Non ha alcuna maggioranza a sostenerlo, Senato e Camera dei rappresentanti sono nelle mani della maggioranza dei Democratici che mostrano il loro storico simbolo, l’asino blu. È un vero e proprio Trump disaster, l’ormai ex campione del Partito Repubblicano ha perso su ogni fronte travolto dallo tsunami blu dei dem, all’americana, un blue-nami. Con questo voto anche le tradizionali roccaforti repubblicane hanno bocciato la presidenza del tycoon.
Il presidente dimezzato sa bene che non potendo governare a colpi di veti, come da sua prerogativa presidenziale, dovrà scendere a patti con lo schieramento dem. Lo ha detto lui stesso in una sua dichiarazione: “Ho diritto di veto su tutto, ma non voglio passare due anni a mettere il veto su ogni cosa. Lavoreremo con i dem”.
Per queste elezioni di metà mandato 2026 gli elettori statunitensi hanno votato:
● per la totalità dei seggi alla Camera dei rappresentanti, quindi 435 posti;
● per 35 dei 100 seggi del Senato;
● per eleggere nuovi governatori in 36 Stati.
A tutto questo si deve aggiungere anche il voto su diversi referendum locali in alcuni stati USA.



Al di là degli ultimi dati ancora da scrutinare e da conteggiare, tutto è già chiaro, lo tsunami blu dei democratici ha sbriciolato MAGA.
Come sottolineato dalla testata giornalistica statunitense Axios, il Partito Dem “ha conquistato territori tradizionalmente repubblicani, dal Texas e dalla Georgia fino alle due Caroline, ribaltando centinaia di seggi legislativi e regalando ai Democratici la vittoria in tre stati anche tra i più improbabili”.
Talmente disastroso Trump che fa richiama alla memoria le conseguenze politico-elettorali post scandalo Watergate del 1974. Infatti alle successive elezioni del 1976 vinse Jimmy Carter sconfiggendo alla grande il repubblicano Gerald Ford che aveva sostituito il presidente Nixon dimissionario dopo lo scandalo.
Comprendete subito che Trump ha emulato perfettamente una delle peggiori sconfitte di un residente in carica nella storia degli Stati Uniti d’America.

L’Asino, emblema del Partito Democratico e l’elefante repubblicano

Il connubio storico tra Partito Democratico e il simbolo dell’asino risale al 1828 durante la campagna presidenziale di Andrew Jackson. Nacque come insulto dei repubblicani nei confronti del candidato Dem.
Dal suo cognome, Jackson, gli avversari presero a chiamarlo “jackass” che sta per asino, ma anche per persona sciocca e goffa, di intelligenza limitata.
Andrew Jackson invece fu molto acuto, adottò la figura dell’asino come emblema dei democratici nei manifesti per la campagna elettorale. Il candidato dem sottolineava come quell’animale riflettesse tre peculiarità più che positive, la resistenza, la testardaggine e la forte determinazione nell’affrontare le avversità.
L’adozione dell’asino portò fortuna insieme alle abilità di Jackson. Il democratico vinse le elezioni venne eletto e dal 4 marzo 1829 prese possesso della carica di settimo presidente degli Stati Uniti d’America.
A rendere istituzionale l’asinello come emblema del Partito democratico fu Thomas Nast, noto caricsturista statunitense che criticava la politica rappresentandola all’interno di un circo del caos. L’abbinamento popolare-Dem-Asinello nacque senza che Nast lo volesse.
Da 1870 grazie alle sue vignette satiriche pubblicate sull’Harper’s Weekly, iniziò a rappresentare il Partito Democratico proprio con un asino volendo dare una connotazione di testardaggine, di ignoranza e della facilità con cui lo stesso partito poteva essere manipolato.
Anche in questo caso la visualizzazione negativa divenne, al contrario, vincente facendo breccia nell’immaginario della gente, rendendo stabile l’asino come simbolo popolare dei Dem.
Il meccanismo ricalca il rapporto fra Repubblicani e la figura dell’Elefante. Da raffigurazione potente sì, ma goffa e caotica, eccola entrare dal 1874 in connubio stabile con il Partito Repubblicano.
Furono entrambe scelte popolari che si contrapponevano alle solenni aquile, alle picche, alle spade, ai cannoni, agli elmi e alle bandiere con le quali i potenti amavano farsi rappresentare.
Elezioni midterm 2026, la capitolazione di Trump
Una breve panoramica con alcuni degli esempi più eclatanti. In questa tornata elettorale 2026, tra le sconfitte più clamorose subite dai repubblicani ecco quella avvenuta nel Texas, tradizionalmente Repubblicano (lo è da 32 anni).
