Che strano che è l’essere umano dei condomini. Ha comportamenti particolari, spesso estranei a ogni logica. Capita che si manifestino quelle trasparenze condominiali, come io le definisco (immagine di pvproductions su Freepik).
Mi ero già dedicato a una descrizione di queste particolari fenomenologie sociali (articolo a questo link), ma viverle, frequentarle e conoscerle arricchisce quotidianamente il mio/nostro bagaglio di esperienze. Prima o poi dovrò scrivere un saggio.
Trasparenze condominiali
In questi giorni il caldo mette a dura prova le qualità fisiche e psiche. Esiste però chi vuole aggiungere un ulteriore peso sbandierando a tutto il mondo la personale ignoranza del saper vivere.
Vi racconto.
Si tratta dello stesso condominio signorile che è stato protagonista del mio precedente articolo.
Esco dal portone del palazzo, mi avvicino a quello di servizio dell’intero complesso. Apro il cancelletto, sto per uscire. In lontananza riconosco una condomina.
Faccio segno se desidera che le lasci aperto il piccolo cancello secondario. Troppo distante per dirglielo a voce, dovrei praticamente urlare e non va bene.
Così lascio accostata l’apertura. In questo modo la giovane signora potrà fare a meno di rovistare nella borsa per cercare le chiavi.
Lei però non dà alcun segno di aver colto o apprezzato il mio gesto.
Proseguo allontanandomi dal cancelletto.
Percorrendo il vialetto ci si avvicina l’uno all’altra. Si sta trasformando in un confronto alla mezzogiorno di fuoco… e non so perché.
A mezzo metro abbondante tra noi, sorrido e sto per dire qualcosa, almeno un breve saluto, ma… lei mi guarda e prosegue col suo sguardo perso verso l’infinito, oltre la mia spalla destra, oltre la mia testa.
Devo aver perso concretezza, non esisto più.
Forse sono diventato trasparente come il vetro o l’aria…
Il caldo eccessivo mi ha fatto evaporare lasciandomi solo un barlume della coscienza che fu?
Falcata decisa lei, mento orientato verso l’alto degnando appena di uno sguardo quel mondo che sta lì così in basso.
La condomina mi oltrepassa, prosegue, spinge il cancello che le ho lasciato aperto, lo fa sbattere chiudendolo alle sue spalle mentre si perde tra vialetti e aiuole del condominio.
Ma io mi vedo, riconosco la consistenza delle mie mani, mi tasto il corpo e lo sento ancora solido. Non sono ancora evaporato e mi sento consistente.
Devo togliermi il dubbio.
Arrivo in smacchiatoria e la titolare mi saluta con un “buon pomeriggio!” accompagnato da un gran sorriso. Poi mi consegna l’abito che ha pulito e rinfrescato. Pago con la carta. Due battute e via.
Sì, esisto! Non sono diventato trasparente, né il mio corpo è evaporato in un fil di fumo per il troppo caldo.
Una sola conclusione.
Maleducata e xxx più volte la condomina altezzosa (con me poi!). Aggiungete a vostro piacere gli epiteti che ritenete più appropriati per quella donna.
Non c’è neppure la scusa di un suo difetto di vista: la condomina dovrebbe NON vedere – e molto – sia da lontano che da vicino, situazione che le impedirebbe di andare in giro.
È “solo” maleducata e xxx e xxxx e xxxxx!
Sì, il microcosmo dei condomini ti presenta spesso la varia e avariata umanità racchiusa in un campionario ristretto e subito disponibile. Un campione da laboratorio spesso ricolmo di germi.
Come quell’altro condomino arrivato in casa insieme all’amministratore di condominio per risolvere una questione importante. Personaggio che dopo due ore abbondanti di necessario confronto, disse, “non mi importa quello che lei dice!” Con amministratore stupefatto, sbalordito.
Alla seconda ripetizione della frase buttai fuori per le scale il maleducato incallito.
Il problema lo risolsi da solo con l’amministratore.
Ma questa è un’altra storia.

Come dice il proverbio, Giuseppe, il mondo è bello perché è avariato… 🙂
Il tuo articolo mi ha fatto venire in mente episodi analoghi nel mio, di condominio, anche se da me lo sguardo-che-non-vede è da parte di alcuni figli di condomini, in particolare uno: finché aveva 10-12-13 anni attribuivo il suo passare accanto a quel misto di timidezza e “non cale” tipico del preadolescente – giovane adolescente. Ma ora che di anni ne avrà 18 o 20, effettivamente fa vivere una bruttissima sensazione, quel passarti accanto come fossi trasparente…
Però sai una cosa, Giuseppe? Queste persone, questo ragazzo, la tua condomina, lì per lì fanno rabbia, ma poi – almeno a me – fanno pena: mi chiedo quanto scarsa e scarna sia la loro vita sociale, e mi rammarico per loro. Lo so, sono un buono…
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Molto avariato il mondo e non per colpa del caldo , né per il cambiamento climatico è non per la CO2 😄
Sono cause interne, educazione prima di tutto perché sé questa c’è, è come respirare, vince pure su difficoltà caratteriali.
Poverini passeranno per sempre per maleducati e non sarà facile anche perché molti smetteranno di porgere gesti attenti nei loro confronti: non si vive solo nel piccolo ambito familiare o di amici stretti
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