“Breve Storia di Catania”, la grande città di Sicilia si svela grazie alla penna di Salvatore La Lota Di Blasi

Un libro sulle origini di Catania, il suo modo d’essere, dai primi insediamenti siculi, dalla fondazione greca del 729 a.C, poi l’influenza dominante di Siracusa e di Roma, la dominazione di Bisanzio, l’arrivo dei musulmani e, ancora dopo, dei Normanni che aprirono una nuova epoca per la Sicilia. Nel volume “Breve Storia di Catania”, pubblicato e diffuso da Pacini Editore, questa grande città di Sicilia si svela grazie alla penna di Salvatore La Lota Di Blasi che ne ha tracciato le vicende con fare certosino, da cultore della storia e ricercatore delle radici umane. Lo stesso La Lota ha arricchito il racconto con immagini, a cominciare dal disegno a china e colore che domina la copertina.
Una lettura che ho gustato capitolo per capitolo anche perché io stesso sono nato a Catania, l’ho vissuta e ne sono da sempre connesso.

“Questa è la nostra Catania, una città di carne e d’anima, di vento e fumo, i cui palazzi barocchi si mostrano con quel tipico stile ‘zebrato’ in cui al bianco della pietra calcarea si accosta la nera lavica roccia. Una città che come una sirena attira i visitatori che vi naufragano piacevolmente e canta storie con una melodia che ancora oggi incanta non solo i turisti, ma anche chi ci abita da generazioni, i catanesi di oggi e domani e quanti ancora, fuori dalla terra di Sicilia avranno voglia di ascoltarla”.
(Salvatore La Lota Di Blasi, da “Breve Storia di Catania”)

Catania che in epoca moderna è stata nominata “Milano del Sud” grazie alla dinamicità imprenditoriale e al forte sviluppo. L’intraprendenza, le capacità commerciali e imprenditoriali in più settori, dall’agricolo all’industriale, sono sempre state caratteristiche della storia catanese.
La visione data da “Breve Storia di Catania” non manca di considerazioni e riflessioni su aspetti anche negativi, sia storici che più recenti, come l’accenno all’edificazione spinta e selvaggia che dagli anni 50 e 70 ha favorito-amplificato storture urbanistiche e sociali.

I primi a rimanere avvinti dalle parole scritte in questo libro saranno sicuramente i catanesi che ritroveranno la loro amata città in aspetti che conoscono in parte, ma anche in vere e proprie rivelazioni su quartieri, strade e interi isolati che hanno origini in epoche lontanissime.

Uno dei punti che non conoscevo a fondo riguarda l’origine del quadrante compreso fra la via Etnea, via Umberto e via Caronda: in epoca greca era la necropoli della città. Confesso che non ne ero consapevole.
La parte alta di Montevergine fu eletta dai greci ad area sacra, quartiere che rimase di primaria importanza nei secoli e nelle epoche a venire.
L’Agorà fu collocata nell’area del cortile di San Pantaleone.
Il teatro greco, considerato dalle rovine come romano, invece grecissimo per l’orientamento della struttura verso il mare oltre al ritrovamento di iscrizioni greche.

Salvatore La Lota Di Blasi rivela molto della Città dell’Elefante in “Breve Storia di Catania”, pubblicazione che è una scoperta continua, un viaggio verso le peculiarità che hanno sempre più caratterizzato l’area catanese in oltre due millenni.

Nelle immagini qui sopra, dall’Anfiteatro Romano a Castello Ursino e l’aquila imperiale di federiciana memoria. Ancora dopo la Fontana dell’Elefante a piazza Duomo, il Teatro Bellini, la Fontana del fiume-Dio Amenano-Amenanos (acqua a linzolu per l’effetto dato all’acqua mentre cade nella vasca) e, nelle ultime cinque foto, lo splendido Palazzo Biscari dei Paternò Castello

Altri ancora ameranno questo volume, i curiosi, i cultori delle storie, coloro che amano la Sicilia e vogliono comprenderla, che sono stati a Catania e hanno voglia di scoprire altro sulla città.
Si appassionerà a queste pagine anche chi intende programmare una visita lungo la costa orientale della Sicilia.
La tappa a Catania rimane fulcro fondamentale di un viaggio fra Messina e Siracusa, fra Ragusa Ibla, Noto e Taormina, lungo la scogliera nera vulcanica bagnata da un mare turchese/smeraldo fino al passaggio nelle terre più interne ricche di agrumeti come nella Piana di Catania, terreni popolati di uliveti, viti e mandorleti, come a Caltagirone che mostra fiera le sue architetture, le sue ceramiche incastonate anche in palazzi, ponti e modanature.

