Non a caso nel titolo ho utilizzato la forma Venghino, signori, venghino per riferirmi all’offerta da imbonitore fatta da Trump ai cittadini statunitensi. Mi riferisco all’idea trumpiana di dare a ogni elettore 5.000 dollari in caso di sua vittoria alle elezioni di medio termine conquistando la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e al Senato.
Quanti cittadini cadranno in questa trappola vendendo il loro voto?
L’Accademia della Crusca dà tutta una definizione del venghino, della sua scorrettezza e appartenenza a forme arcaiche quando ancora la Lingua Italiana non era ben codificata. E la racconta per tempi più recenti, fra 1700 e primi 1900, chi erano i personaggi a utilizzare il Venghino, signori, venghino. tipico degli imbonitori.
Venghino, forma descritta dall’Accademia della Crusca – ben nota a chi ricordi o comunque conosca il richiamo un tempo utilizzato da imbonitori e venditori ambulanti per attrarre il pubblico. Tale richiamo è attestato in diverse forme, che prevedono o meno la ripetizione del verbo, e possono presentare particolarità regionali. La forma forse più diffusa è Venghino, signori, venghino!, ma si trova usato anche Venghino, signori!, senza ripetizione del verbo, e, in varietà settentrionali, Venghino, siori, venghino!.
In “Le centomila disgrazie di Beppino”, apparso nel Giornale per i bambini, V, 28, 4 giugno 1885, pp. 364-365, c’è il racconto di Beppino che a Roma, per andare a scuola, deve attraversare piazza Esedra (oggi piazza della Repubblica) “circondata quasi sempre di baracche, dove fanno vedere i topi ammaestrati, la donna che scrive con i piedi, l’automa, le bestie feroci […] Sentì batter la gran cassa da una baracca a destra, e con la coda dell’occhio, mentre passava, vide un uomo ritto su una scalinata che sbracciava a più non posso, e urlava per invitare la gente, e dietro a lui un telone a colori fiammanti. […] l’uomo, dall’alto della gradinata, vestito da selvaggio e con un serpente boa al collo, faceva la spiegazione:
– Venghino signori, venghino, e resteranno istupiditi. Questi sono i terribili coccodrilli del Gange, del Nilo e delle Amazzoni, che il celebre viaggiatore Stephenson ha acchiappato con le sue proprie mani, ed ha allevati come figli. I terribili mostri sono docili come agnellini e lo amano e lo riveriscono. Venghino, signori, venghino!”.


Questo per mio desiderio di sottolineare il tipo di promessa fatta dal presidente Donald Trump, qualcosa che nessun politico degno avrebbe mai pensato di fare in tutto il globo terracqueo.
Peccato che non sono un cittadino statunitense, altrimenti avrei votato Trump per arraffare 5.000 dollari ![]()
Naturalmente sto scherzando.
Il Donald parla dello Stato come se fosse una sua azienda, emetterebbe dividendi per comprarsi l’elettorato, 5.000 ognuno con una spesa pari a un 1 seguito da 12 zero.
Oppure, per risparmiare premierebbe i suoi giusti, solo gli elettori che lo avranno scelto in cabina elettorale? Eventualità difficile, impossibile capire chi ha votato cosa, Trump avrebbe solo il numero dei voti espressi in suo favore, non i chi.
Allucinante, ma anche sintomo di disperazione, al presidente USA mancano argomenti che facciano presa sulla vita reale, quotidiana.
Discorso a parte merita quel che lui definisce grande-enorme successo economico degli Stati Uniti d’America: già il solo bilancio economico con l’estero sta segnando un andamento tutt’altro che buono, i dazi indiscriminati sono stati un boomerang che è tornato indietro colpendo l’economia USA. Ma questa è una faccenda che va descritta in altro articolo.
