William Shakespeare compose 154 sonetti – questi quelli raccolti nel 1609 – li scrisse in diversi periodi della sua vita e con rotte di pensiero che andavano dall’amore al passaggio del tempo passando a attraverso diverse fasi e stati della vita, quindi la morte, l’instabilità-debolezza-fragilità, la bellezza.
La particolare composizione deriva anche dalle dediche, infatti i primi 126 erano diretti a un uomo e gli altri 28 a una donna.
(immagine d’apertura, stampa che ritrae William Shakespeare, a cura dell’incisore inglese Charles William Sherborn)
Uno di questi sonetti lo rammento in maniera particolare perché ha caratterizzato una fase della mia vita.
È il sonetto LXXV, “Tu sei per i miei pensieri come il cibo per la vita”. Di questo come dell’intera collezione di sonetti state pubblicate diverse traduzioni portando differenti sfumature nell’uso di alcuni termini per le versioni in Lingua Italiana.
Tu sei per la mia mente (per i miei pensieri) come il cibo per la vita,
o come le dolci piogge sono per la terra;
e per la tua pace combatto una tale lotta
come quella che si trova tra un avaro e la sua ricchezza;
Ora fiero come chi gode, e subito
dubitando che l’era ladra gli ruberà il tesoro;
ora ritenendo che sia meglio stare solo con te,
allora meglio che il mondo possa vedere il mio piacere:
Talvolta sazi di banchettare con la tua vista,
e poi improvvisamente affamati di uno sguardo;
senza possedere né perseguire alcun piacere,
se non quello che hanno o che deve essere preso da te.
Così mi lamento e mi sazio giorno dopo giorno,
Oppure ingozzarsi di tutto, o di tutto.
Di seguito la versione in Inglese.
So are you to my thoughts as food to life,
Or as sweet-season’d showers are to the ground;
And for the peace of you I hold such strife
As ‘twixt a miser and his wealth is found.
Now proud as an enjoyer, and anon
Doubting the filching age will steal his treasure;
Now counting best to be with you alone,
Then better’d that the world may see my pleasure:
Sometime all full with feasting on your sight,
And by and by clean starved for a look;
Possessing or pursuing no delight
Save what is had, or must from you be took.
Thus do I pine and surfeit day by day,
Or gluttoning on all, or all away.
William Shakespeare, nato a Stratford-upon-Avon nel 1564 e lì deceduto nel 1616. Era terzo di otto figli di un ricco commerciante.
Iniziò come attore, aveva il teatro nell'anima, ma questo avvenne dopo che iniziò a lavorare nelle biblioteche di famiglie nobiliari del Lancashire, luoghi che gli consentirono di accrescere il suo bagaglio culturale in storia e umanistica.
Shakespeare era già noto nel mondo del teatro verso il 1592, anche come drammaturgo, collaboratore alla stesura di copioni per il teatro pubblico. Spiccò presto in nuovi testi drammatici o alla rielaborazione di quelli esistenti divenendo spesso la firma principale per copioni scritti a più mani. E qui diede vita a diverse stesure fra dramma (Enrico VI), tragedia, la tetralogia con l'aggiunta di Riccardo III e la commedia con La bisbetica domata.
A seguire opere come Sogno di una notte di mezza estate oppure la tragedia lirica Romeo e Giulietta.
Come drammaturgo nella consuetudine dell'età elisabettiana era definito “Poeta di teatro” anche nello scrivere in prosa.
Ma il suo nome apparve prima in poemetti narrativi pubblicati negli anni in cui infuriava la peste, il Venus and Adonis del 1593, ristampato dieci volte in un ventennio) e il Lucrece del 1594, noto anche con il titolo The rape of Lucrece, entrambe dedicate al Conte di Southampton, suo patrono.
I sonetti appartengono a diversi suoi momenti di vita e li scrisse fino al 1609. In quel momento un editore raccolse 154 di questi scritti e li pubblicò in unica raccolta incorporando il convenzionale poemetto A lover's complaint (forse non suo): oltre al nome di Shakespeare nell'edizione comparve una dedica rivolta a un enigmatico e mai noto Master W. H.
In quella fase lui come poeta usa la sua arte per trasformare la convenzione del sonetto d'amore in espressione formalmente perfetta di un sentire assai più profondo e complesso.
(descrizione su base dell'Enciclopedia Treccani e da altre pubblicazioni)