Nello stato che ha Austin come capitale, The Lone Star State-Lo Stato della Stella Solitaria, ha vinto una donna democratica. Si chiama, Gina Hinojosa che ha ridotto in brandelli elettorali l’ormai ex governatore trumpiano Greg Abbottne che lascia la carica dopo 12 anni (tre mandati). Hinojosa è diventata la prima donna governatrice del Texas, per giunta anche ispanica.
Hinojosa è nata e cresciuta nella Valle del Rio Grande, poi ha studiato all’Università del Texas. Laureatasi in Legge all’Università George Washington, ha lavorato come avvocata specializzata in diritti civili e del lavoro prendendo la difesa dei lavoratori e dei sindacati. Dopo, eccola arrivare in politica.
Del resto, nella sua storia il Texas era una colonia spagnola, poi fu parte del Messico. Con la nuova governatrice questo Stato ha ritrovato le sue vere radici.
Nello stesso Texas il Dem James Talarico ha sconfitto Ken Paxton, sostenuto da Trump, divenendo il primo democratico texano eletto al Senato dal 1988.


E ancora, in Georgia dove ha vinto la democratica Keisha Lance Bottoms: sarà la prima donna nera governatrice di uno stato USA. È nata ad Atlanta, ha studiato alla Florida A&M University, laurea in Giurisprudenza alla Georgia State University. Ha esercitato come avvocata.
Tra il 2010 e il 2017 consigliera comunale di Atlanta, dal gennaio del 2018 sindaca della città per quattro anni. Successivamente è entrata nell’Amministrazione di Joe Biden come consigliera principale del presidente dirigendo anche l’Ufficio per la partecipazione pubblica della Casa Bianca.
E in New Mexico? Ecco arrivare Deb Haaland la prima donna nativa americana a diventare governatrice. Ha a sconfitto il repubblicano Gregg Hull, imprenditore, da anni sindaco della città di Rio Rancho.
Ex segretaria agli Interni dell’amministrazione Biden scelta dall’allora presidente nel 2020, Deb Haaland vanta però una precedente elezione, anno 2018, al Congresso.
Lei fa parte della tribù Laguna Pueblo ed è stata la prima donna nativa americana eletta alla guida di un partito statale.
David Crowley, ha vinto in Wisconsin, è il primo governatore nero nella storia dei 178 anni di questo Stato americano.
Il democratico è nato e ha vissuto nel nord di Milwaukee da una famiglia di lavoratori in quella che era una realtà cittadina segnata da problemi economici e abitativi. Ha lavorato come organizzatore comunitario e ha partecipato a campagne politiche fin quando nel 2016 è stato eletto membro dell’Assemblea statale del Wisconsin, con il compito di legislatore e responsabilità nel gruppo parlamentare democratico.
Da maggio 2020 ha assunto la direzione esecutiva della contea di Milwaukee. Raggiunti i 35 anni è diventato il responsabile più giovane come primo dirigente nero eletto alla carica. Rieletto nel 2024 con l’85% dei consensi, nel suo mandato ha promosso un piano strategico per la contea e ha partecipato alla negoziazione di una riforma del finanziamento locale dei governi del Wisconsin.
Per quanto riguarda la Camera dei rappresentanti, fra i vincitori democratici Abdul El-Sayed che ha ottenuto la sua vittoria in Michigan contro il repubblicano Mike Rogers: sarà il primo senatore musulmano degli Stati Uniti.
Il candidato democratico al senato, Chris Pappas, ha vinto le elezioni di midterm 2026 el New Hampshire, sconfiggendo il repubblicano John Sununu: ha ottenuto il 56,1% dei voti (325.517 preferenze) contro il 42,1% accumulati da Sununu (244.075 voti).
Pappas è il primo uomo apertamente gay eletto in tutta la storia del Senato USA.
Piccolo quadro su alcune delle cause del disastro trumpiano (la lista completa e sua descrizione, richiederebbe pagine su pagine)
Si illude Trump di giustificare la sua sconfitta attribuendola alla guerra da lui stesso scatenata contro l’Iran.
C’è molto altro alla base della sua debacle.
Il forte disagio sociale statunitense è ben vivo, causato per esempio dalla caccia armata e violenta all’immigrato portata avanti dall’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement) un ente senza freni dato in mano a spietati: pronti ai colpi di fucile e pistola, violenti nel modo di fermare la gente, corpo armato dalle manette facili mentre i presunti sospettati venivano buttati sull’asfalto come fossero pezzi di carne e non esseri umani… e alcuni di questi fermati sono stati pure uccisi in quegli assurdi repulisti dallo stile nazista.
