Oh Lola ch’ai di latti la cammisa
Si bianca e russa comu la cirasa,
Quannu t’affacci fai la vucca a risa
Biatu cui ti dà lu primu vasu!
Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,
e nun me mpuorta si ce muoru accisu…
e si ce muoru e vaju’n paradisu
si nun ce truovo a ttia, mancu ce trasu
(La Siciliana – dall’opera Cavalleria rusticana)
(immagine d’apertura, Teatro alla Scala, Cavalleria rusticana, opera di Pietro Mascagni, Scena VII, xilografia datata 1891 – opera nel pubblico dominio)
Sentite le note di Sicilia? Le sue forti emozioni, la passione sanguigna regalata dall’anima e dal corpo?
Alle prime luci dell’Alba Turiddu intona questo canto per Lola, la voce è guidata dal forte amore isolano.
Trasposizione in Italiano – Oh Lola, il tuo vestito è bianco come il latte,
sei bianca e rossa come una ciliegia,
le tue labbra sorridono quando ti affacci,
beato l’uomo che ti darà il primo bacio!
La tua soglia è cosparsa di sangue (ndR: Turiddu dichiara un amore pronto a spargersi sulla sua porta, incurante della morte),
e non mi importa se muoio ucciso.
E se ci muoio e vado in Paradiso,
se non ti trovo lì, non ci entro proprio.
L’aria iniziale dell’opera viene detta anche “La Siciliana” proprio perché è in Lingua Siciliana. Introduce l’opera Cavalleria Rusticana e originariamente veniva cantata a sipario ancora chiuso, prima dell’apertura della scena al pubblico. L’effetto della voce oltre il velluto del sipario regala trascendenza e brividi.
Immaginate la suggestione.
La Cavalleria Rusticana è un’opera in un unico atto di Pietro Mascagni e libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, il tutto tratto dall’omonima novella di Giovanni Verga (nella sua prima raccolta di novelle “Vita dei campi”).
Per meglio assaporare l’aria d’apertura ne ho qui inserito cinque differenti interpretazioni, intonazioni/suggestioni e direzioni. Ascoltarne queste sfumature è godimento. E non lo affermo (solo) perché sono siciliano.
In ultimo, ho incluso anche un video YouTube con la celebre aria “Viva il vino spumeggiante” da un altro momento della Cavalleria Rusticana, cantata da Placido Domingo.
Il Teatro Costanzi di Roma ospitò la prima della Cavalleria Rusticana. Era il 17 maggio 1890.
Personaggi:
Santuzza (soprano o mezzosoprano)
Lola (mezzosoprano)
Mamma Lucia (contralto)
Turiddu (tenore)
Alfio (baritono)


Tutto inizia sul finire del 1800, è la mattina di Pasqua in un piccolo paese siciliano
[Premessa: Turiddu torna dal servizio militare, ma aveva saputo che l'amatissima Lola era già andata sposa al carrettiere Alfio. Quindi, colpito al cuore, si consola con la giovane Santuzza. Seduce la donna, ma gli viene a noia. La ragazza non si rassegna a essere usata e lasciata, così lo affronta disperatamente, ma lui la respinge. Santuzza allora, per vendicarsi, rivela ad Alfio che Lola lo tradisce con Turiddu].
L'inizio - Prima che si alzi il sipario, si sente Turiddu che fa una serenata a Lola.
Santuzza si avvicina nervosamente alla madre di Turiddu, Mamma Lucia, mentre apre la sua enoteca, e le chiede dove sia Turiddu. Quando Mamma Lucia risponde che Turiddu è andato a Francofonte a comprare del vino, Santuzza ribatte che non è possibile, perché è stato visto in paese. Mamma Lucia è agitata da questa notizia, poiché Turiddu non è tornato a casa. Quando Alfio compare e conferma che Turiddu è stato visto vicino a casa sua la mattina presto, Santuzza impedisce a Mamma Lucia di interrogarlo ulteriormente.
Gli abitanti del villaggio si riuniscono nella piazza e cantano un inno pasquale prima di entrare in chiesa.
Santuzza racconta a Mamma Lucia la storia della sua relazione con Turiddu. Prima di partire per il servizio militare, lui era innamorato di Lola, ma appena tornato e trovandola sposata con Alfio, si era consolato con Santuzza. A quel punto però Lola si irritò per l'abbandono di Turiddu, lo rivoleva indietro. A quel punto lui era tornato dal suo primo amore, abbandonando la disonorata Santuzza, che lo supplica di avere pietà di lei.
