Un altro mondo quello del 2012, eravamo tanto diversi. Una realtà sociale ed economica molto lontana dall’attuale 2026. Portafogli vuoti e paura di non farcela riducendo le spese, eliminando i sogni, dando spazio alla concretezza. “Piccola e a GPL l’auto dei romani” il 5 settembre di 14 anni fa un mio sondaggio sulle pagine del quotidiano nazionale Il Tempo. Andai ad ascoltare chi vendeva le auto avendo quindi il polso aggiornatissimo sul mercato e sulla gente.
Venne fuori una panoramica che non era solo una sequenza di numeri. Fu un ritratto socio-economico che oggi appare quasi alieno, soprattutto nelle soluzioni possibili per l’acquisto di un mezzo, sulle capacità economiche e sull’organizzazione di spesa delle famiglie. In quel periodo le possibilità dei singoli erano ridotte e/o si stava molto più attenti cercando un forte risparmio.
Le vendite di automobili calavano dal 30 al 40 per cento.
Economia Italia 2012 - Prodotto Interno Lordo (PIL) crollato di circa il 2,8%, disoccupazione in forte crescita, orientamento più restrittivo delle politiche di bilancio nazionali, il maledetto spread tra i BTP italiani e i Bund tedeschi salì a vertici incredibili evidenziando un'economia italica in piena crisi. Il Governo Monti impresse una rigidissima stretta economica per riequilibrare i conti del Paese. Proprio il 5 settembre Palazzo Chigi affrontò diverse linee economiche per misure, riforme strutturali e contenimento della spesa statale. La cinghia doveva essere stretta oltremisura.
In tutta l’area dell’euro l’attività economica in termini reali si ridusse, soprattutto per la debolezza degli investimenti e dei consumi privati e, nonostante questo, l'inflazione raggiunse il 2,5%.
La soluzione elettrica o ibrida era ancora agli abbozzi, soprattutto la prima. L’ibrido era visto come una cosa strana, roba troppo giapponese, anche se Toyota iniziò a vendere la Prius nel 2000, con pochi numeri però. Il balzo in avanti fu proprio nel 2012 con il lancio della Yaris Hybrid facendo registrare numeri ancora limitati.
Il prezzo medio dei carburanti in Italia all’inizio di settembre 2012:
- circa 1,81-1,89 €/litro per la benzina;
- 1,76-1,79 €/litro per il diesel;
- circa 0,80 €/litro per il GPL.
Per l’ennesima volta anche 14 anni fa si parlava di tagliare drasticamente le accise, ma nulla avvenne, come al solito. Erano prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli dell’attuale agosto 2026, ma all’epoca la gente era spaventata, aveva meno denaro in tasca, preferiva limitarsi nelle spese. Momento nero.
Qui di seguito i prezzi carburanti di questo 21 agosto 2026:
- circa 2,005 €/litro per la benzina;
- 2,122 €/litro per il diesel;
- circa 0,724-0,869 (dipende dalle regioni) €/litro per il GPL.
Bisognava risparmiare, questo era il passaparola, quindi la maggioranza degli acquirenti era lì a comprare auto con impianto GPL. Molte vendite anche sulle diesel, il secondo preferito dalla gente che era spinta pure dalle istituzioni, da riviste specializzate, da rapporti, da relazioni che presentavano tale motorizzazione come più ecologica rispetto al benzina.
Il diesel, dopo il GPL, faceva risparmiare tanto alla pompa: per gli stessi chilometri un’auto diesel usava meno carburante rispetto al benzina, caratteristiche che tutti conoscevano dagli anni 70 insieme alla maggiore robustezza di tali propulsori. Questa motorizzazione era vincente anche perché nei decenni si era molto evoluta in prestazioni ed efficienza.


Il sondaggio pubblicato in quel 5 settembre 2012 mise in evidenza un altro punto, il consumatore si dirigeva con forza verso il mercato dell’usato che cresceva continuamente.
Parallelamente, le auto importanti e con cilindrate troppo grosse diminuivano nel volume delle vendite.
Di seguito quella mia inchiesta-sondaggio trascritta su questa pagina del blog.
Quattro Ruote in crisi – A picco i veicoli sopra i 2000 cc di cilindrata benzina e diesel
Piccola e a GPL l’auto dei romani
I concessionari: «Le vendite sono diminuite dal 30 al 40 per cento»
Costi – Le scelte in base al prezzo della benzina e delle assicurazioni
▪ Deve costare massimo 10.000 euro, avere l’alimentazione Gpl o diesel, essere piccola. E l’auto che oggi rappresenterebbe il 30-40% delle vendite a Roma. La gente ha terrore dell’enorme costo dei carburanti, delle assicurazioni, del bollo e, ancora di più, degli accertamenti fiscali, quindi basta con le auto di cilindrata anche media. «Roma risente molto più della provincia di uno slittamento dell’acquisto da parte dei clienti – dice Francesco Tesoro, ad di Auto K, Gruppo Rosati – preoccupati per l’andamento economico e del mantenimento del posto di lavoro: forte l’orientamento verso il basso di gamma».
Sei i punti della concessionaria Hyundai nel territorio romano. «Le situazioni sono variegate in relazione a marchi e modelli – continua Tesoro – nel gruppo tiene bene Hyundai che ha diversi nuovi modelli, dalle piccole, ma tiene anche Land Rover, anch’essa con un nuovo modello. Il medio di gamma si sta fermando, tranne il fenomeno Suv IX35. Oggi chiudiamo bene il 15% dei contatti, non più del 10 per le auto medio-alte e oltre il 30 per le piccole. Il Gpl raggiunge quota 50%».
Su via Prati Fiscali l’unico punto vendita della Ege Srl che vive una sua realtà: «Il cliente va soprattutto sull’usato. Il lavoro è calato del 30% – dice la titolare, Evelyn Vicentini – a picco le cilindrate sopra i 2000 cc benzina e diesel. Venderemo oltre il 30% di auto piccole, 7 su 10 diesel o benzina portate a Gpl. I clienti vorrebbero un’auto piccola, a Gpl, con 5 porte, a non più di 5.000 euro».
Lì vicino, la storica ex succursale Fiat/Lancia, su via Salaria 665, oggi concessionaria marchi Fiat del gruppo Gestar-Rosati. «Lo zoccolo duro rimangono le auto piccole – rimarca Antonino Vari, direttore commerciale – Il lavoro è calato del 30%. Nel venduto le auto a GPL sono il 30-40%: il metano non decolla, pochi i punti di rifornimento. Male anche l’usato con perdita di fatturato anche per la ridotta domanda delle auto di alta gamma. Molti chiedono finanziamenti ma poi non possono essere concessi perché già pagano troppe rate. Stesso problema con le aziende».
Altra situazione ad Auto Lanciani, con due punti vendita, via Nomentana 748 e via Salaria 421: «Da inizio anno abbiamo cambiato molto la nostra politica: da un’auto con valore medio di 20.000 euro, si è passati a circa la metà – dice il titolare, Augusto Grimaldi – manca il segmento delle auto sportive, dei grandi Suv. Nel venduto le benzina sono quasi inesistenti, le cilindrate alte in ribasso. Si sogna molto meno, si fanno i conti con la realtà, l’auto non deve superare i 2000 cc. Il nuovo? La richiesta è quasi zero».
