Gran bottino di arte recuperata nel 2025, l’impresa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale TPC, ritrovati 84.527 beni culturali

Ogni anno che passa conta su decine di migliaia di opere d’arte e reperti archeologici recuperati dai Carabinieri TPC nella stessa Italia e nel mondo. Impressionate comprendere come il Bel Paese sia stato saccheggiato per decenni privandoci di beni culturali inestimabili.

Copertina del rapporto 2025 – Madonna con il Bambino, di Antonio Solario, detto lo Zingaro

Con la pubblicazione del rapporto Attività Operativa 2025 del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), viene fuori una particolareggiata fotografia che ritrae l’immane lavoro di questi militari raggruppati in un corpo speciale invidiato in tutto il mondo.
Lo scorso anno sono stati ritrovati 84.527 beni culturali. Sono aumentati i furti, a cominciare dai luoghi di culto (+45,9% rispetto al 2024), ma è cresciuto, di molto, il recupero di beni culturali trafugati.

I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno lottato incessantemente nel 2025 per riportare a casa oggetti spariti, frutto di scavi clandestini, furti, esportazioni illecite e traffici internazionali di opere d’arte e reperti archeologici. Senza dimenticare le falsificazioni visto che i Carabinieri TPC nel 2025 hanno trovato 4.031 falsi.

Come copertina del rapporto 2025 è stata scelta la Madonna con Bambino di Antonio Solario (Chieti o Venezia, 1465 circa – Napoli, 1530), opera che, insieme ad altre, era stata rubata nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1973 dai saloni del Museo Civico di Belluno. Il dipinto è stato recuperato l'anno scorso e restituito il 21 luglio 2025 alla sede originaria.

Come evidenziato nel rapporto, nel corso del 2025 si è verificato un lieve incremento dei furti di beni culturali (+12%).
Sulle diverse tipologie di luogo colpite, l’aumento del fenomeno ha riguardato:

  • musei/pinacoteche: +21,4% (da 14 a 17);
  • luoghi di culto: +45,9% (da 87 a 127);
  • biblioteche pubbliche/private/ecclesiastiche: +28,5% (da 14 a 18);
  • luoghi privati +15,1% (da 79 a 91).

    Al contrario, è stata rilevata una diminuzione dei furti in:
  • luoghi espositivi pubblici/privati: -31,8% (da 69 a 47);
  • archivi pubblici/privati/ecclesiastici: -36,3% (da 11 a 7).


“Il patrimonio culturale italiano non è solo un insieme di manufatti di inestimabile valore, ma rappresenta il DNA della nostra identità nazionale e un pilastro della memoria collettiva globale. In questo solco, il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha proseguito, nel corso del 2025, la sua incessante missione di sentinella della cultura, operando per sanare
le ferite inferte dai crimini di settore e per garantire che la storia dei territori non venga dispersa o mercificata.
L’azione del Comando si è evoluta di pari passo con le sfide della modernità. Se la “Banca dati dei Beni culturali illecitamente sottratti” rimane il cuore pulsante delle nostre ricerche, l’impiego di tecnologie d’avanguardia come il sistema SWOADS (Stolen Works Of Art Detection System), potenziato dall’Intelligenza Artificiale, ha permesso di estendere il nostro monitoraggio ai meandri del web e dei social media, garantendo una capacità di reazione tempestiva contro il traffico illecito transnazionale”.

Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

I numeri del Rapporto sull’attività operativa 2025 parlano chiaro.

Sono stati denunciati 307 eventi delittuosi e per questi sono stati verificati ruoli e identità di personaggi coinvolti per un totale di 1.123 individui, tutti denunciati.
Le perquisizioni sono state 496 e individuate 3 associazioni a delinquere con 41 soggetti coinvolti.

