Sesso e divinità, specchio della società dei faraoni, la contesa in tribunale fra Seth e Horus, uno vuole possedere l’altro, ma viene… raggirato

Seth disse a Horus:Vieni, passiamo una giornata di festa a casa mia”. E Horus rispose: “Lo farò, in verità, lo farò”. Quella notte Seth ebbe un’erezione e lasciò scivolare il suo membro fra i lombi e le cosce [fra glutei e cosce] di Horus. Ma Horus (che era sveglio e vigile) mise le sue mani fra le proprie cosce e catturò il seme di Seth.
Questo è un breve estratto dal racconto sulla contesa fra preminenti divinità del pantheon egizio, Seth e Horus. Entrambi fanno di tutto per accaparrarsi il predominio fra gli dei e la Terra. In questa contrapposizione il sesso ci entra tutto con lo zio che a riprova della sua forza vuole possedere il nipote. Horus è figlio di Osiride che, a sua volta, è fratello di Seth. Il punto scatenante è quanto accade tra i due proprio nel giardino di Seth nell’unico letto che è stato preparato per loro.
Il testo fa parte del patrimonio della grande tradizione letteraria egizia ed è contenuto nel papiro Chester Beatty I (nell’immagine d’apertura) oltre che, in frammenti, all’interno di altri scritti precedenti. La vicenda viene data al lettore in uno stile di pura narrativa da intrattenimento, non secondo un modello espositivo mitologico-epico. Gli antichi egizi dovevano viverla e riconoscersi.

In questo articolo:

  • Presentazione e testo tradotto dal racconto sulla contesa fra gli dei Horus e Seth;
  • Sesso e sessualità lungo le rive del Nilo;
  • L’Ennade, tribunale degli dei maggiori;
  • Bibliografia.

Restando sul tema, ne approfitto per richiamare qui un mio precedente articolo sul Papiro Erotico-Satirico di Torino (catalogo: Papiro 55001).

Lo scontro fra Horus e Seth avviene al Tribunale degli dei che questa volta è presieduto da Ra-Harakhti (Ra [che è] Horo sui due orizzonti), il dio sole nel suo percorso da est a ovest simboleggiando allo stesso tempo la luce dell’alba e quella del mezzogiorno.
Questo consesso di divinità giudicanti, noto come la Grande Enneade, è fatta appunto da nove dei che devono valutare il susseguirsi di testimonianze, racconti, sfide.

I nove dovranno decidere chi sarà il vincitore fra i due divini contendenti.

Horus è nato dopo la morte di suo padre Osiride e da quel fatto inizia la contesa con suo zio Seth per la Corona d'Egitto, per il predominio sulla Terra.
Da qui il mito, ma anche la struttura politica creata oltre 3.000 anni prima di Cristo come fondamento dell'origine divina dei faraoni: per la mitologia nilotica tutti i sovrani d'Egitto discendono da Horus.

Allora [ndR: Horus e Seth] furono condotti davanti all’Enneade.

Poi il Signore dell’Universo parlò davanti alla grande Enneade, a Horus e a Seth: “Andate e ascoltate ciò che vi ho detto; mangiate, bevete, e viviamo in pace, e smettiamo di litigare così ogni giorno”.

Allora Seth parlò a Horus: “Vieni, passiamo un giorno felice nella mia casa”. Allora Horus gli disse: “Lo farò, in verità, lo farò”.

E quando fu sera, il letto fu preparato per loro ed entrambi vi si coricarono. Durante la notte Seth fece irrigidire il suo membro e lo fece passare tra i lombi di Horus [ndR: sarebbe fra glutei e cosce]. Allora Horus mise le sue due mani tra i suoi lombi e afferrò il seme di Seth.
Allora Horus andò a parlare con sua madre Iside: “Vieni da me, o Iside, mia madre! Vieni a vedere ciò che Seth mi ha fatto!”, aprì la mano e le fece vedere il seme di Seth.
E lei gridò forte, afferrò il suo coltello e gli tagliò la mano e la gettò nell’acqua. E gli trasse una mano di pari valore.
Allora prese una goccia di dolce unguento e la mise sul membro di Horus. Lo fece diventare rigido, essendo stato messo in un vaso e fece scorrere il suo seme in esso. Allora Iside andò con il seme di Horus al mattino nel giardino di Seth.