Un’esplorazione compiuta sotto l’onnipresente Etna, anch’essa da visitare fino ai circa 2.000 metri di quota raggiungibili. Da quell’altezza ammirare il Golfo di Catania, i colori contrastanti del paesaggio e il fumo in perenne uscita dai crateri insieme alla cenere. Etna che caratterizza il terreno scuro delle campagne e che dà sapori inimitabili a vini, ai frutti, ad arance, limoni, fichi e all’olio.
Catania quindi come baricentro di un lungo percorso fra architettura, storia, religiosità, prodotti della terra.

Città che è espressione dei sapori di una tavola siciliana nata da fusioni fra culture ultra bimillenarie del Gusto.
Unione che la gente di Sicilia ha plasmato in qualcosa di unico, in un aspetto di civiltà inimitabile, mescolanza di un passato multisfaccettato fatto di tutti quegli ingredienti che hanno dato corpo all’Isola e alla sua leggenda.

Questa “Breve Storia di Catania” racconta come nell’area della città le vicende siano sempre state dominate da personaggi mitici, storici, leggende come per tutte le terre di antiche narrazioni e vicende.

Basti pensare alla Riviera dei Ciclopi con Polifemo che scagliò i grandi massi neri contro Ulisse (i Faraglioni di Aci Trezza), poi castelli e palazzi scelti come residenza da membri di antiche Case Reali, tutto dominato dalla presenza immane dell’Etna, ‘a Muntagna, a volte distruggitrice, ma anche creatrice di vita, di terreni fertilissimi, custode di grandi riserve d’acqua.

Oppure la SantuzzaSant’Agata al centro della grande devozione della gente, tanto che la festa religiosa che la celebra a febbraio (link all’articolo) è fra le prime cinque al mondo per partecipazione popolare.

Non ultimo ‘U Liotru, ovvero l’Elefante, emblema araldico cittadino, presenza costante in gran parte della storia di Catania, forse una delle due mete del circo Romano presente in città.
Grande mammifero proboscidato che è elemento magico connesso alla leggenda su Eliodoro, che prima voleva essere vescovo di Catania, ma nei fatti divenne negromante: proprio lui, grazie anche a incantesimi, avrebbe modellato l’elefante nero dalla lava incandescente dell’Etna per poi cavalcarlo mentre compiva le sue magie in giro per Catania e la Sicilia.
Elefante misterioso, leggendario, ma anche storico testimone delle vicende catanesi plurisecolari. Lo si vede al centro di piazza Duomo rappresentato da un’antichissima statua in basalto nero sormontato da uno pseudo obelisco egittizzante.
Il mistico e remoto animale guarda verso la Basilica Cattedrale metropolitana di Sant’Agata che poggia le fondamenta sulle antiche Terme Achilliane. L’Elefante e la Santuzza martire si guardano come in un confronto/dialogo che sembra sconfinare nel trascendente.

Raccontando la città, fra le primarie testimonianze architettoniche di Catania l’ex Monastero dei Benedettini (XVI secolo) in piazza Dante, il secondo monastero benedettino più grande d’Europa.
Il luogo è sempre quella collina di Montevergine sacra ai greci.
Salvatore La Lota Di Blasi dà ampio spazio a questa magnifica costruzione che nel suo passato, anno 1669, ha dovuto affrontare anche una potente colata lavica appoggiatasi su parte delle sue mura (oggi visibile affacciandosi dai finestroni lato Nord fronteggiati proprio da un muro di lava solidificata), ma il magma demolì le grandi cucine dell’epoca, la chiesa e avvolse parte della stessa struttura.

L’antico edificio religioso fu fondato nel XVI secolo da monaci provenienti dal precedente monastero di Nicolosi, cittadina sulle pendici dell’Etna: il Senato di Catania diede l’autorizzazione a edificare in città. In questo modo i benedettini si misero più al sicuro rispetto alle sedi poste sul vulcano, una concessa nel XIII secolo da Re Federico III di Sicilia, ma troppo isolata, fattore che l’esponeva agli assalti di bande di briganti oltre che al rischio di colate laviche.
Il grande monastero catanese divenne uno dei massimi esempi del Barocco siciliano e successivamente, con Regio Decreto del 15 agosto 1869, fu dichiarato monumento nazionale.
Nel 2002 quello che ormai era l’ex Monastero fu inserito nel patrimonio mondiale UNESCO come “gioiello del tardo-barocco siciliano” e nell’itinerario del “tardo-barocco siciliano del Val di Noto”.
Nel 2008 la Regione Siciliana definì di “importante interesse artistico” il progetto per la ristrutturazione dello storico edificio, lavoro firmato da Giancarlo De Carlo.
Oggi l’antico complesso è sede del DISUM-Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania.

