Il coraggio delle proprie azioni, la risolutezza nel prendere una decisione che ha dato nuovo valore al patrimonio culturale di una Nazione restituendole un pezzo di storia. Alberto Samonà quando ricoprì il ruolo di assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana fu dirompente nel suo operato e fece un importante passo verso la Grecia trasferendovi il Frammento Fagan raffigurante un piede di Artemide in origine parte del grande fregio del Partenone, reperto che per oltre 200 anni e fino al 2022 era custodito al Museo Salinas di Palermo. Azione che a Samonà è valso il riconoscimento dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica Ellenica dell’Ordine della Fenice, con consegna ufficiale il 12 luglio nell’Ambasciata di Grecia a Roma, ricevuta dalle mani di Sua Eccellenza l’ambasciatrice Eleni Sourani.
“L’onorificenza di Commendatore dell’Ordine della Fenice – ha detto Alberto Samonà – è per me un onore che consolida ancora di più quell’indissolubile legame storico e culturale che la Nazione Ellenica ha da sempre con l’Italia e con la Sicilia. La Cultura è una formidabile occasione di incontro fra popoli e nazioni e può rappresentare una direzione importante per costruire un futuro comune, fondato sulla storia e sull’identità plurimillenaria delle nostre genti”.







Sono state ore importanti quelle passate nella rappresentanza diplomatica greca, momenti di puro gusto che hanno permesso di approfondire reciproche convinzioni sulla nostra appartenenza al Mediterraneo, un mare che ci ha accomunato e che ha intrecciato in maniera indissolubile le nostre radici culturali.
Non potevo mancare proprio per il fatto che a essere celebrato era un siciliano, un amico, un collega giornalista, uno scrittore che tanto ha narrato della Sicilia anche nei suoi momenti magici e leggendari.
Oggi Alberto si cimenta con un altro luogo magico, ricolmo di storia, di passato: è consigliere di amministrazione del Parco Archeologico del Colosseo.
Con me a sostenerlo in Ambasciata cito alcuni di coloro che erano presenti, come Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, poi il professore Lorenzo Nigro dell’Università La Sapienza di Roma nonché archeologo e a capo di tutta una serie di missioni di scavo in Italia e nel mondo, Alessandro Allegra, giornalista Rai, Serena Notaro, rappresentante del mondo Arbëresh nonché presidente del Consiglio comunale di Caraffa di Catanzaro.
Conversare con l’ambasciatrice Eleni Sourani è stato un vero piacere, anche durante la colazione tenuta in Ambasciata. Confrontarci sulla conoscenza reciproca delle nostre due terre e sorprenderci su quanto di lei c’è del Sud Italia, della Sicilia e del Sud della Puglia e quanto in me c’è di atavicamente greco, cretese e bizantino.
“Neppure un terribile conflitto come la Seconda Guerra Mondiale ha potuto cancellare la fratellanza tra greci e italiani – mi raccontava S.E. Eleni Sourani – Dal 1943 in poi per noi era tutto cancellato e riprendemmo insieme da dove ci eravamo interrotti. Tempo dopo ci furono diversi episodi legati agli strascichi della guerra e al riconoscimento di tutti i soldati coinvolti e morti per quel conflitto, momenti che arrivarono a commuovermi e a confermarmi quanto fossimo legati, affratellati, vicini, italiani e greci”.
Tornando al motivo dell’incontro, quel Passo compiuto da Alberto Samonà a gennaio 2022 con il reperto che in quel momento rientrava per sempre ad Atene, tutto questo ebbe risonanza internazionale inserendosi a forza come segno di civiltà nel lunghissimo braccio di ferro tra la Repubblica Ellenica e il Regno Unito: la contrapposizione tra le due nazioni riguarda la restituzione al Parco Archeologico del Partenone e dell’Acropoli di Atene di un lungo e preziosissimo tratto di metope e marmi (75 metri su un totale di 160) estirpate nel 1801 dal massimo tempio della capitale greca per volontà di Lord Thomas Bruce Elgin, ambasciatore britannico nell’Impero ottomano. Reperti che dal 1816 sono in mostra al British Museum.
Un gesto di rilevanza mondiale quello di Samonà, che ha fatto da apripista internazionale proprio sul tema del ritorno in Grecia dei marmi del Partenone, azione seguita proprio quest’anno dalla Santa Sede che ha riportato ad Atene altri tre piccoli frammenti, fino a quel momento custoditi nei Musei Vaticani.
“I fregi e le figure del Partenone devono essere considerati come un libro visivo che racconta storie e leggende della Grecia – ha sottolineato l’ambasciatrice Eleni Sourani – Aver strappato via quella larga parte dal massimo tempio, è stato come smembrare un libro. Non ha logica, non ha senso. Chi distruggerebbe un antico libro di inestimabile valore?”.
Sul frammento Fagan che si trovava a Palermo, restituito alla Grecia da poco più di un anno, a questo link l’elenco degli articoli che lo riguardano.
Nelle motivazioni che hanno spinto la Presidente della Repubblica di Grecia, Katerina Sakellaropoulou, ad assegnare l’onorificenza ad Alberto Samonà, si legge che questa è stata conferita “per il suo prezioso e duraturo contributo all’ulteriore sviluppo dei forti legami storici tra Italia e Grecia”.
E nel suo discorso, l’ambasciatrice Eleni Sourani ha definito l’avere riportato in Grecia il frammento del Partenone come un’azione “storica” di “importanza internazionale”.
L’Ordine della Fenice – Τάγμα του Φοίνικος