In breve, Iside è talmente inorridita da quello sperma di Seth sulla mano del figlio che gliela taglia subito per sostituirla con una nuova mano ugualmente valida e divina, simile a quella appena recisa e buttata in acqua.

Poi la dea inizia a imbastire l’inganno che segnerà la sconfitta di Seth.

La mattina dopo (avendo raccolto in un vaso il seme di Horus) Iside si recò nel giardino di Seth.

E lei parlò al giardiniere di Seth: “Quale erba mangia Set qui con te?”.

E il giardiniere le rispose: “Non mangia nessuna erba qui con me, eccetto la lattuga”.
Così lei cosparse le piante di insalata con il seme di Horus.

E Seth venne come al solito ogni giorno e mangiò la lattuga che era solito mangiare. E si alzò incinto del seme di Horus.

E Seth andò a parlare con Horus: “Vieni, andiamo, affinché io possa contendere con te nel tribunale”.

Allora Horus gli disse: “Lo farò, in verità lo farò”.

Il dio Min

Perché Seth mangia la lattuga?

È perfetta simbologia di forte virilità, in modo da far capire che pure la sua potenza è ben attiva.

Infatti, la varietà di lattuga ꜥbw (pronuncia: abu) citata nel testo in geroglifici è la Lactuca sativa, varietà remota della pianta che spesso è raffigurata nelle rappresentazioni del dio itifallico della fertilità Min.
La connessione tra questo dio e la lattuga deriva dalla linfa lattiginosa di questo vegetale le cui proprietà sessuali saranno state suggerite in parte dalla naturale appropriatezza del latte come simbolo di fertilità e in parte dalla somiglianza di questa linfa con il seme umano [dottor L. Keimer in Zeitschrijt fUr agypt. Sprache, 59, 140]

Tutto quanto accade, insieme a tutti i particolari del caso, viene raccontato nel papiro fra le testimonianze deposte davanti all’Ennade.
Non si tratta di uno scontro fra terribili dei con fantastici poteri scatenati in una lotta, armi incredibili e inenarrabili forze fisiche divine.
Nulla di così filmico.

Seppur molto particolare, è una causa in tribunale.

In Egitto la gente desiderava racconti per divertirsi su aspetti grotteschi e comici legati al sesso, ma questa contesa è anche un’allegoria, un modello narrativo sulla società egizia di tutti i giorni. Proprio la vita quotidiana ai tempi dei faraoni era costellata da tante cause giudiziarie. La gente del Nilo amava misurarsi nei tribunali, le querele fioccavano con una certa abbondanza, i magistrati avevano il loro bel da fare. Basta immaginarsi solo le cause di divorzio che potevano essere intentate sia dai mariti che dalle mogli. Sì, anche dalle mogli nei tremila anni di storia di quella civiltà.

Il papiro Chester Beatty I è conservato nella Biblioteca Chester Beatty, struttura fondata a Dublino nel 1950 per accogliere le collezioni del magnate Sir Alfred Chester Beatty. L'antico documento egizio fu ritrovato in ottime condizioni, la scrittura usata originariamente è lo Ieratico. Siamo in epoca ramesside, XX dinastia, prettamente imperiale, quindi nel Nuovo Regno storicamente maturo. Il rotolo è scritto su entrambi i lati: da una parte le poesie d'amore, i sentimenti, dall'altro lato invece la storia su Horus e Seth.

Nello svolgersi del racconto, Seth pensa di aver fatto prevalere il suo potere su Horus possedendolo, ha quindi fretta di arrivare al Tribunale e fare una bellissima figura, aver dominato sul figlio di Iside e Osiride.
Invece, è Horus che vince con un sottile stratagemma. Il figlio di Iside non si è fatto possedere privando al contrario l’altro della sua potenza. Va in scena il ribaltamento finale della situazione, l’inganno ai danni di Seth, il furbastro che viene giocato.

Davanti al capo dell’Ennade e ai nove dei, Horus rivendica “l’ufficio regale di suo padre Osiride”. Questa capacità di imbrogliare Seth gli fa guadagnare molti punti, decisivi per la sua causa.