Fra quelle mura dei benedettini insegnò mio nonno Salvatore Geraci (link), papà di mia mamma, storico e filosofo siciliano, originario di Adrano.

Nella sua storia Catania è stata ed è città siculo-araba-normanna, prima feudo arcivescovile, poi innestata nel dominio imperiale, da qui Castello Ursino e l’aquila di Federico II che simboleggia il nuovo assetto amministrativo-politico.

Catania capitale della Sicilia nella lunga epoca dei conflitti per il controllo dell’Isola e del Sud Italia, lotte armate fra i contrapposti partiti filo Aragona e pro Angiò, un continuo incrociare di armi iniziato con i Vespri Siciliani.

Città normanna-sveva-aragonese, ma anche la prima in Sicilia a essere sede di un’Università, lo Studium Generale del 1434, poi la ricostruzione barocca post eruzioni e post terremoto del 1693.
A seguire l’avvento di rinnovata ricchezza della Catania borghese di fine 1800 e il nuovo sviluppo col sorgere del 1900.

Da capitale del Regno a sede di Università. Il passaggio dal Regno dei Martini a quello di Ferdinando I e Alfonso V dopo, vide, infatti, il declino politico della città di Catania, ma in cambio una valorizzazione sul piano culturale, Non una compensazione , ma un riconoscimento vero e proprio arrivato dall’alto e voluto proprio per la sua antica tradizione culturale.
[… Studium Generale] … non ‘generale’ in quanto si sarebbero insegnate tutte le discipline, ma in quanto Studium esclusivo per tutta l’Isola; cioè da Catania sarebbero stati rilasciati diplomi per coloro che provenienti da tutta l’isola vi si sarebbero trasferiti.
(Salvatore La Lota Di Blasi, da “Breve Storia di Catania”, cap. La Corte degli Aragonesi – Lo Studium Generale del 1434)

Non inserisco altri riferimenti in questo mio mero elenco, una sorta di richiamo a una panoramica sulle storie raccontate da Salvatore La Lota Di Blasi.

Lascio al lettore la sorpresa e il piacere di scoprire i successivi scenari, quindi dal 1700 con il Principe archeologo, Don Ignazio V Paternò Castello, promotore della ricerca archeologica e riscoperta storica, passando poi per l’Ottocento e le rivoluzioni, l’inserimento nel Regno d’Italia, la vocazione industriale e il sogno socialista di Giuseppe De Felice Giuffrida in risposta alla montante Catania Borghese, le due guerre mondiali e il fascismo, il fisico e scienziato Ettore Majorana, la ricostruzione dopo i bombardamenti e dopo la fine dell’ultima Guerra fino all’epoca moderna.

Gustare questo racconto significa sfogliarne le pagine con calma e riflessione. Le parole di Salvatore sono sempre chiare, analitiche con una punta nostalgica, mai celebrativa.
L’autore accompagna per mano il lettore nell’universo catanese e lo fa incuriosendo, approfondendo diverse sfaccettature della lunga esistenza cittadina oltre che a rivelare aspetti inediti ai più.

Catania è oggi una città bella, viva e focosa in cui il presente ripropone il passato più illustre. Come nell’atelier ‘nascosto’ di un’artista di fama. Fernanda Paternò Castello – del ramo dei duchi di Carcaci – nel suo “Giardino segreto” con i suoi acquerelli regala poesie d’arte per i suoi concittadini. Una città da vivere tranquillamente di giorno passeggiando lungo le vie Umberto coi suoi chioschetti Liberty che offrono bevande al seltz e sciroppi; via Etnea, con i suoi negozi fino a Porta Uzeda gustando granite e briosce nelle storiche pasticcerie del centro; e magicamente di notte, dentro gli scenari più imprevedibili riscoprendo empori dove si creano profumi con le fragranze tipiche siciliane o entrando all’Ostello, nei pressi del Castello Ursino a due passi dalla Pescheria; un pub ristorante che consente ai turisti di scendere nella profondità di una grotta sotterranea per gustare una pizza sulle sponde di un Amenano interrato sin dal 1669 e sotto suggestive stalattiti gocciolanti.

