Vivere con amore, fierezza e serenità il mondo significa anche vivere senza distinzioni di nessun tipo. La prima differenziazione che ha sempre ferito gli uomini e il pianeta è sui colori della pelle. Bisogna amarli tutti senza alcun distinguo seguendo l’arcobaleno umano di Rodari.
Una delle cose che sempre mi hanno fatto imbestialire è una certa tipologia di commento, quella del tipo, “mamma mia come puzzano quelli”, parole poi aggiustate per non sembrare razzisti e nascondere la propria essenza altrui emarginante, “hanno un odore troppo diverso”.
Puro orrore.

La Pelle
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Pelle bianca come la cera,
Pelle nera come la sera,
Pelle arancione come il sole,
Pelle gialla come il limone,
Tanti colori come i fiori.
Di nessuno puoi farne a meno
Per disegnare l’arcobaleno.
Chi un sol colore amerà
Un cuore grigio sempre avrà.
La semplicità dei versi di Gianni Rodari lancia un netto messaggio poetico e universale di amore, di bellezza.
Senza dubbio, eliminando ogni steccato fra i colori, sarebbe per tutti una vita enormemente più serena e, credo, verrebbero meno o si affievolirebbero enormemente, anche le differenziazioni sanguinose dal punto di vista religioso.
Sul lato affaristico e di potere, invece, non posso immaginare scenari. Non so se la comunioni delle pelli estinguerebbe la differenza di carta moneta e delle attitudini accumulatrici di casseforti umane.
(immagine secondo mie indicazioni, ma realizzata da ChatGPT-OpenAI)

Il Maestro del mio Maestro scientifico (se vuoi… il mio “nonno scientifico”) usava dire “quelli [= gli Africani] puzzano”. Ricordo ancora il mio Maestro, il Prof. Armando Signoretti, il giorno che arrivò in Clinica e praticamente urlando mi disse: “CAPISCI? Capisci? Diceva [il suo Maestro, il Prof. Giorgio Maggioni] che puzzano, e ora si è fidanzato con una Malgascia!”. Al ricordo, ancora rido… perché – diceva la mia saggia nonna – “arriva prima una beffa che una maledizione”!
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