Partanna, cittadina collinare in provincia di Trapani, nella Valle del Belìce, vicina a Mazara del Vallo e a Selinunte, custode fra le mura di Castello Grifeo del Premio Nazionale di Poesia “Città di Partanna – Peppe Tusa” che in questo 2026 è giunto alla sua XXVIII edizione.
Due le serate per questo evento, 4 e 5 settembre fra novità assolute e celebrazione delle opere migliori.
I partecipanti sono da tutta Italia, quindi grande lavoro ed energie per l’organizzazione di questo appuntamento non solo mantenendone la qualità quasi trentennale, ma per superarla, per andare ben oltre.




Evento che celebra e ricorda anche Peppe-Giuseppe Tusa, personaggio che fu incredibile motore del Premio Nazionale di Poesia Città di Partanna, patron storico di questa alta manifestazione così articolata. Peppe ha dedicato decenni a questo appuntamento impiegando le sue infinite energie, sempre al centro di una lotta non da poco per tenere in piedi e far crescere tale momento d’arte della parola.
Lui instancabile nonostante il passare degli anni, agiva sotto il segno di una grandissima professionalità. Un fattore, quest’ultimo, che ha permesso di far funzionare al meglio la macchina selezionatrice che ha vagliato le tante proposte poetiche e di narrativa in arrivo dalle Alpi alle Isole.
In questo suo continuo lavoro denso di incontri riusciva a comunicare con tutti, intesseva dialoghi senza alcuna difficoltà, una caratteristica di grande pregio e non comune.
Senza tralasciare un aspetto vitale e critico, l’attenta scelta di ottime figure per arricchire la giuria di ogni edizione.





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Foto qui sopra – Premio Nazionale di Poesia Città di Partanna edizioni 2022 e 2023, qui mi si vede con Peppe Tusa e il dottor Domenico De Gennaro nelle ex antiche scuderie e nella Corte di Castello Grifeo dove si svolsero le due serate finali di quegli anni. Nell’ultima immagine, da sinistra nella foto, Roberto De Gennaro Crescenti, assessore alla Cultura di Partanna, il giornalista Corradino Mineo, il qui scrivente Giuseppe Grifeo e l’indimenticabile Giuseppe Tusa
Viveva in lui la volontà di presentare al meglio il territorio di Partanna durante la serata principale, di portare alla ribalta la cultura, il linguaggio classico e quello contemporaneo. Metteva in primo piano sia la Lingua Siciliana, che la creatività siciliana e di altri luoghi della nostra Nazione seguendo l’ondata partecipativa di chi proponeva i propri scritti.
Uomo poliedrico Peppe Tusa, parlare con lui è sempre stato un gran piacere, risate assicurate, lui uomo coinvolgente. In quei momenti mi accorgevo, anno dopo anno, di quanto si dedicasse al Premio, di quanto lo arricchisse e di come lui stesso accrescesse il suo animo e quello degli altri.
Per me fu una grande scoperta.
Arte, tradizione, cultura, creazione di storie ed emozioni tramite la concatenazione poetica delle parole, questi sono stati alcuni dei nodi focali che Peppe ha messo in campo.
Peppe Tusa ha dato vita a un particolare universo che è sempre stato la summa di umanità, di energie, di emozioni e di confronti più che di gara. Lo ha fatto tal punto che questo evento è andato sempre più avanti lungo la strada da lui tracciata calamitando in maniera naturale molti altri, quei tanti che lo hanno affiancato in questa creazione.
Tutto questo è stato possibile grazie ai legami che Peppe aveva intessuto, al suo esempio e alla natura che seppe imprimere a questa manifestazione partannese-nazionale stregando tutti.
Una splendida eredità.