Mamma Lucia, mormorando una preghiera per Santuzza, entra in chiesa e Santuzza aspetta Turiddu. Lui la accusa di spiarlo e si lamenta che la sua gelosia lo sta facendo impazzire.
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Durante il rito pasquale - Lola appare e, dopo aver schernito Santuzza, entra in chiesa. Turiddu si prepara a seguirla e Santuzza, nella sua supplica trasformatasi in rabbia, gli urla una maledizione.
Arriva Alfio. La giovane Santuzza è ancora preda della gelosia così gli racconta della relazione di Turiddu con Lola.
Alfio giura vendetta.
Lungo la via del ritorno dalla chiesa gli abitanti del villaggio, invitati da Turiddu, si fermano nell'osteria di Mamma Lucia per un bicchiere di vino. Turiddu offre un bicchiere ad Alfio, ma lui risponde che lo avvelenerebbe, un insulto che deve necessariamente portare a un duello.
Mentre la folla si disperde, Turiddu, ormai sobrio, chiama la madre che era rimasta dentro, ignara di quanto accaduto, la saluta con grande affetto e rapidamente e le affida Santuzza. Sembra un addio definitivo, presagio di tragedia.
Lui si precipita fuori, il duello dovrebbe essere proprio lì vicino, dietro l'orto.
Poco dopo un grido disperato squassa il silenzio del piccolo paese: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”.
In Inglese/English version
O Lola, your dress is white as milk,
you are white and red like a cherry,
your lips smile when you look out,
blessed is the man who gives you the first kiss!
Your threshold is spranked with blood (note: Turiddu declares a love ready to spread on his doorstep, regardless of death),
and I don’t care if I’m killed there.
And if I die and go to Paradise,
if I don’t find you there I will not even enter.
A Square in a Sicilian village early on Easter Sunday
Before the curtain rises Turiddu can be heard serenading Lola.
Santuzza nervously approaches Turiddu's mother, Mamma Lucia, as she opens her wine shop, and asks where Turiddu is. When Mamma Lucia answers that Turiddu has gone to Francofonte to buy wine, Santuzza replies that this cannot be so, as he has been seen in the village. Mamma Lucia is agitated at this news, as Turiddu has not been home. When Alfio appears and confirms that Turiddu has been seen hear his home early in the morning, Santuzza prevents Mamma Lucia from questioning him further.
The villagers gather in the square and sing an Easter hymn before going into church.
Santuzza tells Mamma Lucia the story of her affair with Turiddu. Before leaving for military service he had been in love with Lola, but, returning to find her married to Alfio, he had consoled himself with Santuzza. Lola, piqued by Turiddu's desertion, had wanted him back, and he had returned to his first love, abandoning the dishonored Santuzza, who wants to beg him to take pity on her. Mamma Lucia, murmuring a prayer for Santuzza, goes into church and Santuzza waits for Turiddu. He accuses her of spying on him and complains that her jealousy is driving him mad.
Lola appears and after taunting Santuzza, goes into church. Turiddu prepares to follow her and Santuzza, her pleading changed into anger, screams a curse at him. Alfio appears, and still possessed by jealous rage, she tells him of Turiddu's affair with Lola, and he swears vengeance.
The villagers stop at Mamma Lucia's for a glass of wine on the way home from church. Turiddu offers Alfio a glass, but he answers that it would poison him - an insult which must lead to a duel. As the crowd disperses, Turiddu, now sober, calls to his mother who had been inside and unaware of what had happened, bids her farewell and entrusts Santuzza to her care.
He rushes out and soon afterwards there is a cry - “Turiddu has been killed!”.
(by Opera Guide)
E nel momento in cui tutti si ritrovano nella locanda di Mamma Lucia, prima che tutto si trasformi in quella tragedia al momento impensabile…
– Turiddu
Intanto amici, qua, beviamone un bicchiere!
Tutti si avvicinano alla tavola dell’osteria e prendono i bicchieri.
Viva il vino spumeggiante
Nel bicchiere scintillante
Come il riso dell’amante
Mite infonde il giubilo!
Viva il vino ch’è sincero
Che ci allieta ogni pensiero
E che annega l’umor nero
Nell’ebbrezza tenera.
(Tutti)
Viva il vino spumeggiante
Nel bicchiere scintillante
Come il riso dell’amante
Mite infonde il giubilo!
Viva il vino ch’è sincero
Che ci allieta ogni pensiero
E che annega l’umor nero
Nell’ebbrezza tenera.
Viva! Ai vostri amori
Viva! Alla tua fortuna
Viva! Beviam! Beviam!
(Ripetizione del coro)
Viva il vin, viva il vin,
Viva il vin, viva il vin,
Viva, viva, beviam!