Seth, che di fronte al Tribunale dichiara di aver agito come un uomo su Horus, viene però sbugiardato e preso in giro. Horus dice che il seme di Seth non è in lui, semmai è il suo seme a essere dentro Seth.
Chi, quindi, ha agito come uomo sull’altro e merita la corona d’Egitto per la sua intelligenza?

Occorre una prova inequivocabile.

A questo punto si fa avanti Thot, il dio della sapienza, della scrittura, della magia.
Lui ordina che il seme di Horus e quello di Seth si manifestino.

Lo sperma  di Seth risponde dall’acqua, proprio lì dove Iside lo aveva gettato insieme alla mano tagliata al figlio Horus.

Lo sperma di Horus esce invece… dalla fronte di Seth!

Tutti inorridiscono, ma è la prova definitiva che è stato il figlio di Iside a rendere pregno il suo avversario marchiandolo col suo seme.

Alla fine è Horus a vincere, mentre Seth, nero come una grande nuvola di tempesta, si esprime con il fragore dei tuoni.

[traduzione fedele]

Allora entrambi andarono al tribunale e si presentarono davanti alla grande Enneade.

E fu detto loro: “Parlate di voi stessi”.

Allora Seth disse: “Che mi sia dato l’ufficio di Sovrano, poiché quanto a Horus, questo stesso che sta qui, ho compiuto valorose gesta di guerra contro di lui”.

Allora l’Enneade gridò a gran voce, ed essi ruttarono e sputarono davanti al volto di Horus.

Allora Horus rise di loro. Quindi, Horus fece un giuramento a Dio dicendo: “Falso è tutto ciò che Seth ha detto. Che il seme di Seth sia evocato, affinché possiamo vedere da dove risponderà! E che il mio sia evocato, affinché possiamo vedere da dove risponderà!”.

Allora Thot, il signore delle parole divine, lo scriba della verità dell’Enneade, pose la mano sul braccio di Horus e disse: “Esci, o seme di Seth!”.

Ed esso gli rispose dall’acqua nella palude.

Allora Thot pose la mano sul braccio di Seth e disse: “Vieni fuori, o seme di Horus!”.

Allora gli parlò: “Da dove dovrei venire?”.

Allora Thoth gli parlò: “Esci dal suo orecchio!”.

E gli parlò: “Escirò dal suo orecchio, io che sono un’effusione divina?”.

Allora Thoth gli parlò: “Esci dalla sua fronte!”.

Allora il seme di Horus uscì come un sole d’oro dalla testa di Seth.

Le traduzioni sono prese da The Library of A. Cheser Beatty description of a hieratic papyrus with a mythological story, love-songs, and other miscellaneous text, di Alan H. Gardiner, F.B.A.


Sesso e sessualità lungo le rive del Nilo nella società dell’Antico Egitto

Sul sesso e sulla sessualità, lo stile di vita egiziano aveva aspetti-atteggiamenti differenti rispetto alle altre popolazioni e civiltà dello stesso periodo, a cominciare dalla Mesopotamia e dal Retenu che comprendeva il Medio Oriente bagnato dal Mediterraneo, dalla Siria al Sinai.
Peculiarità molto differenti anche rispetto alle altre popolazioni confinanti dell’Africa.

Il sesso era vissuto con maggiore spavalderia, in maniera disinibita, naturale, senza preclusioni di sorta. Esistono scritture erotiche arricchite da immagini molto eloquenti e senza veli.
Sull’omosessualità i testi sono invece avari, non si condanna e non si favorisce, l’unica cosa che viene vista – a volte – con fastidio è assumere ruoli femminili, ricettivi se così si può dire.
L’Egittologia ha preso l’avvio come disciplina scientifica dal 1822 con l’inizio delle traduzioni dai geroglifici grazie a Jean-François Champollion, quindi nell’Inghilterra vittoriana e delle epoche successive che hanno voluto mettere le braghe a testi e a immagini sessuali egiziane favorendo descrizioni più sensuali, carice d’amore, di bellezza, di sentimenti.
Sappiate invece i figli del Nilo ci hanno tramandato testi – anche sculture – con sesso carnale, parecchio lussuriose, ma è materia che per oltre due secoli è stata molto, molto meno diffusa/divulgata dagli egittologi.