Premio Nazionale di Poesia “Città di Partanna – Peppe Tusa” 2026, le serate del 4 e del 5 settembre




Locandina con il programma del 4 e del 5 settembre per il Premio Nazionale di Poesia “Città di Partanna – Peppe Tusa” 2026, poi Piero Ingoglia, presidente dell’Associazione Artistica “Il Sipario”, Antonio Fundarò, presidente della Giuria e Anna Maria Varvaro, direttrice artistica (cliccare sulle immagini per ingrandirle)
– Partanna, 4 settembre 2026
Idea nuova e avvincente quella ideata per la serata del 4 settembre, avvicinando la parola scritta, quella delle poesie e dei racconti, con il gusto, con sapori e profumi che evocano emozioni, ricordi, un aspetto che caratterizzerà una cena quando fra i tavoli prenderà vita “Parole da gustare”.
Questo tocco originale, come tanti altri, è stato frutto dell’ideazione del programma curato proprio da Anna Maria Varvaro.
Cornice della prima serata sarà il Camagna – Taglierificio Enoteca e Cacioteca (link) a Partanna (link Google Maps).
(per partecipare è necessario prenotare ai numeri: Roberto 3478021347 – Anna Maria 3284223102 – Maria 3207815089 – numeri qui linkati, basta pigiarci sopra per avviare la telefonata)
“Parole da gustare” nasce dall’idea che un piatto, un profumo o un’antica ricetta possano diventare vere e proprie pagine della nostra memoria – ha detto Anna Maria Varvaro, alla sua seconda esperienza come direttrice artistica della manifestazione – I versi dedicati al cibo incontreranno la preparazione e la narrazione di alcune pietanze della tradizione, in un viaggio emozionale tra parole, sapori e ricordi. Le musiche saranno affidate a due giovani talenti Graziana Sanfilippo e Giuseppe Messina mentre l’artista Enza Genna effettuerà una estemporanea di pittura.
– Partanna, 5 settembre 2026
Gran serata dedicata alle premiazioni e allo spettacolo per sabato 5 settembre, alle ore 18,30 momento racchiuso nella suggestiva Corte del Castello Grifeo di Partanna.
Una serata che vedrà protagonisti gli autori provenienti da diverse parti d’Italia, con le loro opere e le loro diverse sensibilità poetiche. La presenza di graditi ospiti contribuirà a rendere ancora più ricco e significativo un momento ormai atteso da autori e appassionati di poesia. Interverranno la scrittrice Rosanna Badalamenti e il noto gruppo folk popolare di musica siciliana dei Calandra & Calandra.
La conduzione della serata sarà affidata al grande ShowMed Antonio Panzica e ad Anna Maria Varvaro.
A dare il benvenuto ai partecipanti e a condividere le due giornate sarà Piero Ingoglia, presidente dell’Associazione Artistica “Il Sipario” che è alla base dell’organizzazione.
“Il Premio Nazionale di Poesia rappresenta ormai un appuntamento importante per la nostra città e per il panorama culturale del territorio – ha sottolineato Piero Ingoglia a Prima Pagina Partanna – Arrivare alla XXVIII edizione significa aver costruito negli anni un patrimonio di cultura, partecipazione e passione. Il nostro obiettivo è continuare a far crescere il Premio, aprendolo anche a nuovi linguaggi e coinvolgendo sempre più il pubblico”.
Il livello qualitativo della partecipazione al Premio e delle opere presentate si è innalzato molto. Un fattore apparso più che evidente agli organizzatori e alla giuria che ha analizzato gli scritti e i video racconti ammessi alla valutazione.
“Quest’anno abbiamo avuto modo di confrontarci con una produzione poetica ricca e diversificata – ha rimarcato Antonio Fundarò, presidente della Giuria – Dietro ogni testo abbiamo incontrato una voce, una storia, un’emozione. Il compito della Giuria non è stato semplice, proprio per la qualità e la varietà delle opere esaminate. La poesia continua a dimostrare di essere uno spazio di libertà, di riflessione e di autenticità”.