(Salvatore La Lota Di Blasi, da “Breve Storia di Catania”)

Sull’autore

Salvatore La Lota Di Blasi, nato a Vittoria in provincia di Ragusa, è uno storico, filosofo e giurista. È docente di storia e filosofia al Liceo Scientifico Santa Caterina di Pisa. Nel 2008 si è laureato in Giurisprudenzaall’Università degli Studi di Catania secondo il vecchio ordinamento.
Ha frequentato la Scuola di specializzazione per le professioni legali “Galati” per diventare magistrato. Nel 2011 si è abilitato come mediatore civile.
Nel 2012 si è trasferito a Firenze. Ha fondato Ca.li.per Officina, azienda specializzata nel restauro della carta. Nel 2013 ha dato vita all’azienda editoriale Horus cultura e Ca.li.Per. News Blog arte restauro. Nel 2014 queste realtà aziendali si sono aggiudicate il premio Made In Florence, eccellenze produttive della Toscana.
Il 2014 è l’anno della sua seconda laurea, questa volta in Scienze Storiche e Filosofiche ottenuta con il massimo dei voti e la Lode all’Università degli Studi di Firenze.
Nel 2015 ha vinto la XIX edizione del premio nazionale Spadolini Nuova Antologia con riconoscimento della Camera dei Deputati per il suo lavoro di ricerca sulla figura di Pasquale Villari.

Salvatore La Lota Di Blasi

Nel 2017 il suo trasferimento a Pisa dove si è iscritto all’Università degli Studi di Pisa per studiare Psicologia, Antropologia culturale, Pedagogia. Poi l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di secondo grado come docente di filosofia e storia e nel 2025 la specializzazione come docente di sostegno.
Salvatore La Lota di Blasi si è occupato di giornalismo e ha pubblicato decine di articoli su vari giornali: QN La Nazione, La Sicilia, La Provincia di Ragusa, Il Corriere di Ragusa, Toscana & Chianti Magazine.
Fra le riviste, Guardia d’Onore, Tradere, Kermes, Hiram, Adunata (Rivista cavalleresca).

È stato presidente del Rotaract club Vittoria e socio del Rotary Club Firenze. Socio amico del Lyceum Club Internazionale di Firenze, membro Ordine civ. mediceo con rango di nobile e patrizio di Firenze, Barone di Cavarretto per successione a casa Di Blasi.
Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Cavaliere della UCCI con placca.

Ha pubblicato:

  • Pasquale Villari uno storico positivista alla ricerca del Medioevo (il Prato 2014);
  • L’Atto di aggregazione del SS Crocifisso di Vittoria ( Nardini 2015);
  • Il cielo delle donne e degli uomini di Sollicciano (First 2018);
  • Ai miei tempi. I nonni del Bobolino raccontano le loro storie di cucina (First 2018);
  • Francesco Pifferi, monaco camaldolese. (Pacini Ed. 2021).

Salvatore ha moderato vari convegni e presentato libri tra i quali, nel 2016, Firenze e l’Arno (FIRST e UNIFI) – Firenze Istituto Salvemini d’Aosta; nel 2023 I Greci a Livorno in epoca medicea – villa Mimbelli UNIPI-FAML.
Ha presentato a Firenze l’opera monumentale “Diario del pastoso”.

Breve Storia di Catania

Volume con illustrazioni disegnate dallo stesso autore, anno 2025-2026, collana Piccola Biblioteca Pacini – 10,5×18 cm • 176 pagine • 23 immagini • brossura
Oltre che su Pacini Editore, il volume è acquistabile su:

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  1. Avatar di andreavania57 andreavania57 ha detto:

    Agree! Andrea

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  2. Avatar di andreavania57 andreavania57 ha detto:

    Scusa, Giuseppe, mi ha fatto confusione gmail… La mail sottostante non era per te. Un abbraccio, Andrea

    Da: Prof. Andrea Vanìa andrea.vania57@gmail.com Data: lunedì, 27 aprile 2026 alle ore 18:54 A: la penna e la forchetta comment+egkxr4a096kxr0z5-jkx9-59a@comment.wordpress.com Oggetto: R: “Breve Storia di Catania”, la grande città di Sicilia si svela grazie alla penna di Salvatore La Lota Di Blasi

    Agree! Andrea

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