Per non parlare del ruolo ridotto e nascosto delle donne nelle Forze Armate statunitensi, al concetto avvelenato di machismo che vuole solo fisici perfetti e maschi a svolgere il ruolo di militari, come ben indicato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth che ha elencato proprietà e parametri biologici, fisici, oltre che comportamentali rigorosi per il “soldato ideale”. Misurazione dei livelli di testosterone per tutti i militari di sesso maschile dai 30 anni in su e facoltativo dai 30 anni in giù: un livello non buono, preclude la continuazione come soldato.
Secondo questa teoria decisa per scegliere il “maschio perfetto” alle armi, i livelli ottimali di testosterone sostengono la prontezza in combattimento, l’aggressività agonistica, la resistenza e la resilienza fisica. Chi non rientra in tali parametri, niente fucile e baionetta.
Un’assurdità che ha messo in ombra migliaia di militari capaci anche di grandi imprese e ruoli nonostante il fisico non perfetto, magari rotondetto o proprio perché donne, omosessuali o di una mal sopportata appartenenza etnica. Peggio che mai se non cristiani (guai a essere islamici).
Sul lato economico il forte aumento del deficit USA, un PIL che si è appena ripreso nel terzo trimestre (+3,1%) provenendo dal 2,2% nel secondo trimestre (l’Italia fa meglio), ma la previsione sul dato annuo 2026 è solo del +2.4%.
Inflazione praticamente galoppante che a settembre è arrivata a +3,7%, stesso livello al 14 ottobre 2026 superando la previsione del +3,6 (ad agosto +3.4%).
Poi l’assurda azione dei dazi portata avanti stupidamente a mo’ di clava, atto che ha finito col danneggiare le imprese USA in una sorta di rimbalzo negativissimo sulle vendite: per esempio, il muro alzato con l’Europa ha reso difficile commerciare con l’UE, uno dei mercati più ricchi del mondo. Questa che Trump presentò e scatenò come medicina per risanare la produzione e le vendite delle imprese americane, si è rivelata una enorme bufala.
La creazione di posti di lavoro è crollata. tanto che l’ultima rilevazione ha contato soli +29.000 nuovi impieghi, peraltro revisioni al ribasso già manifestatesi nei mesi precedenti.
Sul fronte del rischio di recessione USA, questo è stimato al 25% per i prossimi 12 mesi. La causa? Un nuovo ciclo di inasprimento dei tassi di interesse che forse potrebbe essere portato al 4,25% – 4,50% nel tentativo di domare l’inflazione riducendo la circolazione di denaro.
La pantomima pericolosa del padre-padrone Trump con le sue mire megalomani, la grande e costosissima sala da ballo alla Casa Bianca, il suo ritratto su ogni passaporto statunitense, gli insulti e le prese in giro spietate contro i suoi avversari e contro capi di stato a lui antipatici, trattati come nullità.
Tutto questo lo ha reso una macchietta, tanto da far sorridere e ridere tutti, anche se il Trump è pericoloso per il ruolo da lui ricoperto, presidente di una superpotenza. Tutto questo è stato ben percepito da moltissimi americani, analizzato come uomo insidioso e rischioso. Alla lunga ha forse dato anche l’idea di essere un debole di mente.
Tutto questo ne ha fatto un personaggio sempre meno credibile, la sua mania di egemonia sfacciata che ha ricordato i leader comunisti sotto l’egemonia URSS. Poi la sua ingerenza sul Venezuela favorendone il cambio del potere, i suoi comportamenti del tutto contraddittori sull’invasione russa dell’Ucraina danneggiando in questo modo un possibile processo di pace negoziata. Tanti cambi di posizioni a ogni folata di vento.
Sfacciatamente illuso Trump o spudoratamente mentitore come spesso è stato, per come ha scelto di essere anche nel pubblicizzare versioni che avrebbero dovuto alleviarne/glorificarne la posizione.
Invece queste sue narrazioni ce le ha propinate senza tener conto della realtà dei fatti.
Non è stato nemmeno bravo nel manipolare la realtà a suo uso e consumo. Ma si sentiva in grado di farlo lo stesso, lui intoccabile, ancora ubriaco delle elezioni che lo portarono per la seconda volta alla Casa Bianca.
Però la sbornia della vittoria di due anni fa è passata, ci ha pensato la mannaia delle elezioni di medio termine, Trump oggi ha le mani mozzate.
Le sue possibilità di agire come vero presidente sono estremamente limitate. Camera e Senato USA le ha contro entrambe.