Premio Nazionale di Poesia, le diverse sezioni
- Sezione A – Poesia in lingua italiana (inedita, massimo 50 versi)
- Sezione B – Poesia in lingua siciliana (inedita, massimo 50 versi) con traduzione in italiano
- Sezione C – Racconto breve o novella (inediti, massimo tre cartelle dattiloscritte)
- Sezione D – Poesia, racconto breve o novella riservata agli studenti (inediti)
- Sezione E – Videopoesia (durata massima 3 minuti), realizzata con immagini, suoni e testi originali, privi di diritti d’autore di terzi.
La Giuria del Premio Nazionale di Poesia
La commissione è presieduta dal professore Antonio Fundarò.
A comporre la giuria:
- Vincenzo Aiello,
- Rossana Asaro,
- Vincenzo Bussa,
- Francesco Camagna,
- Francesca Daccò,
- Franco Giacomarro,
- Mino Lezzi,
- Francesca Patitucci,
- Gianfranco Perriera.
I giurati hanno esaminato tutte le opere ammesse al concorso rispettando il pieno anonimato previsto dal regolamento. La valutazione ha seguito un iter complesso che è stato incentrato sulla lettura individuale, sul confronto dell’intera commissione e sul ragionamento conseguente i punteggi attribuiti da ciascun giurato.
Seguendo questi vari passaggi la commissione ha individuato gli autori e gli studenti ai quali andranno i riconoscimenti previsti per l’edizione 2026.
Lista dei premiati per categoria, solo durante la serata del 5 settembre ne conosceremo la posizione in classifica
Ecco chi ha spiccato con la sua opera e sarà premiato. Lista in puro ordine alfabetico, non di merito:
- per la Sezione A – Poesia in lingua italiana, risultano destinatari di un riconoscimento
Vincenzo Asaro,
Maurizio Bacconi,
Francesco Bianco,
Francesco Billeci,
Luca Bruzzese,
Antonino Causi,
Giovanni Cazzato,
Jana Carcara,
Graziella Campagna,
Carlo Di Carlo,
Bianca Faur,
Concetta Emmanuele,
Gaspare Falcetta,
Alessia Guarraci,
Alessandra La Rocca,
Gioacchino Lazzara,
Giuseppe La Spina,
Cetty Perrone,
Lucia Ruocco,
Lucia Russo,
Giovanni Scardina,
Simona Sciacca,
Gaspare Stassi,
Elisabetta Ternullo,
Pietro Vizzini,
Jasemina Zeqiraj. - per la Sezione B – Poesia in dialetto siciliano, risultano destinatari di un riconoscimento
Sebastiana Aliberti,
Carollo Bernardo,
Rosaria Carbone,
Giuseppina Cassarà,
Giovanna Drago,
Giuseppe Folisi,
Giuseppe La Rocca,
Santina Paradiso,
Vincenzo Parisi,
Salvatore Previti,
Giuseppe Riccobono,
Rita Scelfo,
Angelo Valenti,
Rosanna Vicari. - per la Sezione C – Racconto e Novella, risultano destinatari di un riconoscimento
Maria Rita Crifasi,
Leonardo Espedito,
Giuseppe Favilla,
Onofrio Finazzo,
Alessandro Ingargiola,
Vincenzo Pacino,
Rosario Riccobono
Maria Virginia Vaccara. - per la Sezione D – Studenti, risultano destinatari di un riconoscimento
Fabio Bellanti,
Greta Bivona,
Martina Cingano,
Erica Cingano,
Elyakine Nour Chorodi,
Claudia Introia,
Nicole Nastasi,
Virginia Pistone,
Marta Pizzo,
Angelo Rametta,
Giovanni Romeo. - per la Sezione E – Videopoesia, risultano destinatari di un riconoscimento
Grazia Arena,
Grazia Epifania Campagna,
Luigi Specchio.
La sera del 5 settembre 2026 sarà svelata la classifica di ogni sezione assegnando i relativi premi.