L’Ennade, tribunale degli dei maggiori

Il numero nove Psḏt indicava la pluralità e la totalità nell'originario e unico dio creatore Atum che si manifesta in molteplici modi divini. Lui, nelle leggende più antiche e più seguite dalla società faraonica, è a capo dell'Ennade.
Esplorando i Testi delle Piramidi per indicare l'Enneade divina viene ripetuto nove volte il geroglifico “dio”, nove segni raggruppati in tre gruppi. Secondo le regole grammaticali egiziane, tre segni insieme vogliono indicare il plurale. In questo caso è come se fosse rimarcato l'essere divino come unico e plurimo al tempo stesso, nelle sue diverse funzioni unite.
Atum o Atum-Ra il creatore: nel remoto periodo che precedette la Creazione, quello delle acque primordiali di NUN, da queste emergeva solo una collina. Su questo promontorio si poggiò Atum, il dio auto generato. Su quel punto questa divinità si masturbò generando gli dei figli Shu e Tefnut, l'aria e l'umidità, che a loro volta unendosi diedero vita a Geb, la terra, e a Nut, il cielo notturno.
L'universo stava nascendo e prendendo forma...

Storicamente l’Ennade del pantheon egizio era definito dalla cosmogonia eliopolitana grazie ai sacerdoti della città di Eliopoli o Ỉwnw in egiziano, da pronunciare Iunu. Era città storicamente patria delle più grandi architetture religiose d’Egitto, centro oggi individuabile lungo la sponda orientale del Nilo nell’area distrettuale del Cairo. Non rimane molto del sito perché le sue strutture furono saccheggiate per la costruzione del Cairo in periodo medievale.

Nel disegno urbano di Eliopoli dominava il grande tempio di Ra, il dio del Sole, da qui il più tardo nome greco, πόλιςHeliopolis, città del Sole. Troneggia ancora oggi l’obelisco rosso, detto così perché appunto scolpito in granito rosso, l’obelisco il più antico del mondo, fatto erigere dal Faraone Senusret I (XII Dinastia) che regnò dal 1962 al 1926 a.C.
Ben prima dell’Egitto unito e dei faraoni la grande struttura templare era già formata e attiva in quel periodo predinastico che si può far risalire anche fino al 3900 a.C. e che vide raggrupparsi sempre più le piccole regioni locali, i distretti o, come detto in egizio, i nomi (il XII Nomo aveva Eliopoli per capitale) fino alle due entità amministrative macroscopiche del Sud-Alto Egitto e del Nord-Basso Egitto (il delta del Nilo).
Nel 3150 a.C. circa ecco il primo faraone, l’unificatore della nazione, Narmer/Meni-Menes. Il Paese dei Faraoni entrò nel periodo dell’Antico Regno e nella sua storia dinastica, quella che sarebbe durata fino al dominio ellenistico dei Tolomei. Fra alti e bassi, Eliopolis rimase sempre luogo preminente come centro religioso-amministrativo in forza dell’originaria cosmologia solare.

Tornando al consesso dei nove dei, questo era composto da Atum il Creatore, dio primordiale del Sole, Shu e Tefnut, l’aria e l’umidità, figli di Atum, Geb e Nut, la Terra e il Cielo, figli di Shu e Tefnut, infine Osiride, Iside, Seth e Nefti, forze della natura, la fertilità, il caos e la rinascita, figli di Geb e Nut.

Bibliografia principale

1 – The Library of A. Cheser Beatty description of a hieratic papyrus with a mythological story, love-songs, and other miscellaneous text, di Alan H. Gardiner, F.B.A.

2 – Sessualità, sesso e oscenità fra Egitto Antico e Moderna Egittologia
Conferenza al Museo Egizio di Torino del 3 dicembre 2019
di Luigi Prada
Oxford University
Faculty of Oriental Studies/University College

3 – L’Egitto dei Faraoni: storia civiltà, cultura, di Federico A. Arborio Mella, Mursia Editore, pubblicato per la prima volta nel 1976, rivisto più volte in successive edizioni

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