Si vede imperatore ai munera gladiatoria, ma vale meno di un pizzico di sabbia dell’arena

Quel video ridicolo dell’italico “generale” in vesti da imperatore con moglie che alza il dito medio – una volgarità totale – svela e conferma solo in parte i motivi della pessima opinione che ho sul personaggio.

Del resto, le altre cose dichiarate e affermate in precedenza dal portagalloni lo hanno già denudato nella sua mancanza di sostanza. E vorrebbe essere leader nazionale…
Già questo Paese non è messo bene, adesso non ci voleva proprio una zecca in mimetica.

Perché dico la mia solo adesso su questa ciliegina video-imperiale vannacciana?

Perché tre persone che conosco e che seguo-leggo, tre con idee particolarmente conservatrici, mai avrebbero avuto apprezzamento per simili personaggi-macchietta pericolosi, ma adesso seguono il portagalloni.

Non mi spiego ancora come possano esistere persone che gli diano retta o che utilizzino termini come “stima” nei confronti di questo portacampionario dell’assurdo.

Ora il personaggio in questione si è messo pure a scimmiottare le ridicole trovate trumpiane utilizzando video. In questo modo arricchisce il suo dipinto a tinte oscure, grottesche. Forse neppure negli spettacoli dell’avanspettacolo scadente di anni fa sarebbe stato preso.

Perché il portagalloni è alla ribalta?

Il primo male è originario, nell’idiozia dell’informazione odierna. Colpa delle tante ospitate e interviste iniziali per quella cosa orrenda del suo libro, momenti che ne hanno fatto il perfetto personaggio social di successo: sostanza molto molto minimal, praticamente nulla, tante ovvietà, slogan a oltranza fino alla nausea, nessuna capacità di proporre programmi e progetti, nemmeno minime proposte (tranne che per gare di nuoto), frasi facili facili che titillano aspetti particolari di certi animi.

La colpa ricade anche sul facente funzioni di politico e ministro che lo candidò per la prima volta e che poi ricevette dal neo eletto portagalloni un bel calcio nel sedere: ripagato quindi con pesante moneta sonante da un suo simile.
Tanto simili che i due adesso sono in gara per l’opzione candidatura politica di colui che ha sparato alle spalle di rapinatori in fuga su pubblica via, colui che ha preso a calci in testa uno dei tre rapinatori mentre stava morendo, colui che nel 2005 entrò nella casa dei genitori del fidanzato della figlia (già da lui aggredito a pugni) minacciandoli tutti con una pistola: in quell’occasione morti non ne fece, patteggiò la pena di due mesi che fu sostituita con una multa di 2.280 euro per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma. È uno avvezzo all’uso “disinvolto” delle armi invece che chiamare le Forze dell’Ordine.
Un perfetto candidato per i due politicanti dell’orrore.

Oggi per primeggiare – in malo modo – bastano emozioni basiche urlate e ripetute. I fatti e le idee programmatiche contano poco. Il portagalloni è campione di questo meccanismo. I pensieri non servono. A lui sono congeniali le sfide di nuoto lanciate ad avversari che cretinescamente si prestano al presunto gioco testosteronico.

Forse il portagalloni crede di poter applicare oggi la politica del panem et circenses, quella che nell’Antica Roma usava i giochi per distrarre la popolazione mantenendo il consenso verso la classe dirigente.

Oggi viviamo tempi veramente ridicoli.

Sono sicuro che se i padri della patria avessero potuto osservare il loro futuro nello scenario attuale, si sarebbero astenuti dal continuare a operare per fare dell’Italia una Nazione.

Questo Paese non ha proprio bisogno di coprire di ulteriore ridicolo un panorama politico già compromesso.

Non ho potuto fare a meno di affezionarmi al pensiero di Gianfranco Paglia, Tenente Colonnello in carrozzina per ferite alla colonna vertebrale nel 1993 (colpito da tre proiettili a Mogadiscio), decorato con medaglia d’oro al valor militare, un militare che sul vannacciano pensiero è stato spietato. Paglia ha detto cose ben precise e nette sul portagalloni di questi ultimi anni, pronunciate con efficienza militare e umana. Il Tenente Colonnello ha pure aggiunto come Vannacci abbia macchiato l’uniforme (non di certo per il video imperiale, naturalmente).
Paglia non è di certo un fan della sinistra…

Ai posteri l’ardua sentenza mentre spero in un rinascimento del pensiero in questa società che fu di grandi del passato, di tutte le epoche, dalle origini sicule e sicane, etrusche, greche, romane, bizantine, longobarde, cristiane, ma anche musulmane, normanne, rinascimentali, dei grandi dell’Italia unita in Regno, della Repubblica di valore che liberò e ricostruì il Paese, una grandezza NON PIÙ possibile in questo XXI secolo. Non adesso almeno.

Spero in un ritorno di principi (mettete l’accento di lettura nel punto che più desiderate 😉).

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