Il ricordo di Peppe Tusa espresso da Antonio Fundarò, presidente della Giuria
Ci sono uomini dei quali si ricordano le opere. E ce ne sono altri che riescono in qualcosa di ancora più difficile: fare in modo che le loro opere continuino a generare altre opere, altri incontri, altre relazioni, altre speranze.
Peppe Tusa appartiene a questa seconda categoria.
A due anni dalla sua scomparsa, il suo nome non evoca soltanto il ricordo di una persona amata, stimata e profondamente rispettata. Evoca un modo di intendere la cultura, una concezione della comunità, una visione della Sicilia costruita sulla convinzione che il sapere, l’arte e la poesia non siano privilegi per pochi, ma strumenti attraverso i quali una società può diventare migliore.
Non è semplice raccontare Giuseppe Tusa.
Perché parlare di Peppe significa inevitabilmente parlare di tante persone che, grazie a lui, hanno trovato fiducia nelle proprie capacità; significa parlare di centinaia di poeti, scrittori, artisti, musicisti, studenti che hanno trovato nel Premio “Città di Partanna”, voluta dall’associazione Il Sipario, una casa prima ancora che un concorso; significa raccontare una provincia che, grazie alla sua intuizione, ha saputo trasformarsi in luogo di produzione culturale e non soltanto di conservazione della memoria.
Peppe aveva intuito ciò che troppo spesso dimentichiamo: la cultura non nasce nei grandi centri perché sono grandi; diventano grandi quei luoghi che decidono di investire nella cultura.
Questa è stata la sua rivoluzione.
Silenziosa.
Mai gridata.
Ma profondamente concreta.
In anni nei quali sembrava che organizzare un Premio nazionale di poesia in una cittadina della provincia di Trapani fosse poco più di una romantica illusione, Giuseppe Tusa decise invece di scommettere proprio sulla forza della parola.
Molti avrebbero scelto la strada più semplice.
Lui scelse quella più difficile.
Perché aveva compreso che la poesia non rappresenta un lusso per tempi felici, ma una necessità soprattutto nei tempi difficili.
Ed è questa convinzione che lo rende, ancora oggi, una figura straordinariamente moderna.
Non era soltanto un organizzatore.
Non era soltanto un dirigente.
Non era soltanto un uomo delle istituzioni associative.
Era, nel senso più autentico del termine, un manager della cultura.
Aveva la capacità di immaginare un progetto molti anni prima che esso diventasse realtà.
Sapeva creare relazioni.
Sapeva motivare.
Sapeva individuare persone competenti e affidare loro responsabilità.
Sapeva costruire gruppi.
E soprattutto sapeva fare una cosa che oggi appare sempre più rara: mettere il bene dell’iniziativa davanti al proprio protagonismo.
Chi lo ha conosciuto sa bene che Peppe non cercava mai il riflettore.
Preferiva che fossero le opere a parlare.
Preferiva che fossero gli ospiti a sentirsi protagonisti.
Preferiva che fossero gli autori premiati a vivere pienamente la gioia del riconoscimento.
Dietro quella apparente semplicità si nascondeva invece una straordinaria complessità organizzativa.
Ricordo ancora le interminabili telefonate dei giorni precedenti la cerimonia conclusiva del Premio.
La scaletta cambiava continuamente.
Ogni dettaglio veniva analizzato.
Ogni intervento era riletto.
Ogni ospite veniva pensato.
Ogni momento doveva avere un senso.
Non era ansia.
Era rispetto.
Rispetto verso la cultura.
Rispetto verso il pubblico.
Rispetto verso gli autori.
Rispetto verso il Premio.
Peppe aveva una convinzione che non dimenticherò mai: ogni edizione doveva essere migliore della precedente.
Non accettava l’idea della ripetizione.
Ogni anno cercava qualcosa di nuovo.
Una soluzione diversa.
Una proposta culturale più ricca.
Un ospite capace di lasciare un messaggio.
Un particolare destinato a fare la differenza.
Era la sua idea di eccellenza.
