Non a caso nel titolo ho utilizzato la forma Venghino, signori, venghino per riferirmi all’offerta da imbonitore fatta da Trump ai cittadini statunitensi. Mi riferisco all’idea trumpiana di dare a ogni elettore 5.000 dollari in caso di sua vittoria alle elezioni di medio termine conquistando la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e al Senato.
Iniziativa presa male anche nelle fila del Partito Repubblicano.
Ne è un esempio l’imprenditore Joe Lonsdale, cofondatore di Palantir Technologies Inc. di Addepar, di OpenGov, co-fondatore e socio amministratore della società di investimento tecnologico 8VC e donatore dello stesso Partito Repubblicano oltre che sostegno di Trump alle Presidenziali del 2024.
Lonsdale ha sottolineato che il dividendo di 5.000 dollari proposto da Trump è una tangente: “Per la cronaca, sono assolutamente favorevole alla vittoria nelle elezioni di medio termine – ha scritto l’imprenditore in un suo post su X – e apprezzo molti aspetti di questa amministrazione, ma sono fermamente contrario alle tangenti a base di pane e circo”.
Lonsdale ha chiaramente citato una ben nota locuzione latina dal poeta satirico romano Giovenale (Decimo Giunio Giovenale) nella sua celebre frase appartenente alla Satira X, versi 77-80, «[…] (populus) iam pridem, ex quo suffragia nulli uendimus, effudit curas; nam qui dabat olim imperium, fasces, legiones, omnia, nunc se continet atque duas tantum res anxius optat: panem et circenses».
Traducibile in italiano con: «[…] Ormai il popolo ha perso ogni interesse (ndr: ha rinunciato alla sua antica libertà e ai suoi diritti politici, alle elezioni e al potere di voto); un tempo conferì il comando supremo, i fasci, le legioni e tutto il resto, ora si limita e brama con ansia soltanto due cose: pane e giochi».
Quanti cittadini statunitensi cadranno in questa trappola trumpiana facendosi tentare, vendendo il loro voto per la promessa dei 5.000 dollari?
L’Accademia della Crusca dà tutta una definizione del venghino, della sua scorrettezza e appartenenza a forme arcaiche quando ancora la Lingua Italiana non era ben codificata. E la racconta per tempi più recenti, fra 1700 e primi 1900, chi erano i personaggi a utilizzare il Venghino, signori, venghino. tipico degli imbonitori.
“Venghino”, forma descritta dall’Accademia della Crusca – ben nota a chi ricordi o comunque conosca il richiamo un tempo utilizzato da imbonitori e venditori ambulanti per attrarre il pubblico. Tale richiamo è attestato in diverse forme, che prevedono o meno la ripetizione del verbo, e possono presentare particolarità regionali. La forma forse più diffusa è Venghino, signori, venghino!, ma si trova usato anche Venghino, signori!, senza ripetizione del verbo, e, in varietà settentrionali, Venghino, siori, venghino!.
In “Le centomila disgrazie di Beppino”, apparso nel Giornale per i bambini, V, 28, 4 giugno 1885, pp. 364-365, c’è il racconto di Beppino che a Roma, per andare a scuola, deve attraversare piazza Esedra (oggi piazza della Repubblica) “circondata quasi sempre di baracche, dove fanno vedere i topi ammaestrati, la donna che scrive con i piedi, l’automa, le bestie feroci […] Sentì batter la gran cassa da una baracca a destra, e con la coda dell’occhio, mentre passava, vide un uomo ritto su una scalinata che sbracciava a più non posso, e urlava per invitare la gente, e dietro a lui un telone a colori fiammanti. […] l’uomo, dall’alto della gradinata, vestito da selvaggio e con un serpente boa al collo, faceva la spiegazione:
– Venghino signori, venghino, e resteranno istupiditi. Questi sono i terribili coccodrilli del Gange, del Nilo e delle Amazzoni, che il celebre viaggiatore Stephenson ha acchiappato con le sue proprie mani, ed ha allevati come figli. I terribili mostri sono docili come agnellini e lo amano e lo riveriscono. Venghino, signori, venghino!”.


Questo mio articolo/riflessione è per il desiderio di sottolineare il tipo di promessa fatta dal presidente Donald Trump, qualcosa che in tutto il globo terracqueo nessun politico degno della sua carica avrebbe mai pensato di fare.
Peccato che non sono un cittadino statunitense, altrimenti avrei votato Trump per arraffare 5.000 dollari 🤣
… naturalmente sto scherzando.

Il Donald parla dello Stato come se fosse una sua azienda privata, emetterebbe dividendi per comprarsi l’elettorato, 5.000 dollari per ogni votante con una spesa totale, aggiungo, pari a un 1 seguito da 12 zero.
Oppure, per risparmiare premierebbe i suoi giusti, solo gli elettori che lo avranno scelto in cabina elettorale? Eventualità difficile, impossibile capire chi ha votato cosa, Trump avrebbe solo il numero dei voti espressi in suo favore, non i chi.
Allucinante tutto questo, ma anche sintomo di disperazione, al presidente USA mancano argomenti che facciano presa sulla vita reale, quotidiana.
Discorso a parte merita quel che lui definisce grande-enorme successo economico degli Stati Uniti d’America: già il solo bilancio economico con l’estero sta segnando un andamento tutt’altro che buono, i dazi indiscriminati sono stati un boomerang che è tornato indietro colpendo l’economia USA. Inoltre, rispetto al pil statunitense, Washington registra un disavanzo del 6%, un’enormità disastrosa per gli economisti USA che avevano posto il limite al 5% per non avere effetti nerissimi sull’economia. Come raffronto basta pensare che Itala o Francia sono sul 3% come buona parte dell’Europa. Ma questa è una faccenda che va descritta in altro articolo.
