Capita che a volte io faccia ricerche sul passato, su quanto scritto, su riflessioni fatte negli anni passati. Ed ecco che mi spunta fuori questo “Chiedere di più…”.
Targato 19 maggio 2012, ben quattordici anni fa.
Come lo sento lontano! Del resto ero in un momento totalmente differente della mia vita, con un equilibrio diverso fra dolore e gioia, fra prospettive e conoscenze, uno status che traspare dalle parole che scrissi.
Francamente l’avevo dimenticato.


Chiedere di più…
Si può sempre chiedere di più alla vita. Fermarsi potrebbe significare stagnazione, l’inizio della fine.
Aver incontrato la persona perfetta, non soffrire di fame o di bisogni economici di base, oggi è già una gran fortuna.
La serenità non si chiede e forse neppure si costruisce, ma avviene. In questo momento posso dire che è arrivata.
Il lavoro è altalenante, ma già sono all’alba di un nuovo salto, direi anche plurimo. Le attese sono tante. Le realizzazioni e i successi che verranno, saranno ben accetti.
Le strutture fondamentali, la serenità interiore, la bellezza, posso dire divina, di un affetto, sono la base sicura e solida, forse unica, per catturare tutto il resto, per farlo meglio.
E questo c’è.
Cosa dire di più? Cosa aspettarsi?
L’incognita è totale pur con dei presupposti certi, come quello che con le mie mani e con quelle di amici e collaboratori stiamo costruendo professionalmente, con la fatica che ogni uomo, degno di tale nome, fa quotidianamente.
Come quello che sto costruendo con grande successo, non solo personale, dal punto di vista affettivo… a tirare su qualcosa non si è mai soli.
I risultati verranno e ogni casella avrà il suo contenuto all’interno di quella scacchiera che io, come tutti, posseggo.
Sono proprio curioso di vedere che forma prenderà, che colori e disposizioni saprò dargli, che posizioni saprò assegnare.
A tutti, buona vita!
