Sondaggio Italia SWG: forte attrito sociale sulle aperture-chiusure per la pandemia, più che sui problemi del lavoro; il 30% vorrebbe restare nel bozzolo dell’isolamento

SWG, storica e nota società che fotografa la realtà sociale, fa ricerche di mercato, di opinione, istituzionali, compie studi di settore, ha analizzato gli ultimi status tra la gente. Nella settimana 19-25 aprile 2021 le tendenze sociali sono chiare e hanno evidenziato in Italia profonde spaccature, prima tra tutte quella che riguarda il tema delle aperture in questa fase della pandemia Covid-19 che vede schierati e fortemente opposti “aperturisti” e “rigoristi”.

Ma negli animi della gente, soprattutto tra i tifosi del Calcio, figura anche il rifiuto della Superlega e l’immagine di un mondo ormai parecchio sfiorito di questo sport.

Altra nota sul sondaggio SWG (link), l’atteggiamento della gente in relazione alle prossime maggiori aperture fino alla liberazione dall’isolamento: un terzo dei sondati preferirebbe rimanere nel comodo bozzolo delle restrizioni.

Qui di seguito i particolari.

I maggiori conflitti sociali di oggi rilevati da SWG

Il primo livello di scontro, quello sulle aperture delle attività/esercizi commerciali/ristoranti & affini, si colloca al primo posto tra i diversi motivi di tensione, con una percentuale tra gli intervistati del 38%: tra questi, se si considerano le persone dai 54 anni in su, la percentuale sale al 48%.

Resta alta la tensione che l’Istituto di ricerca definisce tra “onesti-disonesti” (34%) o tra chi può lavorare e chi non può lavorare (34%).

Perde invece slancio il conflitto tra europeismo e sovranismo (16%). Ma non è tra i primi neppure lo scontro tra i favorevoli al vaccino e i contrari (18%).

Tra le categorie favorite dai governi durante la pandemia la rilevazione ha messo in luce che nel sondaggio spiccano dipendenti pubblici (33%) e grandi imprese (28%). Al contrario, tra i più penalizzati vengono citati i giovani (73%), le Pmi (71%), i lavoratori autonomi e i commercianti (70%), le donne (64%).

Netta la divisione su chi dovrebbe contribuire a pagare la crisi con imposte una tantum. L’opinione pubblica è frantumata senza una posizione dominante: il 35% farebbe pagare i dipendenti che non hanno subito riduzioni di reddito (con maggior propensione a tassare i dipendenti pubblici), ma il 45% si oppone. Un altro 38% tasserebbe le imprese in crescita (47% di questa risposta tra i disoccupati), mentre il 36% rifiuta l’idea (47% tra i lavoratori autonomi).

Calcio, la questione Superlega e il rifiuto della gente

Secondo il sondaggio SWB nella settimana 19-25 aprile, la percezione che i tifosi hanno del mondo del calcio è in netto peggioramento: l’ambiente di questo sport, la conduzione degli incontri, degli affari, dei tornei, danno alla gente l’immagine di “un sistema logoro e corrotto, poco credibile, dove il denaro vince sulla passione e le esigenze di spettacolo superano i valori dello sport“.

“Pur nella consapevolezza che l’attuale modello del prodotto calcio non sia sostenibile – prosegue la relazione di SWG – il no alla Superlega (il 58% dei tifosi si dice contrario, contro un 25% favorevole) nasce proprio dalla percezione che chi l’ha proposta sia l’interprete di una estremizzazione del calcio come business, imposta con arroganza e senza rispetto. La maggioranza relativa dei tifosi ha vissuto la vicenda Superlega come una sconfitta di sistema (41%), di fronte alla quale risulta difficile indicare un vero vincitore e dove è difficile individuare a chi possa toccare ora il compito di rimettere insieme i cocci”.

Pandemia e isolamento, tra chi vorrebbe uscire a ogni costo e chi ha trovato il suo comfort e la sua massima protezione nella lontananza da tutto e da tutti

Potrebbe sembrare strano, ma la forte incertezza ha lasciato il segno anche nelle attuali reazioni e nei sentimenti riguardo al forzato isolamento che, secondo quanto rilevato da SWG, “non è visto da tutti come una gabbia da cui fuggire: una parte della popolazione lo sta vivendo come un comodo bozzolo da cui sarà difficile uscire per riprendere la vita di prima“.

“Un italiano su tre prova almeno un’emozione negativa all’idea di dover tornare ad avere una vita senza particolari regole e restrizioni alla propria libertà personale – sottolinea SWG nel suo rapporto – e il 12% non riesce addirittura a provare alcuna emozione positiva. L’ ansia è l’emozione negativa più presente (17%) nell’animo di quanti lasceranno con qualche difficoltà questo nuovo stile di vita pandemico”.

E ancora:

Quasi sette italiani su dieci oggi non prenderebbero parte a una festa con molti partecipanti, neanche se fosse consentita dalla legge: per il 50% si tratterebbe comunque di un comportamento socialmente irresponsabile, mentre il 20% dichiara di non sentirsi ancora pronto a tornare alla vita sociale di prima. All’idea di tornare alla «normalità», sentono già nostalgia del bozzolo pandemico sei italiani su dieci: quello che mancherà maggiormente sarà il tempo per gli affetti e la possibilità di potersi esimere da incontri scomodi e necessità organizzative”.

Dulcis in fundo? Le intenzioni di voto e i consumi/risparmi delle famiglie al 26 aprile 2021

Poche parole per evidenziare che sondando la gente, nel bilancio dei mesi scorsi – da gennaio fino ad aprile – la fetta più grande (39%) degli intervistati denuncia un pareggio fra entrate e uscite nel bilancio di famiglia. Nel fare previsioni, risulta maggioritaria (40%) la porzione di persone che immaginano uscite superiori alle entrate.

Sulla tendenza al voto in caso si andasse a votare oggi, la Lega guadagna lo 0,6% confermandosi partito di testa al 21,8%, seguita dallo stabile Partito Democratico al 19,1%.

Scende di una frazione pari a -0,4% Fratelli d’Italia che si attesta al 17,6%, mentre il Movimento 5 Stelle perde un punto percentuale per intero scendendo al 17,4%.

Forza Italia guadagna lo 0,4% salendo al 6,8%, mentre Azione perde un decimo di punto fermandosi al 3,6%. Le altre formazioni politiche sono nel grafico qui sottostante.

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