Ti alzi la mattina mettendo il piede sinistro per primo a terra? Comunista! Lo fai col destro? Fascista! Sto estremizzando il clima odierno, è vero, ma questo rappresenta il grande fallimento delle agorà virtuali, fallimento dei social che nelle intenzioni primitive dovevano rappresentare altro, avvicinare la gente, facilitare i confronti, lo scambio di idee.
Un mondo che impera non solo nei social. La pochezza delle etichette e il gran rumore del nulla che insieme soffocano la concretezza.
Viviamo immersi in un clima che preferisce aizzare la gente e non analizzare i problemi. Molto più facile per i capipopolo, per certi leader e per le truppe cammellate al loro seguito.

Il fallimento-abbrutimento è trasmesso di continuo anche dalle emittenti radiofoniche, dalle trasmissioni televisive, negli eventi di piazza, fra i banchi del Parlamento, lampante anche tra le righe stampate dei giornali, nelle scelte editoriali di testate che determinano titoli e articoli deliranti.
All’improvviso ho visto mutazioni profonde in molti colleghi scriventi che sono letteralmente passati al lato oscuro. La cosa mi ricorda film come The Wolf Man, del 1941, con le paurose trasformazioni del protagonista in lupo mannaro… da piccolo vedere quell’antico film in bianco e nero mi lasciava un retrogusto di disgustosa paura.
Mi fanno paura anche questi colleghi di oggi.
Non esiste argomento che non venga buttato nell’arena del forzato scontro politico, mentre avrebbe bisogno di altro, di trovare soluzioni e proposte. Non essere al centro di risse.
Non si tratta antagonismo fra differenti e opposte ideologie – come vorrebbero farci credere – perché quelle originarie sono morte da decenni. Quelle attuali così sbandierate come fossero storiche ideologie, sono invece meri strumenti, servono solo per rinfocolare gli animi, far scontrare la gente. Per quale motivo? Sperano di guadagnare elettori buttandoli in finte crociate, cittadini utili per uno dei tanti e successivi confronti elettorali d’Italia.
Una tendenza ancora più accesa adesso, in vista delle prossime elezioni nazionali cui parteciperemo nel 2027.
Come tutti abbiamo visto in abbondanza, non accade solo in Italia. Un esempio fra i possibili arriva dalla realtà statunitense e trumpiana. Casi simili abbondano nel mondo.

Frasi al vetriolo, insulti, occhi sbarrati iniettati di sangue, bocche spalancate con lingue vibranti e aerosol salivari mentre si urla contro l’altro o gli si parla sopra. L’italico discorrere, che nei fatti, non è più tale e ben popolato da questo presentarsi alla gente.
È casino estremo.
Sì, lo definisco così.
Non ti fai capire, non devi farti capire anche perché non c’è nulla da far comprendere agli altri.
I contenuti annegano irrimediabilmente nel verde livore, nel rosso rabbia, in un buco nerissimo. È un effetto voluto.
Vogliamo vedere quindi quanta gente si aggiungerà al grande parco assenti delle sezioni elettorali?
Intanto i problemi quotidiani della gente spariscono dietro questa cortina irosa e falsamente politico-ideologica. Proposte e soluzioni sono sempre più evanescenti, veri e propri fantasmi.
Non è la prima volta che prendo questa posizione, ho già raccontato questo stato d’animo che accomuna le persone pensati, quelle che non sono un’eccezione nel totale della popolazione.
Non ancora almeno.
