Nonni, tra i ricordi del passato e la vita di oggi

Figure fondamentali, messaggeri di amore e di ricordi, sostegno e attenzioni. I nonni che hanno trasmesso anche solidità. Indimenticabili. Ecco perché si celebra in tutto il globo la Festa dei Nonni.

Li ho avuti accanto a lungo, ma da molti anni non ci sono più. Li rammento sempre con tenerezza tra la metropoli siciliana di Catania e Caltagirone che mio padre, i suoi fratelli e i miei nonni paterni etichettavano spesso e simpaticamente come la petit Paris.

Mi si apre un mondo del passato. Riconosco di essere stato molto fortunato.

Il ricordo di nonna Margherita Attisani Geraci che quando tornavo a Catania mi diceva sempre “ma quanto si fattu magru!“. Al contrario, avevo messo su chili. E io ridevo, ero incantato da questa forma espressa di affetto.
Lei subito a prepararmi i piatti siculi che amavo, a cominciare da pietanze in agrodolce come la zucca fritta con olive nere.
Che bontà e quanto amore.

E mio nonno Peppe? Al secolo Giuseppe Grifeo di Partanna, di antichissima famiglia storica.
Ero sempre sulle sue ginocchia a giocare con lui e vecchi, sfiziosi giocattoli, affascinanti e senza pari rispetto ai giochi a me contemporanei e moderni.
Mi regalava fumetti e libri, ci mettevamo alla sua antica scrivania, quella che oggi ho nel mio studio. Un pezzo di lui (ma non solo questa scrivania) che ho ancora oggi con me.

Due famiglie diverse, quella materna fatta da magistrati e professori universitari, procuratori del Re, notai. Filosofo e storico mio nonno Salvatore Geraci con il suo retaggio adranita, amico di Benedetto Croce (link all’articolo su di lui che ho pubblicato sul quotidiano La Sicilia).

Il lato Grifeo e di mia nonna Nella-Sebastiana Gandolfo di San Giuseppe, con il loro carico di storie e storie che risalgono a secoli e secoli precedenti. Quasi un’atmosfera magica.

Tutto calato nell’amore totale.

Due famiglie diverse, ma con fondamentali nuclei in comune: la correttezza, l’amore per la libertà e forza per lottare in modi diversificati per esse.
Cosa che li portò a essere in contrasto col regime fascista dell’epoca, a aiutare gli altri anche concretamente, come quando a Caltagirone serviva aiuto alla gente nel corso della guerra. Ci fu anche una vittima, Carmelo Salanitro (qui ne ho scritto), primo cugino di mio nonno Salvatore, anche lui professore catanese, membro del Partito Popolare che era stato fondato da da Don Luigi Sturzo.
Carmelo fu arrestato nel 1940, processato nel 1941 e condannato per offese al Duce e a Hitler mentre, al massimo, era stato ispiratore di volantini inneggianti al pacifismo.
Carmelo fu trascinato prima in prigioni del centro Italia, poi in una sorta di nostrano campo di concentramento al Nord, infine deportato dai tedeschi: morì nel Campo di concentramento di Mauthausen, il 24 aprile 1945, gasato dai nazisti che cercarono di sterminare il numero più alto possibile di prigionieri visto che gli alleati stavano arrivando.
Una vita orribile tra Mauthausen e Dachau dove gli ruppero gli occhiali. Lui molto debole di vista, costretto a camminare rasente i muri o a quattro piedi, altrimenti non avrebbe visto dove andava.

Tantissimo ci sarebbe da raccontare, ma è cosa da inserire in un altro articolo.
Posso solo affermare che diedero tanto amore, solidarietà e seppero sopportare anche grandi sofferenze.

Oggi invece sono i miei genitori, papà Silvio e mamma Letizia a essere nonni di quella magnificenza di nipote, Riccardo, figlio di mio fratello Salvatore e di Laura.

Adesso rivedo nei miei genitori le stesse preoccupazioni, amore e attenzioni che i miei nonni avevano per me, la cura, la preparazione di piatti speciali e tutto il resto.

Patrimonio inestimabile i nonni.

Di seguito alcune foto dei miei e in ultimo quelle di mamma e papà, oggi appunto nonni di Riccardo.

Felici nonni per tutti, anche nei ricordi!

Tanto per dare un’idea generale sulle foto che ho inserito (il nome del file di ogni immagine contiene i nomi dei protagonisti), inizio con i nomi dall’alto in basso.
– Nonna Margherita Attisani Geraci che nella prima immagine è con mia madre Letizia, mentre nella seconda foto è con mia zia Antonietta, sorella di mamma. Mia nonna Margherita con un bambino appena nato? Quella cosa minuscola piena di capelli con e senza ciuccetto sono io.
Poi, nonno Salvatore Geraci e dopo loro due insieme.
– A seguire, nonno Peppe-Giuseppe Grifeo di Partanna, nonna Nella-Sebastiana Gandolfo di San Giuseppe (in una foto lei appare con la sorella gemella, entrambe a Caltagirone soprannominate per gioco le Gemelle Kessler per la loro altezza e per essere bionde, comunque chiare).
Nell’ultima foto, Nonno Peppe con me e con i cugini Massimiano e Alice.

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