L’appartenenza all’Ordine della Fenice nei suoi vari gradi (link allo spazio web dedicato della Presidenza della Repubblica Greca) viene conferita a quei cittadini greci che si siano distinti nelle arti, nella letteratura, nelle scienze, nella navigazione, nel commercio, nell’industria o nella pubblica amministrazione ed eccezionalmente viene concesso a cittadini di altri Paesi che abbiano aiutato a far crescere la Grecia nel suo prestigio internazionale.
L’Ordine di Eccellenza della Fenice, in Greco Τάγμα Αριστείας του Φοίνικος nacque il 13 maggio 1926 per volere degli esponenti della Seconda Repubblica. Doveva sostituire l’Ordine Reale di Giorgio I del passato Regno di Grecia, creato nel 1915 dal Re Costantino I di Grecia con gli stessi scopi di esaltazione delle figure chiave per la Nazione.
Anche con il ritorno della Monarchia nel 1935, l’Ordine della Fenice proseguì la sua esistenza e la sua missione continuandola attualmente con la Terza Repubblica di Grecia.
Cinque le classi di appartenenza:
- Gran Croce (Μεγαλόσταυρος) – con la medaglia apposta su una fascia che scorre sul corpo dalla spalla destra al fianco sinistro, oltre alla placca portata sul lato sinistro del petto;
- Gran Commendatore (Ανώτερος Ταξιάρχης) – porta la medaglia appesa al collo tramite un nastro, oltre alla placca sulla parte sinistra del petto;
- Commendatore (Ταξιάρχης) – indossa la medaglia dell’ordine appesa al collo tramite un nastro;
- Croce d’Oro (Χρυσούς Σταυρός) – indossata sul lato sinistro del petto;
- Croce d’Argento (Αργυρούς Σταυρός) – indossata sul lato sinistro del petto.

L’insegna di questo Ordine è a forma di croce, smaltata di bianco (d’argento per la classe inferiore, d’oro per quella superiore) al centro della quale è posta a sbalzo la figura della mitica Fenice con le ali aperte che rinasce tra le fiamme a simboleggiare proprio la rinascita della Nazione greca. A sovrastare la testa dell’animale mitologico una una stella a cinque punte.
Sul retro della croce è collocato lo stemma della Repubblica Ellenica.
La placca dell’Ordine è una stella ad otto punte d’argento con al centro la fenice.
Il nastro è color arancio-giallo ocra delimitato agli estremi da due bande nere.
Motto: Εκ της τέφρας μου αναγεννώμαι – Dalle mie ceneri sono rinata.
Come indossare le onorificenze
A questo punto inserisco un testo fuori programma. Il concetto portante è sempre stato e sempre sarà la sobrietà dettata dall’eleganza.
Non manco quindi di ripetere quello che è il codice italiano e, in genere, internazionale per indossare le onorificenze di qualsiasi ordine esistente.
Da considerare che la differenza giacca, abito civile, tight, smoking, frac, nelle donne è dettato dalla differenza abito normale-abito lungo. Quest’ultimo si abbina a serate in cui per l’uomo è richiesto lo smoking o il frac.
Altra differenza uomo-donna: quest’ultima non porta collari o placche nella posizione dei cavalieri perché indossano queste insegne sul lato sinistro del petto appese a un nastro nel colore degli ordini corrispondenti.
Per gli uomini:
- con l’abito scuro da uomo o comunque civile si può applicare alla giacca solo UNA sola rosetta, sull’occhiello del bavero sinistro;
- con il Tight, abito formale da giorno (adatto fino al tramonto) o morning dress: 1-2 miniature al bavero, NON il collare, NO la fascia e NO ad altre insegne;
- con lo Smoking, abito da sera necessario negli eventi in cui gli inviti riportino le diciture “cravatta nera” o “abito da sera”, vuole SOLO la rosetta (e già si sarebbe fuori dalla più antica tradizione) sul bavero sinistro, NON il collare, NO alla fascia e NO ad altre insegne anche se a volte sembra ammessa sul bavero sinistro la catenella doro con appese le miniature degli ordini cui si appartiene;
- con il Frac si possono indossare il collare e la placca – a sinistra e in basso rispetto al petto (a destra per chi osserva) -, la fascia nei colori dell’ordine di appartenenza posta “a tracolla” sotto il gilet – anche se c’è chi indica di metterlo sopra il gilet se all’evento è presente un capo di stato – dalla spalla destra al fianco sinistro, mettendone SOLO una, quella dell’Ordine Cavalleresco di maggiore importanza cui si è insigniti.
Viene ricompreso il fermaglio/nastrino al bavero sinistro con le diverse onorificenze in medaglietta/miniatura possedute.
Sempre per il Frac ecco il massimo indossabile: miniature al bavero in numero variabile, SENZA eccedere; decorazioni al collo SOLO UNA; placche in numero variabile, al massimo 4 (da indossare in ordine decrescente di importanza: dal centro del corpo verso sinistra e dall’alto in basso), anche se sarebbe meglio non arrivare così tante placche (questo è un consiglio).
Nelle grandi e solenni occasioni con la partecipazione di capi di Stato, Sue Altezze Reali, Gran Maestri di Ordini Cavallereschi e/o di merito, cosa deve essere indossato?
Bisogna portare l’onorificenza più alta che si possiede, per prima (se la si ha) la decorazione ottenuta dallo stato ospite: questo comportamento è obbligo, NON è facoltà.
In Italia per esempio, viene prima l’Ordine al Merito della Repubblica. Subito dopo, per decreto Regio che seguita nella sua validità anche oggi, le decorazioni dello SMOM-Sovrano Militare Ordine di Malta. Poi le altre.
