli secondari o loculi, la tassa è più bassa e così via discorrendo.
Ma il quantum varia anche a seconda delle dimensioni di chi va sepolto: seppellire un bambino fa pagare una tassa inferiore rispetto all’inumare un adulto.
Si va a dimensioni. Neppure si fosse in un mercato di quartiere o in un supermarket acquistando a peso.
Far riposare l’urna con le ceneri di zia Adelaide è stato equiparato al seppellimento di un bambino.
In più bisogna pagare gli operai che apriranno il sepolcro e compiranno tutta l’operazione, compresa quella di incidere sulla lastra tombale il nome del/lla nuovo/a inumato/a.

Concludo questo mio breve e raccapricciante racconto senza dilungarmi oltre. Ci sarebbero ben altre assurde complicazioni e lungaggini burocratiche da descrivere e che non riguardano solo il definitivo riposo dei resti mortali.

Comprendo che per molti tutto questo potrebbe sembrare normale, ma per me è stata la prima volta e molti particolari mi sono sembrati assurdi.

È proprio vero, non ci fanno morire in pace e tormentano coloro che rimangono su questa Terra già preda del dolore per la perdita.

P.S.: l’addetto al Comune di Aci Castello ebbe a dire che una volta registrata la morte (quel mattino in cui siamo andati per completare la pratica), tutto avviene ormai modernamente in via telematica. Ogni ente ne viene informato automaticamente.
Ebbene, tre o quattro giorni fa, a oltre un mese dalla morte di zia Adelaide, lo stesso Comune mi ha chiesto il certificato di avvenuta cremazione: dove è finita la trasmissione telematica tra gli enti coinvolti?
Per fortuna la benedetta Amalia D’Emanuele si è attivata per portare il certificato alla Municipalità, documento che, peraltro, io e noi parenti non abbiamo mai avuto…

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