Ed è probabilmente questa ricerca continua che ha permesso al Premio Nazionale di Poesia e Letteratura “Città di Partanna” di diventare uno dei più autorevoli appuntamenti culturali della Sicilia.
Quando altre esperienze rischiavano di spegnersi, Giuseppe Tusa ebbe il coraggio di rilanciare il Premio.
Lo fece con determinazione.
Lo fece con entusiasmo.
Lo fece coinvolgendo nuove energie.
Fu in quel momento che mi chiese di assumere la Presidenza della Giuria.
Non vissi quella proposta come un riconoscimento personale.
La interpretai come una responsabilità.
Perché conoscevo il valore che Peppe attribuiva alla credibilità del Premio.
Da allora abbiamo condiviso anni di lavoro, di confronti, di riflessioni, di scelte non sempre semplici ma sempre orientate da un unico principio: fare della qualità il criterio fondamentale di ogni decisione.
Accanto al promotore culturale esisteva però un uomo ancora più grande.
Il marito.
Il padre.
Il nonno.
L’amico.
Francesca è stata il porto sicuro della sua esistenza.
Le figlie il suo orgoglio.
I nipoti la sua tenerezza.
La famiglia non rappresentava per lui uno spazio privato separato dall’impegno pubblico.
Era il fondamento stesso del suo modo di stare nel mondo.
Chiunque abbia frequentato la sua casa sa quanto essa fosse luogo di accoglienza prima ancora che di rappresentanza.
E poi c’era l’amicizia.
Peppe apparteneva a quella categoria sempre più rara di persone che non coltivano rapporti per interesse.
Li costruiscono per affetto.
Sapeva ascoltare.
Sapeva incoraggiare.
Sapeva correggere con delicatezza.
Sapeva gioire sinceramente dei successi altrui.
Mai una parola fuori posto.
Mai un giudizio affrettato.
Mai un protagonismo inutile.
Forse è proprio questa la ragione per cui, ancora oggi, la sua assenza continua a farsi sentire.
Perché non manca soltanto l’organizzatore.
Manca l’uomo.
Manca l’amico, il mio, quello di Piero, di Maria e di numerosi altri.
Manca quel sorriso con cui accoglieva chiunque varcasse la soglia del Premio.
Oggi il Premio porta il suo nome.
Ed è giusto che sia così.
Ma sarebbe un errore pensare che questo basti a custodirne la memoria.
La memoria di Giuseppe Tusa vive ogni volta che un giovane decide di scrivere la sua prima poesia.
Ogni volta che uno scrittore invia il proprio racconto.
Ogni volta che la giuria si riunisce per leggere con serietà ogni opera.
Ogni volta che un pubblico sceglie di dedicare una serata alla bellezza della parola.
Ogni volta che Partanna torna a essere, grazie a questo Premio, capitale della poesia.
La sua più grande eredità non è un concorso.
È una comunità culturale.
Una comunità che continua a crescere grazie al lavoro del presidente dell’Associazione Artistica Il Sipario, Piero Ingoglia, della direttrice artistica Anna Maria Varvaro della storica segretaria Maria Bruno, della famiglia Tusa, della Commissione giudicatrice e di tutti coloro che hanno scelto di trasformare il ricordo in responsabilità.
Due anni sono trascorsi.
Ma ci sono persone che il tempo non riesce ad allontanare.
Perché continuano a vivere nelle idee che hanno seminato, nei valori che hanno testimoniato, nelle opere che hanno lasciato e, soprattutto, nelle persone che hanno saputo rendere migliori.
Giuseppe Tusa è una di queste.
Ed è forse questa la forma più alta dell’immortalità: non essere ricordati soltanto per ciò che si è fatto, ma continuare a essere presenti in ciò che gli altri continueranno a costruire.
Per questo, a due anni dalla sua scomparsa, non sentiamo soltanto il dovere della memoria.
Sentiamo il privilegio della gratitudine.
E la responsabilità di continuare, ogni giorno, quel cammino che lui ha iniziato con coraggio, lungimiranza e amore per la cultura.