Raffrontando i dati sulle operazioni 2024 con quelle del 2025, viene fuori:

  • un lieve aumento dei furti (da 274 a 307);
  • un incremento dei beni recuperati (da 80.437 a 84.527), di cui:
    ebanisteria (da 59 a 207);
    oggetti librari/archivistici (da 26.138 a 33.777);
    religiosi (da 71 a 141);
    sculture (da 177 a 883);
    reperti paleontologici (da 5.703 a 7.018);
    numismatici archeologici (da 10.887 a 13.543);
    opere contraffatte (da 2.804 a 4.031);
    un incremento dei risultati dell’attività repressiva, in relazione a:
    arresti disposti dall’A.G. (da 2 a 32);
    denunciati per scavo clandestino (da 127 a 148);
    deferiti per danneggiamento (da 121 a 137).

Il valore delle opere recuperate?

Il calcolo-stima descrive un valore di oltre 73 milioni di euro.

Gioco forza i Carabinieri hanno ampliato le verifiche nelle aree e siti delicati, quindi 1.510 controlli in siti archeologici, 2.128 in aree tutelate da vincoli paesaggistici o monumentali, 2.088 controlli ad esercizi antiquariali e commerciali.
In più 33.564 beni culturali sono stati sottoposti ad accertamento fotografico nella banca dati che, nel caso dei Carabinieri TPC, è la più ampia esistente al mondo.

Attività Operativa 2025 dei Carabinieri TPC, l’archeologico è il settore più colpito

Il comparto dei beni archeologici è quello più colpito dai ladri e trafficanti di reperti che fanno parte del circuito internazionale clandestino per la rivendita di questi oggetti trafugati.

Nel 2025 sono stati recuperati 37.561 reperti archeologici: 7.371 integri, 16.647 frammentati e 13.543 monete.
Solo dagli Stati Uniti d’America sono stati rimpatriati 337 beni culturali fra reperti archeologici e documenti d’archivio che sono stati presentati a Roma.

Portare via questi oggetti per monetizzarli soprattutto all’estero significa far perdere l’identità del reperto, etichettato genericamente come di provenienza etrusca o magno greca o altro. Alla fine non vuol dire molto per il pezzo in sé perché i tombaroli e i venditori non potranno mai indicare l’esatta provenienza, spesso si tratta di aree archeologiche non ancora scavate e analizzate ufficialmente da missioni archeologiche.

Grazie a questi furti interi territori perdono la loro completa rappresentazione storica, non emergeranno nelle loro remote vicende, almeno non completamente, proprio per la mancanza di reperti che testimonino antiche vicende, le connessioni fra civiltà, antiche città, rituali religiosi e civili. Questi oggetti spariti avrebbero potuto raccontare le capacità artistiche raggiunte, forse anche i nomi di artisti, di personalità civili e religiose, in quali epoche furono modellati, quali i prodotti caratterizzavano centri urbani e remote nazioni.
Grandi pezzi di storia e fatti storici locali e continentali vengono totalmente cancellati grazie a questi trafugamenti.
A perdere siamo tutti, parti del nostro passato storico vengono cancellate, lasciate nell’oblio.

Nel rapporto 2025 dei Carabinieri TPC è stata messa in evidenza una sezione sui trafugamenti che hanno riguardato reperti archeologici degli Etruschi.

Fra le maggiori operazioni portate avanti dai nostri militari dell’arte il sequestro del 26 febbraio 2025, tra Roma e Guidonia Montecelio, di 59 reperti archeologici etruschi, apuli e magnogreci di di grandissimo valore. Erano nelle mani di un professionista romano.

Poco dopo, il 26 marzo 2025, il Nucleo TPC di Genova ha sequestrato due vasi etruschi: erano in una casa d’aste. Questo ritrovamento ha permesso di estendere le indagini a Roma, tanto che l’8 aprile i nostri militari hanno sequestrato altri 71 reperti archeologici stimati per un valore di oltre 200.000 euro.

Su una cosa non c’è dubbio, né mai c’è stato. Il grande valore artistico e storico dei reperti etruschi rimane, anzi si innalza nell’interesse dei trafficanti d’arte affiancandosi alle razzie di reperti appartenenti alla Magna Grecia focalizzati nel Sud Italia a cominciare dalla Sicilia.

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